Oggi incontrare un bond decennale dalla ricca cedola è tutt’altro che semplice. Il classico BTP 10y rende per esempio sul 3,4% mentre solo 25 mesi fa sfiorava il 5%. In altri termini lo stesso prodotto scelto in due tempi differenti avrebbe garantito un 34% complessivo in un caso e il 50% nell’altro, uno scarto di ben 16 punti percentuali. Ecco perché i manuali di finanza insistono nel dire che sul reddito fisso (ma non solo) è importante anche il timing di ingresso, specie nelle scelte di lungo termine.
Consideriamo ora un’emissione corporate di una decina di giorni fa ad opera di una nota banca inglese. Bene, anticipiamo che rende il 65% lordo complessivo in 10 anni l’obbligazione di banca Barclays con effetto memoria. Procediamo con ordine.
Il Digital Coupon con Memoria di banca Barclays
Lunedì 17 novembre l’istituto di credito inglese ha lanciato una dual tranche distinta nella valuta di denominazione dei titoli e nei tassi cedolari annui. Per il resto poi i due titoli ricalcano gli stessi meccanismi di funzionamento. Avendo già esposto il bond denominato in euro, soffermiamoci su quello espresso in dollari americani, dal coupon più ricco del primo.
L’obbligazione ha matricola ISIN XS3178397231 e gode di un buon rating emittente pari ad A+ per S&P e Fitch, ed A1 per Moody’s. Prezzo di emissione a 100, rimborso (finale o a data di autocall) idem, è quotato e negoziato su EuroTLX di Borsa Italiana. L’obbligazione ha una struttura “Digital Coupon con Memoria”, cioè le cedole non incassate in passato vengono corrisposte a posteriori al rispetto di precise condizioni del sottostante.
Il tasso cedolare (periodicità annua) è del 6,50% fisso, il 4,81% al netto della ritenuta fiscale del 26%, ma condizionato al valore dello yield del Treasury USA. Nello specifico, la cedola dipende dal rispetto della barriera (c.d. “trigger”) al 4,75% del 10 Year US CMT Index, cioè l’indice che replica appunto il bond sovrano decennale a stelle e strisce. Invece il ticker Bloomberg di individuazione del benchmark sul mercato è “H15T10Y Index”.
I coupon dell’obbligazione corporate di banca Barclays
Attualmente il rendimento del bond USA 10y si aggira sul 4% per cui il titolo è sicuro che pagherà gli interessi a novembre ’26. La certezza nasce dal fatto che la prima data di osservazione del trigger è stata il 10/11/’25 e, più in generale, è sempre anticipata all’inizio del’anno di maturazione. Alla stessa data del ’26 poi si osserverà il livello del 10 Year US CMT Index per capire se a novembre ’27 (e poi negli anni a seguire) bisognerà:
- pagare la cedola (65 $ USA lordi per ogni 1.000 USD di debito nominale sottoscritto) al rispetto del trigger, cioè un tasso inferiore alla soglia del 4,75%;
- “congelarla” nel caso in cui in una data di osservazione il 10 Year US CMT Index si trovasse oltre la soglia trigger del 4,75%. Lì scatterebbe l’effetto memoria, dato che la cedola non incassata in quell’anno sarebbe poi recuperata alla prima occasione utile futura;
- rimborsare in anticipo e in automatico (autocall) il prodotto se alla data di osservazione l’indice Bloomberg fosse al di sotto del trigger del 3,75%. In tal caso il titolo sarebbe rimborsato al 100% del nominale (salvo default emittente) insieme alla cedola di periodo e le eventuali altre del passato tenute in memoria.
Per tutto il periodo di vita utile sarà possibile tradare il bond alle condizioni di mercato, per cui anche il prezzo di carico e scarico inciderà sullo yield del proprio investimento. L’altra certezza (sempre salvo default emittente) del rimborso del capitale a 100 sarà tra 10 anni, il 19 novembre ’35, a naturale scadenza. Come in precedenza, a quella data arriverà il nominale sottoscritto più la cedola del 10° anno e le eventuali ancora in memoria a patto che l’indice Bloomberg sia sotto il trigger del 4,75% alla data del 10/11/’34.
65% lordo complessivo in 10 anni sull’obbligazione di banca Barclays con effetto memoria
L’obbligazione presenta quindi punti di forza e debolezza, come del resto tutti i prodotti di investimento passati, presenti e futuri. Un pro risiede nel più ricco coupon del 4,81% netto rispetto al 4% lordo circa del pari durata di matrice sovrana, in parte mitigato dalla maggiore tassazione rispetto al Treasury (26% vs 12,5%). L’altro poggia nel buon rating emittente, mentre la possibile autocall può essere un pro o un contro a seconda dei punti di vista. Da un lato il rimborso farebbe perdere il resto dei coupon futuri, dall’altro libererebbe il capitale da reinvestire a proprio piacimento.
Dall’altro lato, invece, oltre al rischio emittente e relativo rischio di credito la criticità maggiore è data da quello valutario per l’investitore nazionale o comunque in euro. Oggi l’EUR/USD è a 1,1580 ma nulla è dato sapere sul suo livello tra 2 o 5 o 10 anni. A quelle date potrebbe ritrovarsi a 1,25 o 1,35 o 1,45 da un lato o a 1,05 o 0,95 o a 0,85 dall’altro, per esempio. Nel 1° caso l’investimento si scontrerebbe con una futura perdita da cambio, nel 2° con un extra gain. Detta in cifre, oggi per 1.000 USD di bond Barclays servono 984,44 € (più commissioni), ma tra X anni il controvalore potrebbe essere di 800 € (cambio a 1,25) come pure a 1.052,6 € (cambio a 0,95).
Il prodotto presuppone quindi una certa propensione al rischio per via del suo essere denominata in valuta estera. Ovviamente anche le cedole del bond Barclays saranno pagate in USD, da convertire poi in euro prima di essere spese o reinvestite in prodotti non in valuta.