Guerra tra gli eredi Amadori, i giudici danno ragione alle sorelle. In gioco €1,7 miliardi

P. F.

26 Gennaio 2026 - 16:03

Lo scontro tra gli eredi di Francesco Amadori è stato vinto dalle sorelle Francesca e Loretta. Ma i fratelli rivali negano le accuse: ora la sentenza potrebbe essere impugnata alla Corte di Appello.

Guerra tra gli eredi Amadori, i giudici danno ragione alle sorelle. In gioco €1,7 miliardi

Un’altra guerra fratricida scuote il panorama imprenditoriale italiano. Dopo i contenziosi legati alle eredità Del Vecchio e Agnelli, arriva un altro nome celebre a tenere banco nei tribunali: la famiglia Amadori, alla guida di uno dei gruppi leader dell’agroalimentare italiano.

A contendersi il controllo dell’impresa familiare, che supera 1,7 miliardi di euro di ricavi e conta oltre 9.300 dipendenti, sono i quattro figli del fondatore Francesco Amadori, oggi 94enne e ormai ritiratosi dagli affari. Secondo le accuse di Patrizia e Loretta Amadori, i fratelli Flavio e Denis - rispettivamente presidente e CEO della società - le avrebbero progressivamente escluse dalla governance dell’azienda avicola, attraverso una complessa architettura societaria ha di fatto consolidato il potere nelle mani dei due uomini.

La causa, aperta nel 2022, si conclude (per ora) a favore delle sorelle. Ma i fratelli sono già pronti a fare ricorso in Appello. Ecco quali sono i dettagli del processo.

I dettagli dello scontro legale tra i fratelli Amadori

Il contenzioso ha origine nel 2021, quando viene creata la società Finama Holding Srl, che controlla il 77% della Amadori S.p.A. - il restante 23% appartiene invece ad Agricola Valle del Savio degli eredi di Arnaldo Amadori, fratello di Francesco.

Finama è a sua volta controllata al 100% da Francesco S.p.A, che contiene le quote dei quattro fratelli. Ma le partecipazioni societarie non sono state distribuite in modo paritario. Il fondatore di Amadori ha assegnato il 27% ciascuno ai figli Flavio e Denis, entrambi operativi in azienda, e il 23% ciascuna alle figlie Loretta e Patrizia, che non ricoprono ruoli gestionali.

Le quote di Flavio e Denis, pari complessivamente al 54% e dunque sufficienti a garantire il controllo assoluto, confluiscono nella società Fda, che esercita il controllo sull’intero gruppo. Un eccesso di potere che è stato contestato dalle sorelle, le quali hanno fatto causa davanti al Tribunale delle imprese di Bologna.

La sentenza a favore delle sorelle Amadori e la replica dei fratelli

L’esito della sentenza ha favorito Patrizia e Loretta. Ora, secondo la decisione dei giudici del Tribunale di Bologna, le due sorelle dovranno tornare ad essere azioniste dirette della holding che controlla la società avicola di famiglia. Le società Francesco S.p.A e Finama Holding sono state inoltre condannate al pagamento delle spese legali per un totale di circa 20.000 euro.

Da parte loro, Flavio e Denis Amadori hanno respinto le accuse, come evidenziato dal comunicato emesso da Francesco S.p.A. dopo l’emissione della sentenza:

“Nessuna prevaricazione da parte del consiglio di Amministrazione di Francesco Spa appare configurabile ed è avvenuta nei confronti di Patrizia e Loretta Amadori, le quali hanno mantenuto immutate le proprie quote in Amadori S.p.A. senza vedere compromessi in alcun modo i propri diritti e le proprie prerogative; potendo, anche se sempre via mediata e in coerenza con il sistema delle holding di partecipazione societarie, vigilare sulla corretta gestione della medesima partecipazione che sta portando, tra l’altro, soddisfazione per tutti gli azionisti grazie a una strategia chiara e coerente”.

Ora, i due fratelli starebbero valutando come procedere. Non è escluso, infatti, che la sentenza possa essere impugnata di fronte alla Corte d’Appello:

“Francesco S.p.A. attuerà nelle prossime ore tutte le iniziative dirette a fare piena luce sugli aspetti esaminati dalla sentenza, compresa la non rinviabile impugnazione della stessa avanti la Corte d’Appello, nell’interesse precipuo di tutti i suoi soci e dell’interesse sociale proprio e del Gruppo Amadori”.

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