Ferie per chi è appena assunto, quanti giorni spettano e come richiederle

Simone Micocci

31 Luglio 2026 - 15:15

Sei stato appena assunto ma hai già necessità di andare in ferie? Ecco come devi comportarti con il datore di lavoro.

Ferie per chi è appena assunto, quanti giorni spettano e come richiederle

Tra chi viene assunto a ridosso dell’estate, oppure poco prima della chiusura dell’anno solare, c’è un dubbio molto comune che riguarda la possibilità di richiedere le ferie.

Sappiamo infatti che le ferie maturano durante il rapporto di lavoro, secondo un determinato numero di giorni per ogni mese lavorato, sulla base di quanto previsto dal contratto collettivo applicato. Per questo motivo, chiedere le ferie subito dopo l’assunzione potrebbe risultare difficile soprattutto per una ragione tecnica: il lavoratore potrebbe non aver ancora maturato un numero sufficiente di giorni.

Tuttavia, non è affatto impossibile andare in ferie anche quando si è stati appena assunti, anzi ci sono persino casi in cui le ferie vengono fruite non su richiesta del lavoratore, ma per disposizione dell’azienda, ad esempio durante i periodi di chiusura collettiva.

Nulla vieta, inoltre, al datore di lavoro di concedere le ferie a chi non le ha ancora maturate. Esiste infatti uno strumento conosciuto come anticipo delle ferie, sul quale è però necessario fare chiarezza: l’azienda non ha alcun obbligo di autorizzarlo.

Per questa ragione, quando sono già stati programmati viaggi o esistono particolari esigenze personali, è consigliabile comunicarlo prima dell’assunzione. In questo modo il datore di lavoro può tenerne conto fin dall’inizio e organizzarsi, valutando la possibilità di concedere un anticipo delle ferie oppure di ricorrere ad alcune soluzioni alternative.

Come funziona l’anticipo delle ferie

Iniziamo con l’approfondire la possibilità di anticipare le ferie quando si è stati appena assunti e non sono ancora stati maturati giorni sufficienti.

Ricordiamo che , fermo restando il diritto del lavoratore alle ferie retribuite, il datore di lavoro conserva un’ampia discrezionalità nel decidere quando i giorni di ferie possono essere fruiti, tenendo conto delle esigenze dell’azienda e del piano ferie degli altri dipendenti. Nel dettaglio, la legge prevede almeno quattro settimane di ferie all’anno, due sole delle quali devono essere obbligatoriamente godute nell’anno di maturazione (salvo condizioni più favorevoli stabilite dal contratto collettivo). È quindi evidente quanto il datore di lavoro sia libero di respingere la richiesta presentata da un dipendente appena assunto, soprattutto quando quest’ultimo non ha ancora maturato i giorni di cui vorrebbe usufruire.

Il lavoratore ovviamente può comunque avanzare la domanda, ma non può contestare l’eventuale diniego, salvo che il contratto collettivo applicato preveda regole differenti.

L’ampia discrezionalità riconosciuta all’azienda, però, non significa che sia vietato concedere ferie a chi è stato assunto da pochi mesi o persino da poche settimane. È infatti possibile, appunto, ricorrere all’anticipo delle ferie, consentendo al dipendente di utilizzare giorni che maturerà solamente nei mesi successivi.

Nel dettaglio, quando l’anticipo viene autorizzato, i giorni utilizzati vengono indicati con saldo negativo nella busta paga con il debito che viene poi progressivamente compensato con le ferie maturate nei mesi successivi, secondo le quantità previste dal contratto collettivo o dagli accordi aziendali.

Quanti giorni di ferie si possono anticipare?

A tal proposito, va detto che non esiste un numero massimo di giorni che possono essere anticipati: anche sotto questo aspetto la decisione spetta al datore di lavoro, che dovrà valutare i dettagli della richiesta tenendo conto della possibilità che il dipendente riesca a recuperare il saldo negativo con la prosecuzione del rapporto di lavoro.

A riguardo bisogna considerare cosa succede nel caso in cui il rapporto termini prima che le ferie anticipate siano state completamente maturate.

Se, ad esempio, il lavoratore si dimette quando il saldo è ancora negativo, i giorni fruiti in eccesso vengono trattenuti dalle competenze di fine rapporto. Ciò significa che il loro valore economico potrà essere sottratto dall’ultima busta paga o dalle altre somme spettanti al momento della cessazione.

Come e quando chiedere l’anticipo delle ferie al datore di lavoro

Come anticipato, quando possibile è consigliabile informare già in fase di assunzione l’azienda della necessità di assentarsi per un determinato periodo, così da consentire al datore di lavoro di valutare per tempo la soluzione più adatta.

Pensiamo, ad esempio, a chi ha già prenotato un viaggio oppure ha un impegno personale o familiare programmato da tempo. : quanto prima l’azienda viene informata, tanto maggiori sono le possibilità che riesca a organizzare il lavoro e a venire incontro alle necessità del dipendente.

Fermo restando la possibilità di concedere un anticipo delle ferie, infatti, l’azienda potrebbe valutare anche soluzioni alternative. Ad esempio, si potrebbe concordare inizialmente un contratto a tempo determinato, lasciando poi trascorrere il periodo di ferie già programmato prima di procedere con una nuova assunzione. Nel caso di uno stage, invece, può essere prevista la sospensione del periodo formativo, secondo le regole stabilite dalla convenzione.

Se la necessità emerge quando il contratto è già attivo, il consiglio è invece quello di parlarne quanto prima con il proprio responsabile o con l’ufficio del personale, spiegando con chiarezza perché si ha bisogno di utilizzare giorni di ferie non ancora maturati.

La richiesta dovrebbe contenere le date dell’assenza e il numero di giorni necessari, manifestando eventualmente la disponibilità a trovare una soluzione compatibile con le esigenze aziendali. È preferibile presentarla per iscritto, ad esempio tramite email o attraverso il portale utilizzato dall’azienda per la gestione delle presenze, così da avere una conferma dell’autorizzazione ricevuta.