Fusione Imu-Tasi nella Legge di Bilancio 2019: cosa cambia per i cittadini

Tra gli emendamenti della Legge di Bilancio 2019 ce n’è uno che prevede l’accorpamento di Imu e Tasi; per i cittadini non ci dovrebbero essere vantaggi né svantaggi economici.

Fusione Imu-Tasi nella Legge di Bilancio 2019: cosa cambia per i cittadini

Imu e Tasi potrebbero presto diventare un’imposta unica; tra gli emendamenti della Legge di Bilancio 2019 presentati alla Camera, infatti, ce n’è uno proposto dal leghista Alberto Gusmaroli - e firmato da tutti i deputati della Lega appartenenti alla Commissione Finanze - che ha ottenuto il via libera da parte della Commissione Bilancio che prevede la fusione delle due imposte municipali.

Secondo i promotori dell’emendamento, infatti, Imu e Tasi (Tassa sui Servizi Indivisibili) rappresentano una duplicazione d’imposta, quindi nell’ottica di semplificare il sistema fiscale tanto vale unirle tra di loro e prevedere un’unica imposta.

Ovviamente non c’è ancora niente di certo dal momento che l’emendamento non è stato ancora votato dalla Camera dei Deputati, tuttavia il fatto che questo abbia ottenuto l’approvazione della Commissione Bilancio rappresenta comunque un primo traguardo.

Nel dettaglio, ad essere dichiarati ammissibili da questa Commissione sono circa 2.600 proposte, su un totale di 3.626 emendamenti totali; vedremo quali tra queste entreranno a far parte del testo definitivo della Legge di Bilancio e se tra queste ci sarà anche quello che prevede la fusione tra Imu e Tasi.

Nell’attesa di scoprirlo è interessante analizzare i dettagli di questa proposta, soffermandoci soprattutto su quelle che potrebbero le conseguenze per i cittadini.

Imu e Tasi insieme: cosa cambia per i cittadini?

La prima cosa che è importante chiarire è quella per cui l’emendamento proposto da Gusmaroli non prevederincari né tantomeno vantaggi economici per lo Stato, così come per i cittadini.

Nell’emendamento che prevede l’accorpamento tra Imu e Tasi, infatti, è stata inserita una clausola di invarianza con la quale si stabilisce che anche in caso di fusione delle due imposte municipali bisognerà assicurare gli stessi importi che si pagano attualmente.

Si tratta quindi di una novità esclusivamente finalizzata alla semplificazione degli adempimenti fiscali per cittadini, Comune e Stato.

Importo del nuovo tributo

Visto quanto detto in precedenza, quindi, la nuova imposta che nascerà dalla fusione tra Imu e Tasi avrà un’aliquota massima dell’11,40%.

Ai Comuni viene lasciato un margine di discrezionalità per quanto riguarda il calcolo. Ad esempio, l’aliquota base per l’abitazione principale - pari allo 0,4% - potrà essere aumentata dal Comune per un massimo dello 0,2%, o in alternativa si potrà ridurre fino all’azzeramento.

Il Comune quindi avrà la massima discrezionalità nello stabilire ogni singolo parametro per il calcolo di questa nuova imposta rispettando però alcuni limiti come quello suddetto per cui l’importo massimo non può superare l’aliquota dell’11,40%.

Inoltre, come si legge nel testo dell’emendamento, “in sede di prima applicazione la prima rata da corrispondere sarà pari a quanto dovuto per il primo semestre applicando aliquota e detrazione dei 12 mesi dell’anno precedente con riferimento alla somma di Imu e Tasi”.

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