Emendamento al decreto Genova, Autostrade torna in ballo per la demolizione del ponte

Un emendamento al decreto Genova rimette in gioco Autostrade per la demolizione: resta però il veto per Atlantia in merito alla ricostruzione.

Emendamento al decreto Genova, Autostrade torna in ballo per la demolizione del ponte

Una parola in più o in meno in un testo ufficiale può cambiare molte cose. Ecco dunque che dal decreto Genova, grazie a un emendamento, è stata cancellata la parola “propedeutiche” permettendo così ad Autostrade per l’Italia di rientrare in gioco per la demolizione del ponte Morandi.

Rimane comunque il veto per le società di Atlantia di prendere parte alla ricostruzione del viadotto crollato lo scorso 14 agosto provocando 43 morti. Anche a riguardo però aumentano le voci di chi si dice favorevole al progetto del nuovo ponte presentato da Autostrade.

Autostrade in gioco per la demolizione

Fatto il decreto trovato l’emendamento. Sono due nello specifico quelli che hanno ricevuto il via libera dalla commissione mista alla Camera, dove si sono riunite in maniera congiunta quella Ambiente e quella Territorio.

Il più importante era il decreto dove si è andato a modificare quello che era stato scritto in materia di indennizzo agli sfollati, dei poteri delegati al commissario straordinario Marco Bucci (sindaco di Genova) e di riammissione ai bandi delle imprese che hanno concessioni autostradali, a eccezione di Atlantia.

Anche un secondo decreto però è stato approvato, depositato nella serata di lunedì dai relatori Flavio Di Muro (Lega) e Gianluca Rospi (M5S). Nel dettaglio si è intervenuto nel comma 7 dell’articolo 1, eliminando la parola “propedeutiche”.

In sostanza, grazie a questa modifica, l’esclusione di Autostrade e di tutte le altre società legate ad Atlantia non sarà valida per quanto riguarda le attività propedeutiche per il ripristino del ponte, come la demolizione.

Questo significa che Aspi sarà tra quelle società che potranno essere scelte per la demolizione dei monconi e la rimozione delle macerie, ma rimane l’esclusione per quanto riguarda la ricostruzione.

Secondo il relatore Rospi del Movimento 5 Stelle comunque non è vero che “si stia agendo per ammettere Autostrade per l’Italia ai lavori di ricostruzione”, ma soltanto che “è stato eliminato il riferimento alla locuzione attività propedeutiche con l’obiettivo di rispondere a un’esigenza di natura giuridica”.

In pratica per il parlamentare pentastellato, con l’emendamento in questione si andrebbe a individuare “più nel dettaglio l’ambito a cui si applica l’esclusione di Aspi”.

La questione ricostruzione

Anche in merito a quest’ultimo punto però le cose potrebbero cambiare. Il Movimento 5 Stelle da sempre ha ribadito come Autostrade sarà esclusa, ma i pentastellati sembrerebbero essere sempre più soli.

La scorsa settimana Aspi ha ugualmente presentato il proprio progetto per la ricostruzione del ponte, dove è stato assicurato un nuovo viadotto in nove mesi aggiungendo tutte le garanzie economiche a riguardo.

Di recente, il presidente di Confindustria Genova Giovanni Mondini ha speso parole molto importanti a riguardo: “Avremmo preferito che fosse Autostrade a ricostruire il ponte, perché è il concessionario e aveva il dovere e le competenze per farlo”.

Incalzato dai giornalisti sul tema, anche il commissario Marco Bucci si è lasciato andare in un “lascio sempre tutte le porte aperte, non ne chiudo mai una: alla fine cercheremo di fare la scelta migliore”.

Il sindaco di Genova ha comunque specificato che stanno arrivando molti progetti e che ancora è presto per fare delle valutazioni. Al momento quindi l’esclusione di Autostrade per l’Italia nella ricostruzione rimane, ma il muro iniziale eretto nei confronti di Atlantia sembrerebbe iniziare a traballare.

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