Europa, la svolta economica inizia da questi 2 punti

Violetta Silvestri

5 Giugno 2024 - 11:16

La svolta per la ripresa economica dell’Europa è qui per restare? Sono 2 i fattori che alimentano l’ottimismo sulla crescita della zona euro, anche se restano incertezze sul futuro.

Europa, la svolta economica inizia da questi 2 punti

L’Europa, nello specifico l’area euro composta da 20 Stati, sembrerebbe pronta a una decisiva svolta economica e i motivi di un ritrovato ottimismo sono almeno 2: gli ultimi dati PMI della regione e l’incombente taglio ai tassi da parte della Bce nella riunione di giovedì 6 giugno.

La cornice nella quale si inserisce la ripresa dell’Eurozona è piuttosto complessa e ancora piena di sfide: transizione energetica, vulnerabilità sulle forniture e sui prezzi del gas, guerre in corso, elezioni parlamentari Ue in arrivo, elevati deficit nei Paesi membri, invecchiamento della popolazione, ritardo nell’industria dei veicoli elettrici, alta tensione e competizione con la Cina a colpi di dazi.

Il contesto non sembra proprio ottimale per vedere una persistente ripresa dell’economia dell’Eurozona. Tuttavia, 2 fattori indicano che finalmente la regione può cambiare rotta.

1. Attività economica in espansione, i dati

L’attività economica della zona euro è cresciuta al ritmo più rapido dell’anno a maggio, quando la crescita del settore dei servizi, dominante nel blocco, ha superato la contrazione del manifatturiero, secondo un sondaggio privato, che ha anche mostrato un allentamento delle pressioni sui prezzi.

L’indice composito dei responsabili degli acquisti (PMI) dell’HCOB per l’unione monetaria, compilato da S&P Global e considerato un buon indicatore della salute economica generale, è salito a 52,2 a maggio da 51,7 di aprile, il livello più alto da maggio 2023.

Anche se era leggermente al di sotto della stima preliminare di 52,3, è rimasto al di sopra della soglia di 50 che separa la crescita dalla contrazione per il terzo mese consecutivo.

Questo significa che ormai la recessione è davvero scongiurata. Il merito, comunque, è del settore dei servizi che “dovrebbe garantire che l’Eurozona mostri nuovamente una crescita positiva nel secondo trimestre, secondo Cyrus de la Rubia, capo economista della Hamburg Commercial Bank.

Il PMI dei servizi è sceso leggermente a 53,2 il mese scorso da un massimo di 11 mesi di 53,3 ad aprile, appena al di sotto della stima flash di 53,3. Un altro sondaggio pubblicato lunedì ha mostrato che la flessione dell’attività industriale potrebbe essere giunta a una svolta. L’indice che misura l’attività manifatturiera è salito a 47,3 a maggio da 45,7 di aprile.

Il miglioramento della domanda complessiva ha alimentato l’ottimismo per il prossimo anno. L’indice composito della produzione futura è salito a 63,1 a maggio, il livello più alto da febbraio 2022.

Nel frattempo, le pressioni complessive sui prezzi si sono attenuate, con l’aumento dei prezzi alla produzione al ritmo più lento degli ultimi sei mesi. Ciò potrebbe rassicurare la Banca Centrale Europea che giovedì dovrebbe tagliare i tassi di interesse di 25 punti base.

2. Taglio tassi Bce

Proprio la Bce dovrebbe offrire uno stimolo positivo per l’economia europea.

L’imminente diminuzione del costo del denaro, attesa con la decisione del 6 giugno, porterà senza dubbio sollievo ai consumatori pressati da rate del mutuo finora in crescita e agli imprenditori, bloccati da prestiti troppo onerosi.

Questo favorirà una ripresa della domanda e quindi dell’economia in generale. Attenzione, però, massima nei confronti dell’inflazione. Anche se i prezzi al consumo si stanno raffreddando, il rialzo a sorpresa di maggio ha messo in allerta su un percorso al ribasso non ancora solido. Di conseguenza, sono diversi i dubbi sulla possibilità che la Bce continui a tagliare i tassi anche a luglio.

Argomenti

# Bce
# PMI

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