Fed più restrittiva, ma Morgan Stanley resta ottimista. I tre settori favoriti

Claudia Cervi

2 Luglio 2026 - 17:21

Fed più restrittiva, tassi in salita, chip AI in correzione. Ma per Morgan Stanley il rally continua verso 8.000 sull’S&P 500. I 3 settori favoriti dalla rotazione.

Fed più restrittiva, ma Morgan Stanley resta ottimista. I tre settori favoriti

La Fed di Warsh è più restrittiva di quella di Powell. Eppure a giugno i tassi sono rimasti fermi e gli indici globali hanno segnato nuovi massimi, ma poi si sono arenati. Il FOMC mette al primo posto la stabilità dei prezzi e, con aspettative di inflazione al 3,5%, un rialzo dei tassi sembra inevitabile.

La liquidità immessa dalla banca centrale è già scesa del 75% dai massimi. Secondo Bloomberg e fonti degli strategist di Morgan Stanley, “l’ambiente di liquidità si sta restringendo e potrebbe continuare a rappresentare un ostacolo alla crescita del mercato azionario a luglio, soprattutto mentre il mercato mette alla prova l’atteggiamento politico della Federal Reserve”.

La Fed ha tolto le rotelle. Wall Street pedala da sola e dipende solo dai profitti delle aziende. Non di tutte, però. Il rally dei prossimi mesi si giocherà su tre settori che l’onda AI aveva lasciato indietro.

I tre settori favoriti dalla rotazione settoriale

A guardare le classifiche di giugno, sembra un mercato in ritirata. Nvidia ha perso oltre il 12% nel mese, Palantir il 25%, mentre l’S&P 500 ha limitato il calo a meno dell’1%.

Il mercato sta togliendo fiches ai titoli protagonisti del rally degli ultimi dodici mesi (chip AI, hyperscaler, memoria) e chi si ferma a questa lettura ha già scritto la parola crollo.

Michael Wilson, Chief Investment Officer di Morgan Stanley, la vede diversamente. Nella sua ultima nota agli investitori parla di «healthy reset» di una fase euforica: la correzione arriva dopo che l’S&P Semiconductor Index è salito del 96% da inizio anno. È rotazione. Verso settori cresciuti di oltre il 10% nell’ultimo mese.

Beni di consumo discrezionali

Basta guardare un dato per capire cosa sta succedendo: i prezzi dei beni hanno superato quelli dei servizi con un differenziale del 4,5%, cosa che non accadeva dal 2022. Gli americani hanno ripreso a comprare oggetti. Sul comparto gli analisti hanno cambiato idea in fretta: le revisioni degli utili sono passate da -9% a +12% in due mesi.

Eppure il sentiment resta ancora indietro. Morgan Stanley ha sottolineato che il posizionamento su questi titoli continua a essere «ribassista e contenuto». Manca ancora convinzione.

Trasporti

Nel settore, l’ampiezza delle revisioni degli utili ha raggiunto il 40%, la più elevata degli ultimi quattro anni. Qui gli analisti parlano di una vera inversione, sostenuta dalla stabilizzazione dei volumi e dei prezzi lungo la catena logistica.

Morgan Stanley all’interno del comparto Industrials preferisce i titoli Road/Rail, quelli più esposti al ciclo economico americano. Camion e treni prima delle fabbriche. Nel comparto la performance ha superato il 10% negli ultimi 30 giorni, mentre l’S&P 500 cedeva terreno.

Banche regionali

Wilson considera le regional banks tra le beneficiarie più dirette di un’accelerazione economica che il mercato aveva dato per persa a metà 2025.
L’ISM composito è salito a 54,5. La crescita dei prestiti commerciali e industriali (i cosiddetti C&I loans) sta ripartendo. Due segnali che le banche regionali americane conoscono bene, perché anticipano tipicamente il loro ciclo di ricavi.

Nel 2025 l’ETF SPDR S&P Regional Banking (KRE), il termometro più diretto del settore, aveva registrato deflussi netti per oltre 1,31 miliardi di dollari. Nei primi sei mesi del 2026 la fotografia è cambiata: raccolta netta positiva per 156,9 milioni. Si è invertita la rotta.

S&P 500 a 8.000 entro fine anno, utili al 17%

Il contributo di tassi, petrolio e dollaro alla performance azionaria “potrebbe ora raggiungere il picco da un punto di vista statistico”, secondo Morgan Stanley. Se i venti macro rallentano, sarà solo la crescita degli utili a muovere Wall Street nei prossimi mesi.

Wilson mantiene il target a 8.000 sull’S&P 500 entro fine 2026, con crescita degli utili attesa al 17% per il prossimo anno contro il 14% di consenso di mercato.

Il posizionamento istituzionale sui tre settori favoriti resta “ribassista e contenuto”. “Fondamentali che migliorano, prezzi relativi che si muovono meglio e investitori ancora scettici”, ha scritto Wilson nella sua ultima nota. “È esattamente il setup che preferisco”.

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