I fondi pensione rappresentano un importante strumento per integrare la pensione obbligatoria e garantirsi un futuro più sereno. Oltre al rendimento offerto, uno dei vantaggi principali dei fondi pensione è la deducibilità fiscale dei contributi versati, riducendo così l’importo delle tasse da pagare.
Per la maggior parte dei contribuenti, il limite di deducibilità dei contributi versati ai fondi pensione è di 5.164,57 euro annui. Tuttavia, è possibile aumentare questo limite a 7.746,86 euro a determinate condizioni.
In questo articolo, scopriremo come è possibile aumentare il limite di deducibilità dei fondi pensione e quali sono i vantaggi di farlo.
Deducibilità dei Fondi Pensione: limiti e funzionamento
I fondi pensione offrono un importante beneficio fiscale: la deducibilità dei versamenti. I contributi versati al fondo pensione possono essere dedotti dal proprio reddito imponibile, riducendo così l’importo su cui viene calcolata l’imposta da pagare.
Come si legge all’articolo 10 del TUIR, i contributi versati dal lavoratore e dal datore di lavoro o committente, sia volontari sia dovuti in base a contratti o accordi collettivi, anche aziendali, alle forme di previdenza complementare, sono deducibili dal reddito complessivo per un importo non superiore ad euro 5.164,57.
Ma come funziona questa deducibilità? Il risparmio fiscale dipende dalla tua aliquota IRPEF (dal 23 al 43%) più le addizionali comunali e regionali.
In questo scenario, il contribuente può ottenere un bonus fiscale fino a 2.220 euro (43% di 5.164,57euro), ma, come già detto in apertura, è possibile aumentare questo limite per ottenere un risparmio fiscale ancora più vantaggioso.
Come aumentare la soglia di deducibilità del Fondo Pensione fino a 7.746,86
I soggetti che si trovano al primo impiego possono ricevere un ulteriore aiuto: un bonus che prevede una deducibilità aggiuntiva di 2.582 euro all’anno.
Ai sensi del Decreto legislativo del 05/12/2005 n. 252, articolo 8, comma 6:
Ai lavoratori di prima occupazione successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto e, limitatamente ai primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, è consentito, nei venti anni successivi al quinto anno di partecipazione a tali forme, dedurre dal reddito complessivo contributi eccedenti il limite di 5.164,57 euro pari alla differenza positiva tra l’importo di 25.822,85 euro e i contributi effettivamente versati nei primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche e comunque per un importo non superiore a 2.582,29 euro annui.
In pratica, per tutte le persone che hanno iniziato a lavorare dopo il 2006, anno dell’entrata in vigore del decreto, è possibile aumentare il limite di deducibilità del fondo pensione fino a 7.746,86 euro all’anno, ovvero 2.582 euro in più rispetto al limite standard.
La logica di questa norma è semplice: si presume che i giovani lavoratori abbiano minori disponibilità economiche da destinare alla previdenza complementare. Con il passare degli anni, le loro possibilità economiche aumentano. Pertanto, si vuole dare loro l’opportunità di recuperare gli anni persi aumentando tale limite negli anni successivi.
Per ottenere questo vantaggio aggiuntivo, è necessario essere già iscritti alla previdenza complementare e aver versato, nei primi cinque anni di adesione al fondo, meno del limite di deducibilità ordinario. La differenza tra l’importo effettivamente versato ogni anno e il limite di 5.164,57 euro si accumula come una sorta di extra bonus. Bonus può essere utilizzato a partire dal sesto anno di adesione e per i successivi venti anni, con un limite annuo di 2.582 euro aggiuntivi ai 5.164 euro di deducibilità ordinaria. Questo meccanismo consente ai lavoratori di sfruttare pienamente i benefici fiscali, compensando i versamenti più bassi effettuati nei primi anni di carriera.
Conclusione: Fondi Pensione e il vantaggio dell’extra deducibilità
Come abbiamo visto, aumentare la soglia di deducibilità del fondo pensione a 7.746,86 euro è un’opportunità da non perdere per tutti i lavoratori che hanno iniziato a lavorare dopo il 2006. Si tratta di un vantaggio concreto che permette di risparmiare sulle tasse e di accumulare un capitale più consistente per la propria pensione futura.
Attenzione però, qui vogliamo anche sottolineare che gli stessi contributi dedotti di anno in anno saranno poi soggetti a una tassazione agevolata in fase di «prestazione». Per maggiori dettagli si legga il nostra guida completa sulla tassazione dei fondi pensione.