Google contro causa antitrust: “La scelta è degli utenti”

Di fronte alle accuse lanciate dal Dipartimento di Giustizia USA, da Mountain View la difesa segue il filone solito: “Sono gli utenti che scelgono di beneficiare dei nostri servizi”

Google contro causa antitrust: “La scelta è degli utenti”

Google fornisce la sua prima replica alle accuse contenute nella denuncia presentata pochi giorni fa ore fa dal Dipartimento di Giustizia USA.

L’esecutivo statunitense, guidato da un Donald Trump storicamente ostile al colosso tech di Larry Page, ha dato infatti avvio a una causa per presunte pratiche anti-concorrenza, accusando il colosso di Mountain View di aver “soffocato le aziende rivali, per mantenere la sua posizione predominante nel mercato della ricerca online e della pubblicità ad essa associata”.

Ma la posizione della piattaforma di fronte al dito puntato del governo USA è piuttosto familiare, e segue una linea spesso già utilizzata da Google e molti altri colossi del web per fasi difensive simili: a fornire dati, muoversi verso i servizi della compagnia e soprattutto a beneficiarne sono sempre gli utenti.

Molti di questi servizi - specifica Google - sono gratuiti, elemento che porta la maggior parte delle persone a preferirli alle alternative esistenti.

Ma basterà una replica simile a salvare il colosso tech da una storica causa federale, che sfida un monopolio accusato di essersi fatto strada tramite illeciti su illeciti?

Google contro causa antitrust: scelta è di utenti

In sostanza, nella sua primaria risposta alle accuse Google afferma - neanche in maniera troppo indiretta - di aver costantemente garantito benefici e soluzioni quotidiane indispensabili a miliardi di utenti.

Un elemento che emerge sempre più spesso come pilastro nelle strategie difensive dell’azienda, e che potrebbe trarre vantaggio da un cambiamento nel modo in cui la legge statunitense tratta i casi antitrust.

In passato, compagnie enormi come Standard Oil dei Rockefeller e Ma Bell sono state sciolte perché ritenute dannose per la concorrenza. Ma nello scenario odierno sarebbero rimaste in vita a meno di prove concrete di un danneggiamento dei consumatori, ad esempio un ingiustificato aumento dei prezzi.

A partire dagli anni ’70, molti giudici hanno effettivamente adottato una linea di pensiero orientata al mercato, che ha caratterizzato generazioni di casi antitrust.

L’idea di base verte su un principio simile: non c’è nulla di illecito in una grande azienda o in un monopolio finché i consumatori ne traggono vantaggio e il mercato funziona in modo efficiente.

Ma è possibile che i vantaggi offerti da Google ai consumatori possano annullare ogni presunto abuso perpetrato tramite il suo strapotere economico? È proprio quello l’aspetto che potrebbe dare davvero il via a uno scontro epico in tribunale tra la compagnia e il governo degli Stati Uniti.

Sarà fondamentale da questo punto di vista - fa notare la CNN - tenere un occhio sulle ramificazioni molto più ampie di questo caso, che riflette le profonde tensioni vive tra i più critici dell’attuale legislazione statunitense, convinti che un sistema simile abbia favorito decenni di concentrazioni aziendali.

Il risultato di un simile procedimento potrebbe avere conseguenze durature per Internet e per l’economia globale, e questo pone i giudici federali in una posizione al contempo potentissima e scomoda.

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