Il 20% dei miliardari ha investito nello sport

Francesco Nasato

14/11/2025

Secondo JP Morgan, un miliardario su 5 ha una quota di controllo all’interno di società sportiva. Nel 2022 la percentuale era solo del 6%.

Il 20% dei miliardari ha investito nello sport

Lo sport piace sempre di più e non solo a tifosi e appassionati, pronti a emozionarsi ammirando le prestazioni dei loro campioni più amati.

Anche le famiglie più ricche del mondo negli ultimi hanno ritenuto, per motivazioni evidentemente più legate a questioni di business, che lo sport fosse un settore da considerare maggiormente rispetto a quanto fatto anche nel recente passato. In questo senso, un rapporto di JP Morgan pubblicato nelle ultime settimane restituisce diversi numeri interessanti e per certi versi inaspettati.

Sicuramente non impossibili da comprendere, alla luce della congiunzione che vede tanti settori dello sport professionistico mondiale essere sempre di più alla ricerca di nuovi capitali e risorse per poter essere non solo sostenibili, ma anche in grado di immaginare piani di espansione e crescita.

Il 20% dei miliardari detiene quote all’interno di società sportive

Il rapporto di JP Morgan di cui si è accennato si intitola «2025 Principal Discussions Report» è stato realizzato su un campione di 111 famiglie miliardarie e ha rilevato che il 20% di esse detiene oggi delle quote di controllo in squadre sportive. Un numero in notevole crescita, se si pensa che la percentuale era appena del 6% del 2022. Non solo. Perchè il 34% di loro investe anche nelle squadre stesse e nei loro stadi. Insomma non solo una partecipazione simbolica all’interno dell’azionariato, ma una presenza concreta che si traduce in risorse immesse per migliorare le infrastrutture o la caratura tecnica della squadra in questione.

Più in generale lo sport è un settore che attira verso di sè sempre più attenzioni anche a livello di investimenti da parte di soggetti facoltosi, lasciandosi alle spalle altri comparti che storicamente vengono associati maggiormente a persone dotate di un enorme ricchezza personale. Il report di JP Morgan, ad esempio, evidenzia che lo sport è stato classificato come il quarto settore chiave per gli investimenti, dopo immobiliare, tecnologia ed energia, lasciandosi alle spalle ambiti come quello dell’arte oppure auto d’epoca. «Lo sport è passato dall’essere un hobby per ricchi a un’attività molto seria», ha affermato un miliardario nel sondaggio. «Siamo»overallocated«per lo sport, ma è stato fenomenale».

Investimenti sportivi aumentati di 8 volte negli ultimi cinque anni

Dal rapporto emergono altre considerazioni interessanti: «Con franchigie statunitensi ed europee valutate circa 400 miliardi di dollari e un valore totale di fusioni e acquisizioni e investimenti sportivi aumentato di otto volte negli ultimi cinque anni, questa classe di attività ha trasceso il tifo», si legge. «Per molti dirigenti, la proprietà è un’impresa sia strategica che emotiva: un modo per allineare unità familiare, capitale istituzionale e tradizione generazionale attorno a una passione condivisa e a un valore duraturo».

Una considerazione che trova riscontro in alcuni recenti esempi di investimenti nel mondo dello sport. L’acquisizione della maggioranza dell’Atletico Madrid da parte del fondo di investimento Apollo Sports Capital, con una valutazione complessivo del club spagnolo di circa 2,5 mld di dollari; la famiglia Koch che ha acquisito una quota di minoranza dei New York Giants, valutando la squadra oltre 10 miliardi di dollari; Mark Walter, CEO di Guggenheim Partners, che ha completato l’acquisto da 10 miliardi di dollari della quota di maggioranza dei Los Angeles Lakers.