Fondi pensione, migliorano i rendimenti nel primo semestre 2024

Antonello Motroni

Gli investimenti in unit linked e i fondi aperti il rendimento generale è stato pari, rispettivamente, a 6,3% e a 3,6%. La redditività delle gestioni separate è stata inferiore, attestandosi a 0,7%.

Fondi pensione, migliorano i rendimenti nel primo semestre 2024

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Continua, anche nel 2024, la lenta marcia dei fondi pensione italiani. Al 30 giugno le posizioni in essere complessive sono state pari a 10.932.024, in crescita del 2,3% rispetto alla chiusura del 2023 (10.690.199). Gli iscritti si attestano a 9,790 milioni. Le dinamiche delle varie forme pensionistiche evidenziano come la crescita poderosa registrata negli anni scorsi dai Pip abbia subito un rallentamento significativo, che perdura da tempo e nei primi sei mesi del 2024 la crescita è stata solo dello 0,9%. Si tratta di un dato molto inferiore a quello fatto registrare dall’altra tipologia di forma pensionistica di mercato, i fondi pensione aperti, che nello stesso periodo è cresciuto del 3,2% (in valori assoluti, tuttavia, il numero di posizioni in essere nei Pip è ancora nettamente superiore a quello nei fondi aperti: 3.816.518 vs. 2.012.447).

I fondi negoziali sono aumentati del 3,5%, ancora una volta tale crescita è da ascrivere in modo sostanziale ai meccanismi di adesione automatica introdotti nei contratti collettivi di alcuni settori, in particolar modo nell’edilizia e nel pubblico impiego. Infatti, sono ancora il fondo rivolto al settore edile (+66.000 posizioni), destinatario dell’adesione contrattuale di lavoratori attraverso il versamento di un contributo, ancorché di importo modesto, a carico del solo datore di lavoro, e il fondo del pubblico impiego (+18.700 posizioni) a contribuire di più alla crescita del numero delle posizioni.

Forme pensionistiche complementari. Numero di posizioni in essere. Forme pensionistiche complementari. Numero di posizioni in essere. Fonte: Covip

Le risorse destinate alle prestazioni sono cresciute del 3,9% rispetto a dicembre 2023, attestandosi a 233,2 miliardi rispetto ai 224,4 miliardi di fine 2023. Circa metà dell’incremento è dipeso dall’aumento dei corsi dei titoli in portafoglio; il resto è dovuto ai flussi contributivi al netto delle uscite.
L’attivo netto è di 70,9 miliardi di euro nei fondi negoziali, aumentato del 4,5% rispetto alla fine dell’anno precedente; si attesta a 34,8 miliardi nei fondi aperti e a 52,2 miliardi nei Pip, rispettivamente, il 6,6% e il 4,5% in più nel confronto con fine 2023.

Forme pensionistiche complementari. Risorse destinate alle prestazioni. Forme pensionistiche complementari. Risorse destinate alle prestazioni. Fonte: Covip

Il primo semestre 2024 fa segnare risultati positivi anche sul versante dei rendimenti. I risultati di gestione sono stati più positivi per le forme di mercato rispetto ai fondi negoziali. In particolar modo per quanto riguarda gli investimenti in unit linked e i fondi aperti il rendimento generale è stato pari, rispettivamente, a 6,3% e a 3,6%. La redditività delle gestioni separate è stata nettamente inferiore, attestandosi a 0,7%. Il rendimento generale dei fondi negoziali è stato pari a 2,9%.
Guardando alle varie tipologie di linee d’investimento si osserva una variabilità significativa, con una maggiore redditività per le linee a maggior contenuto di investimenti in titoli di capitale rispetto alle linee garantite che hanno registrato risultati di gestione inferiori a 100bps. In particolare, tra i fondi negoziali la redditività oscilla tra lo 0,4% dei comparti garantiti e il 6,4% delle opzioni d’investimento azionarie e tra i fondi pensioni aperti si va dal -0,6% dei comparti obbligazionari puri al 7,3% delle linee azionarie. Giova ricordare che nel primo semestre 2024 il TFR ha subito una rivalutazione dello 0,9% e l’inflazione è stata pari a 0,5%.

Valutando i rendimenti su orizzonti temporali più coerenti con le finalità del risparmio previdenziale, nel periodo che va da inizio 2014 a giugno 2024 i rendimenti medi annui composti delle linee a maggiore contenuto azionario oscillano tra il 4,5% e il 5%; per le linee bilanciate i rendimenti medi sono compresi tra il 2% e il 3%. Le linee garantite e quelle obbligazionarie mostrano invece rendimenti medi in prevalenza inferiori all’1%; le gestioni separate di ramo I dei PIP hanno conseguito un rendimento medio dell’1,8%. Nello stesso periodo, la rivalutazione del TFR è risultata pari al 2,3%, al di sotto del rendimento generale delle forme pensionistiche nel medesimo orizzonte temporale, a conferma della bontà dell’investimento nei fondi pensione.

Forme pensionistiche complementari. Rendimenti netti medi. Forme pensionistiche complementari. Rendimenti netti medi. Fonte: Covip

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