Un miliardo di dollari per ristrutturare una ferrovia strategica: ecco il primo grande investimento infrastrutturale degli Stati Uniti in Africa da decenni a questa parte. Nello specifrico si chiama Corridoio di Lobito ed è un progetto pensato da Washington per respingere, o quanto meno arrestare, l’enorme influenza della Cina nel continente.
Gli Usa hanno intenzione di riabilitare la cosiddetta Lobito Atlantic Railway, una via ferrata che si estende per 1.300 chilometri attraverso lo Zambia, ricco di minerali, e la Repubblica Democratica del Congo, e che, una volta messa a nuovo, formerà un corridoio logistico diretto verso il Porto atlantico di Lobito nella vicina Angola. Come se non bastasse, l’amministrazione Biden sta anche lavorando spalla a spalla con l’Unione Europea per costruire una nuova linea ferroviaria di 800 chilometri tra le citate Angola e Zambia.
Durante il suo recente viaggio in Angola, il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha affermato che il suddetto investimento ferroviario è stato “il più grande investimento che gli Stati Uniti hanno fatto nelle ferrovie nel continente africano da oltre una generazione”. “È al centro della nostra partnership per gli investimenti globali e il lavoro sulle infrastrutture in Angola”, ha aggiunto Blinken, riferendosi all’iniziativa del Gruppo dei 7 guidata dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden per mobilitare 600 miliardi di dollari a livello globale per dare vita a molteplici progetti.
La mossa degli Usa in Africa
Blinken ha sottolineato che l’investimento in Angola “garantirà catene di approvvigionamento minerario critiche che sono essenziali per il futuro economico di tutti i nostri Paesi e per quello delle nostre industrie”. Al netto di quanto avverrà, per decenni la Cina ha finanziato mega progetti in Africa – compresi porti, ferrovie e dighe elettriche – nell’ambito della sua Belt and Road Initiative, mentre gli Stati Uniti e gli altri partner occidentali hanno trascurato il continente. L’impressione è che adesso l’amministrazione Biden voglia invertire il trend, anche se non sarà facile coprire il gap con Pechino e guadagnarsi la fiducia dei governi locali, molto diffidenti nei confronti dei “colonialisti” occidentali.
Il Corridoio di Lobito ha una logica geopolitica ben precisa. Gli Stati Uniti intendono assicurarsi una quota di metalli per batterie dalla Repubblica Democratica del Congo, nazione che è la più grande produttrice mondiale di cobalto, nonché di rame e cobalto dello Zambia. La maggior parte di questi minerali vengono esportati in Cina, ed è qui che gli Usa intendono inserirsi puntando sulla ferrovia angolana.
Attenzione però perché l’influenza economica di Pechino in Angola è profonda. Il Dragone, come ha scritto il South China Morning Post, ha finanziato la ricostruzione del Paese ricco di petrolio dopo una guerra civile durata 27 anni e terminata nel 2002. Da allora l’Angola ha ricevuto 45 miliardi di dollari dai finanziatori cinesi, ovvero più di un quarto dei prestiti totali che la Cina ha dirottato verso i Paesi africani dal 2000 al 2022. Il «modello angola», consistente nell’esportazione oltre la Muraglia di petrolio angolano in cambio della ricezione di finanziamenti cinesi, ha avuto successo finché i prezzi dell’oro nero non sono crollati rendendo sempre più costoso il rimborso dei prestiti.
Il Corridoio di Lobito
Il presidente dell’Angola, Joao Lourenco, ha adesso promesso di diversificare l’economia del Paese, eccessivamente dipendente dal petrolio, e di ridurre la sua dipendenza dalla Cina. In ogni caso, ad oggi oltre 50 governi africani hanno firmato Memorandum of Understanding (MoU) con Pechino riguardo alla BRI. Pensare di scardinare una simile muraglia proponendo il Corridoio di Lobito appare utopico.
Certo è che l’amministrazione Biden ha svelato l’intenzione di investire nel progetto ferroviario che collegherà le regioni ricche di rame dello Zambia e della Repubblica Democratica del Congo al porto angolano di Lobito. Con la ferrovia Benguela, vecchia 120 anni, gli Stati Uniti prevedono che le risorse possano dirigersi verso ovest (attraverso il corridoio Lobito) anziché transitare lungo il tradizionale percorso orientale via porto di Dar El Salaam. Washington spera quindi di collegarsi al porto di Lobito, garantendo un flusso di traffico regolare e stabilendo un’importante rotta commerciale dalla cintura di rame congolese all’Oceano Atlantico. Inoltre, il miglioramento della linea ferroviaria potrebbe facilitare il trasporto di beni e risorse essenziali nella regione, favorendo lo sviluppo imprenditoriale e le attività commerciali.
A settembre, a margine del G20 in India, gli Stati Uniti e l’Ue si sono uniti per avviare studi di fattibilità per una nuova espansione della linea ferroviaria tra Zambia e Angola. Al momento non ci sono stati ancora passi concreti ma la sensazione è che gli Usa faranno di tutto affinché il loro progetto possa andare a buon fine.