Eredità: meglio investire nel Buono Soluzione Eredità o in un BTP? Il confronto tra rendimento, ISEE e vantaggi fiscali

Gerardo Marciano

28 Luglio 2026 - 15:43

Chi riceve un’eredità dovrebbe scegliere un Buono Soluzione Eredità o un BTP? Ecco il confronto su rendimento, fiscalità, ISEE, costi e rischi.

Eredità: meglio investire nel Buono Soluzione Eredità o in un BTP? Il confronto tra rendimento, ISEE e vantaggi fiscali

Ricevere un’eredità significa spesso trovarsi davanti a una decisione importante: come investire il denaro senza assumere rischi e cercando di ottenere un rendimento interessante. Per chi eredita somme depositate presso Poste Italiane esiste un prodotto dedicato, il Buono Soluzione Eredità, pensato proprio per reinvestire il capitale ricevuto.

Ma è davvero la scelta più conveniente oppure, a parità di orizzonte temporale, può risultare più interessante acquistare un BTP sul mercato secondario con una durata residua di circa quattro anni?
Il confronto è oggi ancora più interessante perché sia i Buoni Fruttiferi Postali sia i Titoli di Stato condividono alcuni importanti vantaggi fiscali.

Gli interessi sono tassati con l’aliquota agevolata del 12,5%, entrambi sono esenti dall’imposta di successione e, grazie alle modifiche introdotte nel 2025, non concorrono alla determinazione dell’ISEE fino a un valore complessivo di 50.000 euro per nucleo familiare. In pratica, entro questo limite, investire parte della propria liquidità in questi strumenti può consentire di mantenere un ISEE più contenuto rispetto ad altre forme di investimento.

Buono Soluzione Eredità: come funziona e quali vantaggi offre

Il Buono Soluzione Eredità è un prodotto emesso da Cassa Depositi e Prestiti e distribuito da Poste Italiane. Non è però un buono destinato a tutti i risparmiatori, ma esclusivamente agli eredi che hanno concluso una pratica di successione presso Poste Italiane e desiderano reinvestire le somme ricevute.
Può essere sottoscritto entro 90 giorni dalla liquidazione dell’eredità, ha una durata di quattro anni, è garantito dallo Stato italiano e non prevede costi di sottoscrizione o di rimborso.

Il rendimento lordo annuo previsto per la serie attualmente in collocamento è pari al 2,00%.
Una caratteristica importante riguarda la maturazione degli interessi. Il capitale può essere rimborsato in qualsiasi momento, ma gli interessi vengono riconosciuti soltanto se il buono viene mantenuto fino alla scadenza dei quattro anni. Chi richiede il rimborso anticipato recupera il capitale investito, ma rinuncia completamente agli interessi maturati.

Per quanto riguarda la fiscalità, il Buono beneficia della tassazione agevolata del 12,5% sugli interessi e dell’esenzione dall’imposta di successione, in linea con quanto previsto anche per gli altri Buoni Fruttiferi Postali e per i Titoli di Stato.
È importante però comprendere la finalità di questo prodotto. Il Buono Soluzione Eredità non nasce per competere con i BTP sul rendimento, ma per offrire agli eredi una soluzione semplice e immediata per reinvestire il capitale ricevuto senza dover aprire un conto titoli o operare sul mercato obbligazionario. In altre parole, privilegia la semplicità di gestione e la stabilità del capitale rispetto alla ricerca del rendimento massimo.

Il confronto con un BTP a quattro anni: quale rende di più?

Per capire quale soluzione possa risultare più interessante, prendiamo come riferimento un investimento iniziale di 10.000 euro.
Il Buono Soluzione Eredità, mantenuto fino alla scadenza, porta il capitale a circa 10.721* euro netti, con un guadagno di poco superiore ai 720 euro.

Lo stesso risultato si ottiene sostanzialmente con il Buono 4 anni Plus, che secondo il simulatore di Poste Italiane consente di trasformare un investimento di 10.000 euro in 10.721,28* euro netti alla scadenza.
Diverso è invece il caso di un BTP acquistato oggi sul mercato secondario con una durata residua di circa quattro anni.
Prendendo come esempio il BTP 2,95% luglio 2030, quotato intorno a 99,10, il rendimento effettivo a scadenza risulta pari al 3,22% lordo, corrispondente a circa 2,84% netto.
Investendo oggi 10.000 euro e mantenendo il titolo fino alla scadenza, il capitale finale ammonterebbe a circa 11.186 *euro netti, considerando sia le cedole incassate durante la vita del titolo sia il rimborso finale del capitale.

Il confronto è basato sui rendimenti e sulle quotazioni disponibili al momento della redazione dell’articolo. Nel caso dei BTP tali valori possono variare nel tempo in funzione dell’andamento del mercato e del prezzo di acquisto del titolo.
A prima vista il vantaggio del BTP appare evidente: il rendimento finale è superiore di circa 465 euro netti rispetto ai due Buoni Postali.

Prima di trarre una conclusione definitiva è però opportuno considerare anche i costi dell’investimento.
Per acquistare un BTP è infatti necessario disporre di un conto titoli. Molte banche online oggi lo mettono a disposizione gratuitamente, ma alcuni istituti tradizionali applicano un canone annuo e commissioni di acquisto che possono ridurre, almeno in parte, il vantaggio economico del titolo di Stato. Per chi dispone già di un conto titoli con costi contenuti, il maggiore rendimento teorico del BTP risulta meno influenzato dalle spese operative.
Va inoltre ricordato che sia i BTP sia i Buoni Fruttiferi Postali sono soggetti all’imposta di bollo dello 0,20% annuo sul valore dell’investimento, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Di conseguenza, il bollo patrimoniale non rappresenta un elemento di differenza tra i due strumenti, mentre i costi del conto titoli possono incidere sul risultato finale.

Esiste poi un’altra differenza importante.
Il Buono Soluzione Eredità non è quotato sui mercati finanziari e il capitale non subisce oscillazioni di prezzo. Chi lo mantiene fino alla scadenza conosce fin dall’inizio il rendimento che conseguirà.
Il BTP, invece, è negoziato quotidianamente sul mercato secondario e il suo prezzo può aumentare o diminuire in funzione dell’andamento dei tassi di interesse e dello spread BTP Bund. Con una duration modificata di circa 3,6 anni, variazioni dei tassi possono determinare oscillazioni di prezzo anche di alcuni punti percentuali. Chi mantiene il titolo fino alla scadenza continua però a percepire le cedole previste e riceve il rimborso del valore nominale, mentre chi vende prima della scadenza potrebbe realizzare un guadagno oppure una perdita.

In definitiva, il confronto dimostra che i due strumenti non sono veri concorrenti, ma rispondono a esigenze differenti. Il Buono Soluzione Eredità è stato progettato per offrire agli eredi una soluzione semplice, immediata e priva delle oscillazioni tipiche dei mercati finanziari. Il BTP, invece, è uno strumento che, alle condizioni di mercato considerate nell’esempio, presenta un rendimento a scadenza superiore rispetto al Buono Soluzione Eredità e caratteristiche differenti che possono essere valutate in funzione delle proprie esigenze.
Prima di scegliere è quindi opportuno non fermarsi al solo rendimento. Vanno considerati anche la semplicità operativa, gli eventuali costi del conto titoli, la possibilità di dover disinvestire prima della scadenza e il diverso comportamento dei due strumenti nel corso del tempo. Solo valutando tutti questi aspetti è possibile individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze.
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* Valori calcolati mantenendo gli strumenti fino alla rispettiva scadenza.