Flat tax dal 2019, il piano del Governo sulla riforma Irpef per le famiglie

Flat tax dal 2019. Il Governo punta ad avviare la riforma Irpef con la prossima Legge di Bilancio non solo per le partite IVA ma anche per le famiglie.

Flat tax dal 2019, il piano del Governo sulla riforma Irpef per le famiglie

La flat tax ci sarà nella Legge di Bilancio 2019 e le novità riguarderanno non soltanto i titolari di partita IVA ma anche le famiglie, lavoratori dipendenti e pensionati.

Sono queste le ultime notizie emerse a seguito della lunga intervista rilasciata dal Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, con la quale sono stati illustrati i piani e le mosse che il Governo intende attuare già in Legge di Bilancio 2019.

I primi accenni di flat tax per le famiglie potrebbero passare per una rimodulazione delle attuali aliquote Irpef, accorpate e ridotte. Si tratta di una delle simulazioni che il MEF ha effettuato nelle ultime settimane e che si affiancherebbe all’estensione dei limiti del regime forfettario per i titolari di partita IVA.

Per finanziare la riforma Irpef e il progetto complessivo della flat tax per famiglie e imprese si parla di una revisione delle agevolazioni e detrazioni fiscali ad oggi esistenti. Il lavoro sulle tax expenditures potrebbe tuttavia salvare il bonus di 80 euro che, nonostante le dichiarazioni di Tria, non sarà abolito secondo Salvini e Di Maio.

Flat tax dal 2019: ipotesi riforma Irpef per le famiglie

Una delle novità che il Governo potrebbe introdurre già in Legge di Bilancio 2019 per ridurre la pressione fiscale sulle famiglie è la revisione delle attuali cinque aliquote Irpef.

Si tratta di una delle simulazioni per dare il via alla flat tax già a partire dal 2019, vista l’impossibilità di tradurre in pratica da subito la tassazione con aliquota unica al 15% per tutti i contribuenti.

Tra le ipotesi del Governo vi sarebbe infatti un’iniziale revisione dell’Irpef che potrebbe portare non solo alla riduzione del numero di aliquote ma anche del loro livello. La flat tax per le famiglie sarà introdotta a moduli, con un avvio graduale e meno dispendioso per lo Stato.

Nell’intervista rilasciata al Sole24Ore il Ministro Tria non ha fornito dettagli sulla riforma di aliquote e scaglioni Irpef, pensata come alternativa meno onerosa rispetto alla flat tax.

Si potrebbe tuttavia ipotizzare che il disegno di riforma parta da quanto previsto dal programma sul fisco con il quale il M5S si è presentato alle elezioni: la riforma Irpef dei cinque stelle prevedeva la riduzione da 5 a 3 degli scaglioni di reddito, così come delle aliquote e l’incremento della no tax area, ovvero della soglia limite di reddito annuo che esonererebbe totalmente dal versamento delle imposte sui redditi.

Il tutto finanziato da una revisione delle tax expenditures, ovvero l’insieme di agevolazioni fiscali, detrazioni e deduzioni che pesano sul bilancio dello Stato per ben 313 miliardi di euro annui.

Riforma Irpef: ecco il programma del M5S

Nel programma del Movimento 5 Stelle la riforma Irpef per la riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro prevedeva:

  • No Tax Area fino a 10.000 euro di reddito;
  • Aliquota Irpef al 23% per i redditi tra 10.000 e 28.000 euro;
  • Aliquota Irpef al 37% per i redditi tra 28.000 e 100.000 euro;
  • Aliquota Irpef al 42% per i redditi superiori a 100.000 euro.

I cinque scaglioni Irpef 2018 e le aliquote in vigore ad oggi sono i seguenti:

Scaglioni Irpef 2018 Reddito Aliquote Irpef 2018
1° scaglione 0-15 mila euro 23%
2° scaglione 15.001 euro-28 mila euro 27%
3° scaglione 28.001 euro-55 mila euro 38%
4° scaglione 55.001 euro-75 mila euro 41%
5° scaglione oltre 75 mila euro 43%

Era questo il fulcro della riforma Irpef con il quale il Movimento 5 Stelle si era presentato agli elettori e che potrebbe essere ripescata ora, affiancata alla flat tax figlia della Lega e del Centro Destra.

Tuttavia anche in questo caso non mancherebbero punti critici: per i redditi compresi tra i 10.000 e i 15.000 euro non cambierebbe nulla e, al contrario, l’importo delle imposte dovute sarebbe addirittura maggiore, in considerazione anche del taglio alle agevolazioni fiscali in Legge di Bilancio 2019.

Flat tax, ecco le agevolazioni fiscali che potrebbero sparire

Non è il primo anno che si parla di taglio alle tax expenditures in vista della Legge di Bilancio ma, a differenza degli altri, quella annunciata nel 2019 potrebbe tradursi in pratica proprio in virtù del complesso disegno di riforma fiscale in ballo.

La necessità di diminuire le minori entrate dello Stato dovute al sistema di detrazioni, deduzioni e agevolazioni d’imposta nei confronti di imprese e cittadini è ormai da tempo al centro del dibattito pubblico e a lanciare l’allarme è stata la Corte dei Conti nel Rapporto 2017 sulla finanza pubblica.

Sono oltre 700 i bonus fiscali attualmente in vigore calcolati dalla Corte dei Conti con il Rapporto 2017 sulla finanza pubblica e nel complesso valgono più di 300 miliardi di euro. Ad essere eliminati potrebbero essere quelli più di nicchia mentre, al contrario, non saranno modificate le detrazioni previste per spese mediche o, ad esempio, sugli interessi del mutuo.

Per quelle che sopravviveranno al taglio si parla di una riduzione dal 19% al 15% della detraibilità prevista, con conseguenze evidenti sulle tasche dei contribuenti.

Si tratta, tuttavia, di ipotesi per le quali conferme o smentite arriveranno soltanto a partire da settembre, mese in cui entrerà nel vivo la discussione sulla Legge di Bilancio 2019.

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