Fiducia degli investitori sui massimi (ma nuovi crolli azionari sono in arrivo)

Tommaso Scarpellini

13 Febbraio 2023 - 17:42

Gli investitori retail statunitensi tornando a mostrare fiducia nei confronti dei mercati finanziari. Gli analisti però restano preoccupati riguardo i recenti dati macroeconomici. Chi avrà ragione?

Fiducia degli investitori sui massimi (ma nuovi crolli azionari sono in arrivo)

La fiducia degli investitori sembra essere tornata sui massimi di periodo raggiungendo nuovamente livelli positivi in un breve arco temporale. A contribuire sono stati sicuramente i recenti rialzi nei mercati azionari più speculativi, primo fra tutti il mercato dei titoli tecnologici. Alcuni esperti ritengono che un cambio così repentino nel sentiment dei retail trader possa creare i presupposti per nuovi crolli azionari. I motivi sono plurimi, come ad esempio l’inflazione e i nuovi timori riguardo una recessione.

La fiducia degli investitori torna sui massimi

L’ultimo sondaggio proposto dall’American Association of Individual Investors ha mostrato che gli investitori retail statunitensi sono tornati a essere rialzisti per la prima volta da aprile, mentre la percentuale d’investitori con una visione ribassista nel prossimo semestre è scesa al 25%, toccando il minimo di novembre 2021. Il sentiment degli operatori si mostra nuovamente lineare rispetto all’andamento del prezzo degli indici azionari, confermando la natura contrarian degli investitori. Tipicamente il raggiungimento di questi livelli di positività in un tempo così ristretto comporta shock di mercato abbastanza rilevanti. I retail trader tendono infatti a caricarsi di posizioni long sopraffatti dal timore di non riuscire a partecipare al futuro rialzo del mercato finanziario, finendo per esporsi con un rischio poco controllato.

Quando la spinta euforica della domanda si esaurisce e la pressione ribassista si accende, il rischio di un sell-off improvviso aumenta ed è direttamente proporzionale al panico degli operatori presenti sul mercato. Statisticamente infatti il raggiungimento dell’estremo più alto della scala del sentiment crea i presupposti tecnici per un’inversione di tendenza.

Per quale motivo il mercato potrebbe crollare?

I motivi che potrebbero innescare nuove preoccupazioni fra gli operatori esposti long in questa fase di mercato sono plurimi: prima fra tutti l’inflazione. Secondo alcuni analisti certe componenti dell’indice dei prezzi al consumo potrebbero dimostrarsi più radicate del previsto, sia in USA che in Europa.

Per alcuni le parole di Powell sono state percepite troppo positivamente dal mercato. Il presidente della Fed non ha infatti dichiarato alcun tipo di rallentamento per quanto riguarda i tassi d’interesse ma piuttosto un estremo attaccamento da parte della politica monetaria rispetto ai dati macroeconomici confermando la propria determinazione riguardo il raggiungimento dell’obiettivo del 2% del tasso d’inflazione.

In aggiunta, l’inversione della curva dei rendimenti continua a spaventare molti gestori: il grado d’inversione della curva dei Treasury ha infatti raggiunto il livello più profondo dal 1980 . Statisticamente questo ha nella maggior parte dei casi significato una recessione, evento che tipicamente è portatore di nuovi ribassi azionari.