Il 2024 sarà l’anno della “grande disinflazione”. Cosa aspettarsi?

Violetta Silvestri

19/12/2023

La grande disinflazione sta arrivando per dominare lo scenario finanziario ed economico del 2024: la previsione dell’analista, con tutte le indicazioni su tassi, Fed e rischi per gli investitori.

Il 2024 sarà l’anno della “grande disinflazione”. Cosa aspettarsi?

La “grande disinflazione” dominerà i mercati e le economie delle potenze occidentali nel 2024: la previsione è del capo economista di Goldman Sachs.

Jan Hatzius ritiene infatti che l’era di sofferenza per i consumatori - colpiti da prezzi alle stelle - sta volgendo finalmente al termine. Ma cosa significa disinflazione? In termini economici con questa espressione si intende un calo dell’inflazione causato dal decremento del tasso d’inflazione. Quando si verifica questo fenomeno i prezzi rallentano e cominciano a non crescere.

Se quindi l’inflazione è stata una spina nel fianco delle banche centrali di tutto il mondo per oltre due anni, con la Fed e la Bce impegnate in primo piano a combattere i prezzi in corsa a colpi di rialzi dei tassi di interesse, il 2024 racconterà un’altra storia. L’analisi di Jan Hatzius spiega perché il prossimo anno si potrà completare la svolta già in corso della “grande disinflazione”.

La grande disinflazione cambierà l’economia del 2024? L’analisi

Secondo Jan Hatzius, il tasso combinato di inflazione core dei mercati sviluppati, che hanno affrontato un’impennata inflazionistica durante la pandemia, è sceso a un ritmo annuale del 2,2% negli ultimi tre mesi e dell’1,3% a novembre.

L’obiettivo del 2% delle banche centrali è quindi più vicino e per Hatzius questo significa una cosa: L’inflazione globale continua a scendere”.

Il capo economista di Goldman Sachs ha scritto in una nota intitolata “La grande disinflazione” che molte delle principali banche centrali nei mercati sviluppati effettueranno tagli dei tassi di interesse “precoci e più aggressivi” nel 2024 man mano che gli aumenti dei prezzi svaniscono.

Negli Stati Uniti, dove l’inflazione su base annua è scesa ad appena il 3,1% a novembre dopo aver toccato il massimo di quattro decenni sopra il 9% nell’estate del 2022, Hatzius prevede tre diminuzioni consecutive dei tassi di interesse di 25 punti base prima metà del prossimo anno – probabilmente a marzo, maggio e giugno – più due ulteriori tagli entro la fine dell’anno. Poi, nel 2025, si aspetta altri tre tagli dei tassi, lasciando il tasso dei fondi Fed tra il 3,25% e il 3,5% entro settembre di quell’anno.

In Eurozona il clima è più tiepido sull’argomento. Il capo della Banca di Francia Villeroy ha dichiarato che tra l’aumento dei tassi, che, salvo sorprese, è finito, e il taglio, che dovrebbe avvenire nel 2024, c’è un plateau. “Voglio insistere su questa pazienza, su questo plateau, perché se tagliassimo i tassi troppo presto rischieremmo di ricadere nella “malattia” dell’inflazione”.

I commenti arrivano dopo che la Bce la scorsa settimana ha deciso di lasciare i tassi invariati per la seconda riunione consecutiva, dopo più di un anno di incessante inasprimento della politica monetaria. Lagarde ha affermato che i tagli non stati discussi discussi in quell’occasione, nonostante i mercati scommettano su un movimento al ribasso già in primavera, in seguito a una svolta accomodante da parte della Federal Reserve.

Cosa aspettarsi nel 2024 con l’ondata di disinflazione?

Gli Usa sono certi entreranno nella spirale benefica della disinflazione. Secondo Goldman Sachs, un mercato del lavoro robusto, un’inflazione più bassa e tassi di interesse in calo contribuiranno a stimolare la crescita del Pil e gli utili aziendali il prossimo anno.

Ciò sarà “eccezionalmente favorevole per i mercati degli asset rischiosi”, ha scritto Hatzius, che è anche a capo della divisione di ricerca sugli investimenti globali di Goldman.

Molti cosiddetti asset di rischio sono saliti alle stelle quest’anno dopo un 2022 deprimente, con l’indice S&P 500 in rialzo di oltre il 23% e i titoli ad alto contenuto tecnologico del Nasdaq in corsa a +43%. Anche le criptovalute si sono riprese quest’anno poiché la propensione al rischio degli investitori è aumentata.

David Kostin, capo stratega azionario statunitense di Goldman, ha addirittura alzato il suo obiettivo di prezzo per l’S&P 500 da 4.700 a 5.100 venerdì, citando inflazione più bassa, politica accomodante della Fed e una prospettiva economica più robusta a sostegno delle azioni nel 2024.

Attenzione, però, ai rischi sempre in agguato. La disinflazione potrebbe rallentare. Hatzius ha osservato che le sue prospettive più ottimistiche sulla crescita del Pil statunitense e sulla disoccupazione potrebbero essere un’arma a doppio taglio. Pur essendo vantaggiosa per l’economia e per i titoli azionari, un’eccessiva forza economica potrebbe indurre i funzionari della Fed a temere una recrudescenza dell’inflazione, costringendoli a mantenere i tassi di interesse più alti per un periodo più lungo.