Il prezzo di Eni dipende dal Medioriente e dal Brent. Può salire davvero a 27 -30 euro? A fine luglio la nuova guidance di Descalzi può fare la differenza.
Eni rimbalza del +1,83% a inizio settimana, ma rimane ampiamente sotto i massimi di aprile a 25 euro. Da gennaio il titolo ha comunque guadagnato quasi il 30%, largamente guidato dalle tensioni in Medioriente.
Il fine settimana gli Stati Uniti hanno inflitto i più pesanti bombardamenti degli ultimi mesi. I negoziati di pace del 17 giugno continuano, ma il Brent sale oltre il 4%: il caos sostiene i prezzi.
Intanto Claudio Descalzi ricorda che ogni crisi energetica (Covid, Ucraina, Hormuz) ha dimostrato che il Medioriente resterà a lungo al centro di una competizione energetica permanente. Searah, la joint venture con Petronas costituita a luglio, risponde a questa esigenza di diversificazione geografica. [...]
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