Forze dell’Ordine, arriva il Taser? Ecco il modello scelto per la sperimentazione

Forze dell’Ordine: l’Arma dei Carabinieri ha scelto il modello di Taser da utilizzare per la fase di sperimentazione. Così si spera di ridurre le aggressioni.

Forze dell'Ordine, arriva il Taser? Ecco il modello scelto per la sperimentazione

Importanti novità per le Forze dell’Ordine: l’Ufficio Operazioni dell’Arma dei Carabinieri ha scelto il modello di Taser che verrà utilizzato per la fase sperimentale.

Uno strumento fondamentale per ridurre gli interventi corpo a corpo, per garantire una maggiore incolumità alle Forze dell’Ordine che hanno bisogno di fermare una persona che si rivela particolarmente violenta.

Da anni il personale delle Forze Armate chiede all’amministrazione di permettere l’utilizzo del Taser per ridurre le aggressioni in cui ogni giorno vengono coinvolti poliziotti, carabinieri e militari. Utilizzare la pistola d’ordinanza in certe situazioni è eccessivo, anche perché c’è il rischio che parta un colpo accidentale e che la persona da fermare ne venga ferita o persino uccisa.

Per evitare che ciò accada ma allo stesso tempo dare alle Forze dell’Ordine uno strumento di deterrenza e dissuasione è necessario dar loro degli strumenti meno invasivi ma comunque efficaci come il Taser.

La scelta dell’arma da utilizzare nella fase di sperimentazione è il primo passo per il raggiungimento di questo obiettivo. A tal proposito l’Ufficio Operazioni dell’Arma dei Carabinieri ha auspicato che venga elaborato presto un protocollo esaustivo di intervento con il quale fare chiarezza sulle modalità di utilizzo, sulle situazioni in cui le forze di polizia potranno farne uso.

Il Taser scelto dai Carabinieri

Il modello scelto dall’Ufficio Operazioni dell’Arma dei Carabinieri per la fase di sperimentazione è il Taser X2.

Questa decisione è motivata dal fatto che il Taser X2 presenta delle caratteristiche ideali per quelle che sono le esigenze delle Forze dell’Ordine. Nel dettaglio, si tratta di:

  • scarica elettrica ad intensità regolare con durata controllata di 5 secondi;
  • sistema di mira con doppio puntatore laser, uno per ogni dardo:
  • possibilità di colpire il bersaglio fino a 7 metri di distanza;
  • colpo di riserva, quindi se si dovesse mancare il bersaglio sarà possibile sparare nuovamente senza dover per forza caricare il Taser manualmente.

Inoltre, ogni operatore avrà sulla propria divisa una particolare telecamera a colori ad alta definizione - dotata anche di visione notturna - che si accende automaticamente non appena viene tolta la sicura dell’arma, così da controllarne l’operato.

Le linee guida

Sarà un sottogruppo tecnico a stilare un elenco di linee guida tecnico-operative e inviarlo poi al Ministero dell’Interno. L’obiettivo è arrivare ad un regolamento condiviso dall’intero comparto Sicurezza al quale tutti gli operatori delle Forze di Polizia dovranno attenersi nella fase di sperimentazione.

Se gli obiettivi prefissati saranno raggiunti, quindi se effettivamente il taser ri rileverà uno strumento utile per favorire la resa volontaria dei sospetti e per ridurre le aggressioni ai danni delle Forze dell’Ordine, allora il suo utilizzo potrebbe diventare effettivo.

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