Enel, investitori pazzi per i suoi nuovi bond subordinati ibridi, perpetui, non convertibili. Cedole fisse e tutti i dettagli.
Tra gli investitori è letteralmente esplosa la febbre per i bond di Enel, che ha annunciato nella tarda serata di ieri di aver lanciato con successo sul mercato europeo nuovi bond subordinati ibridi, perpetui, non convertibili, denominati in euro e destinati a investitori istituzionali, per un ammontare complessivo pari a 2 miliardi di euro.
L’emissione ha ricevuto richieste di sottoscrizione in forte esubero, superiori a sette volte l’offerta, con ordini che hanno raggiunto un picco di circa 14 miliardi di euro.
Il gruppo quotato sul Ftse Mib di Piazza Affari ha precisato che l’emissione è coerente con la strategia dell’azienda e contribuisce a rafforzarne la struttura patrimoniale e finanziaria.
L’operazione, ha sottolineato Enel, ha beneficiato della favorevole finestra offerta dalle attuali condizioni di mercato, consentendo di rifinanziare in via anticipata due prestiti obbligazionari ibridi perpetui con call date nel 2026, per un totale di circa 1,35 miliardi di euro, e di incrementare di circa 650 milioni di euro l’ammontare delle obbligazioni ibride del Gruppo Enel, rafforzando ulteriormente la struttura del capitale.
La nuova emissione è articolata in due serie.
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Primo bond Enel non convertibile subordinato ibrido perpetuo da 1,25 miliardi di euro
La prima serie dei bond di Enel riguarda una obbligazione non convertibile subordinata ibrida perpetua da 1,25 miliardi di euro, priva di scadenza fissa ed esigibile esclusivamente in caso di scioglimento o liquidazione della società, come previsto dai relativi termini e condizioni.
Il titolo riconosce una cedola fissa annua del 4,125%, pagabile fino alla prima reset date (esclusa) del 14 gennaio 2032, data che coincide con l’ultima giornata utile per l’esercizio della prima opzione di rimborso anticipato.
A partire da tale data, qualora l’obbligazione non sia stata integralmente rimborsata, il tasso di interesse sarà pari all’Euro Mid Swap a cinque anni più un margine iniziale di 165,8 punti base, incrementato di ulteriori 25 punti base dal 14 gennaio 2037 e di altri 75 punti base dal 14 gennaio 2052.
La cedola sarà corrisposta annualmente in via posticipata nel mese di gennaio, a partire dal 14 gennaio 2027. Il prezzo di emissione è pari al 99,350% e il rendimento effettivo alla prima reset date si attesta al 4,250% annuo.
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Il secondo bond subordinato ibrido perpetuo non convertibile da 750 milioni di euro, la cedola fissa
La seconda serie, ha annunciato Enel, riguarda un ulteriore bond subordinato ibrido perpetuo non convertibile da 750 milioni di euro, anch’esso privo di scadenza fissa ed esigibile solo in caso di scioglimento o liquidazione della società.
Questo titolo prevede una cedola fissa annua del 4,500% fino alla prima reset date (esclusa) del 14 gennaio 2035, corrispondente all’ultima data utile per l’esercizio della prima opzione di rimborso anticipato.
Successivamente, qualora il bond non venga integralmente rimborsato, il tasso di interesse sarà pari all’Euro Mid Swap a cinque anni più un margine iniziale di 182,1 punti base, incrementato di 25 punti base a partire dal 14 gennaio 2040 e di ulteriori 75 punti base dal 14 gennaio 2055.
Anche in questo caso la cedola sarà pagata annualmente in via posticipata nel mese di gennaio, a partire dal 14 gennaio 2027.
Il prezzo di emissione è fissato al 99,096% e il rendimento effettivo alla prima reset date è pari al 4,625% annuo.
Il regolamento dell’operazione è previsto per il 14 gennaio 2026.
I bond emessi da Enel saranno quotati sul mercato regolamentato della Borsa Irlandese (Euronext Dublin) e presentano un rating atteso pari a Baa3/BB+/BBB- (Moody’s/S&P/Fitch), con un equity content del 50%.
L’operazione è stata realizzata in esecuzione della delibera del 18 dicembre 2025 del Consiglio di Amministrazione di Enel, che ha conferito mandato all’emissione, entro il 31 dicembre 2026, di uno o più prestiti obbligazionari non convertibili, sotto forma di titoli subordinati ibridi, anche di natura perpetua, per un importo massimo complessivo pari a 2 miliardi di euro.
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