Guerra in Ucraina, il piano per la pace della Cina (che non funzionerà)

Alessandro Cipolla

24/02/2023

24/02/2023 - 09:07

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A un anno esatto dallo scoppio della guerra in Ucraina, la Cina ha presentato un piano di pace in 12 punti: diventerà carta straccia come tutti gli altri documenti elaborati nei mesi scorsi?

Guerra in Ucraina, il piano per la pace della Cina (che non funzionerà)

Come ampiamente annunciato nei giorni scorsi, la Cina in occasione del primo anniversario dello scoppio della guerra in Ucraina ha reso noto quello che è il suo piano per la pace per arrivare il prima possibile a un cessate il fuoco.

Si tratta di un documento che si snoda lungo dodici punti, dettagliati nella forma ma poco risolutivi nella sostanza visto che le grandi problematiche della guerra in Ucraina (confini, neutralità e smilitarizzazione di Kiev) sono state trattate in maniera abbastanza vaga.

Non mancano riferimenti al nucleare e alle sanzioni, con la Cina che ha chiesto di “abbandonare la mentalità da Guerra Fredda” e di “promuovere una ricostruzione post bellica”, un tema questo che sembrerebbe essere assai caro anche all’Occidente.

Nonostante l’autorevole pulpito, la Cina e gli Stati Uniti sono gli unici due attori non protagonisti capaci di poter fermare la guerra, appare difficile che questo piano possa essere accolto con entusiasmo dalle parti di Mosca e Kiev, specie se il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dovesse continuare a mantenere in vigore il decreto licenziato lo scorso ottobre che vieta, per legge, ogni trattativa diplomatica con la Russia.

Guerra in Ucraina: il piano per la pace della Cina

Nel dettaglio questi sono i dodici punti che compongono il piano della Cina per fermare la guerra in Ucraina.

