Il giudice annulla la multa per eccesso di velocità grazie a Google Street View

Ilena D’Errico

28 Aprile 2026 - 01:19

Superare i limiti di velocità potrebbe costarti caro, ma se hai Google Street View potresti usarlo per fare ricorso.

Il giudice annulla la multa per eccesso di velocità grazie a Google Street View

Molte persone utilizzano Google e i vari prodotti correlati più volte al giorno, affidandosi ai mezzi digitali per far fronte a numerosi compiti. Google Street View, nel dettaglio, viene impiegato per pianificare un viaggio con accuratezza o per semplice curiosità, ma soltanto qualcuno si accorge del potenziale delle sue fotografie. Le immagini di Google possono far annullare multe e scatenare controlli, come ci dimostra una recente senza sulle infrazioni stradali. Un conducente si è fatto annullare la multa per eccesso di velocità perché le immagini di Google Street View hanno generato un dubbio considerevole sulle dinamiche dei fatti. Ecco cos’è successo.

Niente multa grazie a Google Street View

Di recente un automobilista olandese è riuscito a ottenere l’annullamento di una multa grazie alle immagini di Google Street View. L’uomo aveva ricevuto una sanzione per eccesso di velocità dopo aver percorso una strada di Amersfoort a 62 km/h, nonostante il limite di 50 km/h previsto per il centro abitato. Il conducente ha presentato ricorso contro il verbale, sostenendo di non aver potuto osservare il cartello stradale che avvisava dell’inizio dell’area urbana e di conseguenza dell’abbassamento dei limiti.

Per provare questa tesi il guidatore ha sfruttato proprio le immagini di Google Street View, convincendo il tribunale di Utrecht. In realtà, le fotografie non hanno mostrato con certezza i problemi del cartello, bensì la sostituzione dello stesso avvenuta tra un periodo molto precedente alla presunta infrazione e i tempi attuali. Secondo il tribunale, quindi, non è stato possibile accertare con sicurezza la violazione e la multa è stata annullata.

Annulli le multe con Google anche in Italia

L’episodio accaduto nei Paesi Bassi è singolare, ma non è unico come potrebbe sembrare, né vincolato a funzionare soltanto nell’ordinamento olandese. Anche in Italia abbiamo dei precedenti di questo genere, per quanto non numerosi, anche piuttosto datati. Nel 2015 un automobilista è riuscito a farsi annullare una multa per eccesso di velocità dal tribunale di Savona con Google Maps, che lo ha aiutato a dimostrare le caratteristiche della strada. Non si trattava di un tratto urbano, come sostenuto nel verbale, bensì di un’area di campagna non corrispondente alla definizione di “centro urbano” ammessa dalla legge. Di conseguenza, i limiti di velocità sono diversi e il conducente non ha commesso alcuna violazione.

Non si è trattato neanche di un caso isolato, pensando alla storica sentenza del giudice di pace di Brindisi che nel 2020 si è pronunciato su un’altra contestazione simile. In quel caso, il tema dubbio relativo alla sanzione era la visibilità del cartello indicante il limite massimo di velocità. Il Comune per primo ha usato delle immagini di Google, non è noto con quale software nello specifico, per dimostrare l’esistenza del cartello. Il conducente ha controbattuto con immagini della stessa fonte ma più recenti, che hanno dimostrato la scarsa visibilità della segnaletica, a causa della copertura prodotta dal fogliame.

Anche la giurisprudenza della Cassazione ammette l’uso delle immagini di Google come prove nei processi, nei limiti di quanto previsto dalla legge. Di conseguenza, le foto di Street View possono effettivamente aiutare ad annullare la multa, se costituiscono prove apprezzabili della causa di impugnazione. Si tratta semplicemente di uno strumento utile, soprattutto per l’ampiezza temporale coperta, e pratico per avvalorare le proprie dichiarazioni.

Ciò non vuol dire che l’esito dei processi dipenda dalle immagini di Google, che non hanno nessun valore in più rispetto a qualsiasi altra prova, ma a seconda delle circostanze specifiche è bene ricordarsi di questa possibilità. Di fatto, sono immagini di buona qualità, con data, località e completa estraneità, pertanto possono sostenere una tesi in maniera convincente. Non a caso, vengono impiegate anche dagli organi accertatori di violazioni, per esempio nella rilevazione degli abusi edilizi, come passaggio precedente all’approfondimento.

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