Anche l’Inghilterra ha vietato gli energy drink ai minori, a dimostrazione di un’attenzione crescente. Ma cosa farà la Commissione Ue?
La stretta al consumo delle bevande energetiche da parte di bambini e adolescenti si sta consolidando nei provvedimenti di salvaguardia della salute in Europa. Si è aggiunta anche l’Inghilterra, con una nuova legge prossima all’approvazione parlamentare volta a impedire la vendita di bevande energetiche ad alta concentrazione di caffeina ai minori di 16 anni. Un provvedimento simile a quello che è stato adottato in Galizia, che invece si è rivolta a tutti i minorenni. Divieti simili sono previsti da ben 6 Stati membri dell’Unione europea (Lituania, Lettonia, Polonia, Romania, Ungheria e Bulgaria), mentre anche il resto del Regno Unito sta valutando misure analoghe.
La quantità e la frequenza di consumo, con possibili effetti quali ansia, disturbi del sonno e problemi cardiovascolari, ha indotto gli Stati interessati a misure rigorose. Insomma, è evidente che il consumo degli energy drink da parte dei clienti più giovani sta destando molta preoccupazione, tanto da aprire molte domande sulla posizione di Bruxelles. Al momento, però, non sembrano esserci indizi di un possibile intervento unitario e non per disinteresse.
Qual è il problema degli energy drink in Europa
Le bibite con un’elevata quantità di caffeina, tra cui gli energy drink, non sono ottimali per la salute, per una serie di motivi. Non bisogna però scadere nell’allarmismo, perché se le bevande vengono vendute regolarmente vuol dire che rispettano gli standard fissati dalla legge in base alle indicazioni scientifiche. Soprattutto in un mercato rigidamente controllato come quello europeo, questo significa sostanzialmente che ciò che si trova sugli scaffali del supermercato è di base sicuro. Chiaramente, l’opportunità dell’assunzione, le quantità, le associazioni con altre sostanze sono da contenere in base a quanto previsto dai medici, anche rispetto alla propria situazione specifica.
Il problema degli energy drink risiede principalmente nella caffeina contenuta, che in certe dosi si rivela pericolosa per la salute. L’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha condotto un apposito studio di valutazione del rischio sulla caffeina, confermando alcune importanti soglie limite. Per gli adulti, il quantitativo massimo sicuro è pari a 200 mg di caffeina per ogni dose singola, con un limite giornaliero di 400 mg. Per le donne in gravidanza si scende a 200 mg giornalieri, che non destano preoccupazione per il feto. Ovviamente, si fa riferimento ad adulti sani. Per bambini e adolescenti si applicano le medesime soglie di 3 mg/kg di peso corporeo al giorno, anche per un consumo abituale. Non vuol dire che sia consigliato assumere caffeina in tali quantità, ma semplicemente che entro queste dosi (su soggetti in salute) non ci sono rischi apprezzabili. Attenzione, però: l’Efsa sconsiglia il consumo di caffeina sotto i 12 anni di età.
Diciamo che, semplificando al massimo, un adolescente può bere almeno una tazzina da caffè senza problemi. Torniamo però agli energy drink, una delle fonti di caffeina più presenti nel consumo quotidiano, e la prevalente in assoluto nei giovani. Un energy drink classico contiene più o meno 80 mg di caffeina in una lattina standard da 250 ml, come una tazzina di caffè. Esistono però bibite energetiche con dosi più elevate e comunque molte confezioni da una capienza maggiore. Il punto, però, è che è stato rilevato un consumo quantitativamente molto elevato da parte degli adolescenti.
L’Efsa ha stimato valori giornalieri tra 0,4 e 1,4 mg/kg nella popolazione di età compresa tra 10 e 18 anni, superiore ai limiti come nelle indagini effettuate nei Paesi che hanno fissato dei divieti o li stanno valutando. Al momento, l’Ue prevede l’obbligo di segnalazione sull’etichetta in modo visibile del contenuto di caffeina superiore a 150 mg. Unesda (Unione europea delle associazioni dei soft drinks) e Energy drinks Europe hanno adottato volontariamente adottato un divieto di marketing verso bambini sotto i 13 anni e la restrizione dei campionamenti promozionali vicino alle scuole.
L’attenzione quindi c’è, ma al momento non si propende per un divieto generalizzato, perché non si tratta di sostanze pericolose in assoluto per i giovani e tutto dipende dalla quantità. Naturalmente, le cose potrebbero cambiare qualora si rilevi un’emergenza nelle abitudini degli adolescenti, ma per ora gli energy drink non sono tra le priorità.