  1. Rispettare la sovranità di tutti i paesi. Il diritto internazionale universalmente riconosciuto, compresi gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite, deve essere rigorosamente osservato. La sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale di tutti i paesi devono essere efficacemente sostenute. Tutti i paesi, grandi o piccoli, forti o deboli, ricchi o poveri, sono membri uguali della comunità internazionale. Tutte le parti devono sostenere congiuntamente le norme fondamentali che regolano le relazioni internazionali e difendere l’equità e la giustizia internazionali. Dovrebbe essere promossa un’applicazione paritaria e uniforme del diritto internazionale, mentre i doppi standard devono essere respinti.
  2. Abbandonare la mentalità della guerra fredda. La sicurezza di un paese non dovrebbe essere perseguita a spese di altri. La sicurezza di una regione non dovrebbe essere raggiunta rafforzando o espandendo i blocchi militari. I legittimi interessi e preoccupazioni di sicurezza di tutti i paesi devono essere presi sul serio e affrontati adeguatamente. Non esiste una soluzione semplice a un problema complesso. Tutte le parti dovrebbero, seguendo la visione di una sicurezza comune, globale, cooperativa e sostenibile e tenendo presente la pace e la stabilità a lungo termine del mondo, contribuire a creare un’architettura di sicurezza europea equilibrata, efficace e sostenibile. Tutte le parti dovrebbero opporsi al perseguimento della propria sicurezza a scapito della sicurezza altrui, prevenire il confronto tra blocchi e lavorare insieme per la pace e la stabilità nel continente eurasiatico.
  3. Cessare le ostilità. Il conflitto e la guerra non giovano a nessuno. Tutte le parti devono rimanere razionali ed esercitare moderazione, evitare di alimentare il fuoco e aggravare le tensioni e impedire che la crisi si deteriori ulteriormente o addirittura sfugga al controllo. Tutte le parti dovrebbero sostenere la Russia e l’Ucraina nel lavorare nella stessa direzione e riprendere il dialogo diretto il più rapidamente possibile, in modo da ridurre gradualmente la situazione e raggiungere infine un cessate il fuoco globale.
  4. Riprendere i colloqui di pace. Dialogo e negoziazione sono l’unica soluzione praticabile alla crisi ucraina. Tutti gli sforzi volti a una soluzione pacifica della crisi devono essere incoraggiati e sostenuti. La comunità internazionale dovrebbe rimanere impegnata nel giusto approccio per promuovere i colloqui per la pace, aiutare le parti in conflitto ad aprire la porta a una soluzione politica il prima possibile e creare le condizioni e le piattaforme per la ripresa dei negoziati. La Cina continuerà a svolgere un ruolo costruttivo in questo senso.
  5. Risolvere la crisi umanitaria. Tutte le misure atte ad alleviare la crisi umanitaria devono essere incoraggiate e sostenute. Le operazioni umanitarie dovrebbero seguire i principi di neutralità e imparzialità e le questioni umanitarie non dovrebbero essere politicizzate. La sicurezza dei civili deve essere efficacemente tutelata e devono essere istituiti corridoi umanitari per l’evacuazione dei civili dalle zone di conflitto. Sono necessari sforzi per aumentare l’assistenza umanitaria nelle aree interessate, migliorare le condizioni umanitarie e fornire un accesso umanitario rapido, sicuro e senza ostacoli, al fine di prevenire una crisi umanitaria su scala più ampia. Le Nazioni Unite dovrebbero essere sostenute nel svolgere un ruolo di coordinamento nell’incanalare gli aiuti umanitari nelle zone di conflitto.
  6. Protezione dei civili e dei prigionieri di guerra. Le parti in conflitto devono rispettare rigorosamente il diritto internazionale umanitario, evitare di attaccare civili o strutture civili, proteggere donne, bambini e altre vittime del conflitto e rispettare i diritti fondamentali dei prigionieri di guerra. La Cina sostiene lo scambio di prigionieri di guerra tra Russia e Ucraina e invita tutte le parti a creare condizioni più favorevoli a tale scopo.
  7. Mantenere sicure le centrali nucleari. La Cina si oppone agli attacchi armati contro le centrali nucleari o altri impianti nucleari pacifici e invita tutte le parti a rispettare il diritto internazionale, inclusa la Convenzione sulla sicurezza nucleare (CNS), e a evitare risolutamente incidenti nucleari provocati dall’uomo. La Cina sostiene l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) nello svolgere un ruolo costruttivo nella promozione della sicurezza e della protezione degli impianti nucleari pacifici.
  8. Riduzione dei rischi strategici. Le armi nucleari non devono essere utilizzate e le guerre nucleari non devono essere combattute. La minaccia o l’uso di armi nucleari dovrebbe essere contrastata. La proliferazione nucleare deve essere prevenuta e la crisi nucleare evitata. La Cina si oppone alla ricerca, allo sviluppo e all’uso di armi chimiche e biologiche da parte di qualsiasi paese e in qualsiasi circostanza.
  9. Facilitare le esportazioni di grano. Tutte le parti devono attuare pienamente ed efficacemente, in modo equilibrato, l’iniziativa per i cereali del Mar Nero firmata da Russia, Turchia, Ucraina e Nazioni Unite e sostenere le Nazioni Unite affinché svolgano un ruolo importante in tal senso. L’iniziativa di cooperazione sulla sicurezza alimentare globale proposta dalla Cina fornisce una soluzione fattibile alla crisi alimentare globale.
  10. Stop alle sanzioni unilaterali. Sanzioni unilaterali e massima pressione non possono risolvere la questione; creano solo nuovi problemi. La Cina si oppone alle sanzioni unilaterali non autorizzate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. I paesi interessati dovrebbero smettere di abusare delle sanzioni unilaterali e della “giurisdizione a braccio lungo” contro altri paesi, in modo da fare la loro parte per ridurre la crisi ucraina e creare le condizioni affinché i paesi in via di sviluppo possano far crescere le loro economie e migliorare la vita della loro gente.
  11. Mantenere stabili le catene industriali e di approvvigionamento. Tutte le parti dovrebbero mantenere seriamente l’attuale sistema economico mondiale e opporsi all’uso dell’economia mondiale come strumento o arma per scopi politici. Sono necessari sforzi congiunti per mitigare le ricadute della crisi e impedire che interrompa la cooperazione internazionale nei settori dell’energia, della finanza, del commercio alimentare e dei trasporti e comprometta la ripresa economica globale.
  12. Promuovere la ricostruzione postbellica. La comunità internazionale deve adottare misure per sostenere la ricostruzione postbellica nelle zone di conflitto. La Cina è pronta a fornire assistenza e svolgere un ruolo costruttivo in questo sforzo.

Fonte Corriere della Sera

Funzionerà il piano?

Più che un vero tentativo per arrivare a un cessate il fuoco in Ucraina, il piano per la pace elaborato della Cina a un anno esatto dallo scoppio della guerra appare essere un tentativo più velleitario che convinto.

Di certo va apprezzata la buona volontà da parte di Pechino, in questi mesi Oltreoceano la Casa Bianca non si è sforzata di redigere un documento simile, ma nel concreto - purtroppo - nulla cambierà per la guerra in Ucraina.

Anzi, dopo le accuse alla Cina prima da parte degli Stati Uniti e poi della Nato, che in fondo sono un po’ la stessa cosa, di essere pronta a cedere delle armi alla Russia, i rapporti tra le due super potenze sono ancora più tesi in virtù anche della vicenda dei palloni spia e quella annosa di Taiwan.

Di certo va dato il merito a Xi Jinping di aver fatto tornare a parlare i media, almeno per un giorno, di piani per arrivare a un cessate il fuoco invece che di minacce nucleari o di possibili forniture di aerei da guerra all’Ucraina.

Insomma un anno dopo l’inizio della guerra, tutti i segnali sembrerebbero portare il mondo verso una drammatica escalation: per far tacere le armi purtroppo servirà più che un piano di pace molto vago, ma se la Cina vuole veramente arrivare al più presto alla pace di certo sarebbe un ottimo punto di partenza.

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