Eurozona: sarà crollo del 7,8% nel 2020. Le stime (riviste) dell’UE

La Commissione Europea rivede le stime sulle prospettive di crescita dell’Eurozona e dell’Italia: cosa aspettarsi?

Eurozona: sarà crollo del 7,8% nel 2020. Le stime (riviste) dell'UE

La ripresa economica dell’Eurozona in osservazione a Bruxelles.

La Commissione UE ha pubblicato le stime d’autunno sull’area della moneta unica, evidenziando una revisione al rialzo, seppur minima, delle previsioni sulla contrazione a fine 2020.

La seconda ondata di coronavirus in corso nel vecchio continente, con le conseguenti decisioni su restrizioni e blocchi parziali delle attività, avrà ulteriori effetti pesanti sul ritmo di ripresa.

La Commissione UE ha reso note le prospettive economiche dell’Eurozona, e dell’Italia, per la fine 2020 e i prossimi 2021 e 2022.

Eurozona: quale ripresa economica? Le stime UE

La zona euro vedrà segni di ripresa nel 2021 dalla recessione senza precedenti di quest’anno, ma il rilancio sarà inferiore a quanto previsto in precedenza a causa della seconda ondata di infezioni, secondo le previsioni della Commissione UE rese note giovedì 5 novembre.

Nelle sue regolari previsioni economiche per l’Unione Europea a 27 nazioni e per i 19 Paesi che condividono la valuta euro, il braccio esecutivo europeo ha tuttavia avvertito che l’incertezza attorno alle previsioni era eccezionalmente alta.

Bruxelles ha tagliato le stime di crescita della zona euro per il prossimo anno al 4,2% dal 6,1% previsto a luglio e ha previsto una crescita del 3,0% nel 2022 dopo una recessione senza precedenti del 7,8% quest’anno (migliore del -8,7% previsto in estate).

L’ipotesi considerata è che le restrizioni dovute al Covid rimangano in vigore fino al 2022, pur con allentamenti già l’anno prossimo. Il loro impatto economico, quindi, dovrebbe diminuire nel tempo.

La previsione tiene conto anche di uno scenario negativo sulla Brexit: quello che non vede possibile un accordo commerciale tra l’UE e la Gran Bretagna il 1 ° gennaio 2021 al termine dell’attuale periodo di transizione.

Quarto trimestre in declino nell’Eurozona

La Commissione prevede che l’economia della zona euro si contrarrà dello 0,1% nell’ultimo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti.

Irlanda, Francia e Belgio saranno i più colpiti dalla seconda ondata, con l’economia irlandese in calo dell’1,1% su base trimestrale, la Francia in contrazione dell’1,0% e il Belgio dello 0,7%.

La più grande economia europea, la Germania, dovrebbe resistere abbastanza bene alla tempesta, registrando un’espansione trimestre su trimestre dello 0,6% negli ultimi tre mesi.

L’inflazione della zona euro, che la BCE vuole mantenere al di sotto, ma prossima, al 2% nel medio termine, dovrebbe rimanere allo 0,3% quest’anno e salire all’1,1% nel 2021 e all’1,3% nel 2022.

La disoccupazione dell’Eurozona aumenterà solo all’8,3% quest’anno nonostante la profonda recessione, dal 7,5% nel 2019. Salirà al 9,3% nel 2021 per poi ridiscendere all’8,9% della forza lavoro nel 2022.

Tuttavia, la pandemia avrà un impatto enorme sulle finanze pubbliche. La Commissione prevede che il disavanzo di bilancio aggregato della zona euro aumenterà nel 2020 all’8,8% del PIL da un avanzo dello 0,6% nel 2019 prima di ridursi al 6,4% l’anno prossimo e al 4,7% nel 2022.

Ciò aumenterà il debito della zona euro al 101,7% del prodotto interno lordo quest’anno dall’85,9% dell’anno scorso. Il debito continuerà a salire al 102,3% nel 2021 e al 102,6% nel 2022.

Le previsioni sull’Italia

Per quanto riguarda le stime economiche sull’Italia, da Bruxelles hanno evidenziato che il nostro PIL dovrebbe ridursi del 9,9% quest’anno (-9% nella Nadef) rispetto al -11,2% previsto a luglio.

La ripresa del Belpaese, comunque, dovrebbe essere piuttosto lenta nel 2021, con un recupero del PIL del 4,1%, al ribasso rispetto al +6,1% previsto tre mesi fa. Nel 2022 dovrebbe registrarsi un +2,8%.

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