Hunter Biden getta l’ombra dell’impeachment sul presidente Usa

Roberto Vivaldelli

10 Dicembre 2023 - 06:53

Joe Biden ha permesso al figlio Hunter di utilizzare il suo indirizzo di casa per condurre affari e ha incontrato alcuni dei partner commerciali stranieri del figlio. Una torbida rete di interessi legata all’Ucraina.

Hunter Biden getta l’ombra dell’impeachment sul presidente Usa

L’incriminazione di Hunter Biden, figlio del presidente, per nove reati - di cui sei fiscali e altre tre minori - decisa dalla Corte Federale di Los Angeles, California, che va ad aggiungersi a quella stabilita da una corte del Delaware circa l’acquisto illegittimo di un’arma da fuoco, è solo la punta dell’iceberg dello scandalo che riguarda la famiglia presidenziale. Certo, alcuni passaggi dell’atto di accusa di 56 pagine recentemente diffuso - “ha speso milioni di dollari in uno stile di vita stravagante anziché pagare le tasse” - sono particolarmente imbarazzanti per la campagna del Presidente Usa Joe Biden, che punta alla rielezione nel 2024. Lo scandalo potrebbe presto allargarsi, e lo sanno perfettamente i repubblicani al Congresso che hanno avviato da settimane l’indagine di impeachment e che, a breve, dovrebbero formalizzare la messa in stato d’accusa dell’inquilino della Casa Bianca. Lo faranno il più tardi possibile, per portare Joe Biden nel fuoco mediatico dell’impeachment a ridosso delle elezioni presidenziali del novembre 2024.

Lo scandalo dei Biden si allarga

I repubblicani della Camera che indagano sugli affari dei Biden all’estero, dall’Ucraina alla Repubblica Popolare Cinese, stanno facendo luce su come i trasferimenti di fondi e le spese dissolute del figlio abbiano direttamente a che fare con il Presidente Usa, tutt’altro che estraneo - come ha sempre dichiarato - agli affari del figlio, avvocato e lobbista. Nella fattispecie, Joe Biden, secondo le prove raccolte dai repubblicani, ha permesso a suo figlio di utilizzare il suo indirizzo di casa nel Delaware per condurre affari, ha ricevuto alcuni pagamenti da suo figlio, ha incontrato alcuni dei partner commerciali stranieri di Hunter e ha ricevuto almeno un assegno da fondi provenienti dalla Cina, come ha ben ricostruito Just the News, media che ha diffuso i documenti che inchiodano la famiglia presidenziale. E ora anche i media mainstream statunitensi o emittenti come la Cnn stanno ammettendo in queste ore che i guai del figlio del presidente Usa sono tutt’altro che marginali o di poco conto.

Su cosa indagano i repubblicani

Nel mirino dei repubblicani ci sono soprattutto gli affari della famiglia Biden all’estero. Nel 2015, periodo in cui Joe Biden era vicepresidente degli Stati Uniti e responsabile dell’amministrazione Obama per l’Ucraina, Hunter Biden venne piazzato dal padre nel consiglio d’amministrazione di Burisma Holdings, la società di gas ucraina poi accusata di corruzione. Hunter Biden non aveva alcuna esperienza nel campo dell’energia e non era mai stato in Ucraina prima d’ora: aveva lavorato per per il Ned, l’agenzia degli Stati Uniti che ha l’obiettivo di “diffondere la democrazia e i diritti umani” nel mondo, finanziando ONG e associazioni che cercano di promuovere dei “Regime Change” in nazioni ostili e nemiche degli Stati Uniti.

In Ucraina l’operazione - grazie anche alla rete filantropica di George Soros, l’Open Society Foundations - riuscì tra il 2014 e il 2015 grazie al golpe di EuroMaidan, che portò all’esautorazione del presidente democraticamente eletto, Viktor Janukovich, e all’instaurazione di un regime filo-occidentale (nel primo governo post-Maidan vi erano addirittura ministri stranieri e con cittadinanza americana, e l’ambasciata Usa a Kiev era diventato il vero centro nevralgico del potere del Paese). Secondo quanto emerso, Joe Biden incontrò con Hunter Biden i rappresentanti di Burisma Holdings ma anche imprenditori kazaki o messicani con cui il figlio secondogenito del presidente era in affari. Hunter, di fatto, usò l’influenza diretta del padre per condurre degli affari con faccendieri e imprenditori esteri.

Secondo quanto già rivelato dal New York Post nel 2020, grazie al contenuto di un laptop abbandonato in un negozio del Delaware, infatti, Hunter Biden presentò suo padre, all’epoca vicepresidente, un alto dirigente di Burisma meno di un anno prima che Joe Biden facesse pressioni sui funzionari del governo di Kiev affinché licenziassero un procuratore che stava indagando sulla stessa società nel quale il figlio era un membro del cda. L’incontro è menzionato in un messaggio di apprezzamento che Vadym Pozharskyi, un membro del cda di Burisma, avrebbe inviato ad Hunter Biden il 17 aprile 2015. Una torbida rete di interessi sui i repubblicani stanno cercando di fare luce.