Elezioni USA, Trump non ci sta: cosa succede adesso?

La campagna Trump ha detto ai supporter di «tenersi pronti» a organizzare proteste in sostegno del presidente, in un ultimo, disperato sforzo di conquistare la rielezione

Elezioni USA, Trump non ci sta: cosa succede adesso?

Per alcuni è la chiamata alle armi del popolo americano, per altri l’ultimo afflato di un uomo sconfitto. Benché la conquista della Casa Bianca da parte di Joe Biden sia ormai certa, contro ogni evidenza democratica l’attuale inquilino continua a dichiararsi vincitore millantando una truffa elettorale.

Donald Trump ha perso. Ma da alcuni indizi emersi in queste ore, oltre al fatto che vi ha alluso più volte, sembra che il tycoon sia intenzionato a non concedere la sconfitta. O almeno a creare un clima sempre più teso in un’America già scossa da tumulti sociali e non, rendendo ancora più difficile il compito del suo successore e di Kamala Harris.

Elezioni USA, Trump: “Non è finita”

Già alcuni Paesi del mondo hanno sconsigliato ai propri cittadini di viaggiare negli Stati Uniti in questo periodo per via di possibili disordini dovuti alle elezioni. A questo si aggiunge l’infuriare dell’epidemia di coronavirus, che ogni giorno tocca nuovi record di contagi e morti.

Ma la situazione potrebbe presto degenerare nonostante la vittoria di Biden, che si insedierà il 20 gennaio 2021.

Questa elezione è lontana dall’essere finita”, ha detto Trump in un comunicato a pochi minuti dalla vittoria di Biden.

Il tycoon ha giurato di “perseguire la causa in tribunale per assicurarsi che le leggi elettorali siano rispettate” già a partire da lunedì, mentre in alcuni Stati è iniziato il riconteggio.

Ma la battaglia potrebbe non essere solo legale.

Trump continua a chiedere fondi ai donatori, cosa significa?

Da giorni, infatti, la campagna Trump sta continuando a chiedere fondi ai sostenitori. Secondo alcuni osservatori l’obiettivo non sarebbe soltanto di raccogliere fondi in vista di lunghe cause in tribunale (Trump è sotto indagine in diversi stati), ma di tenere uniti i sostenitori per scatenare proteste in diversi punti degli Stati Uniti.

E i sostenitori di Trump hanno dato più volta prova di essere fieri amanti delle armi.

La squadra di Trump sta chiedendo soldi ai donatori. Il campaign manager Bill Stepien ha detto ad alleati e sostituti di ’stare sul chi vive’ in casi ci sia bisogno di manifestazioni e proteste organizzate dalla campagna per la rielezione in tutto il Paese nelle prossime settimane”, ha twittato la giornalista politica di MSNBC Chris Jansing citando la corrispondenza dalla Casa Bianca.

Sia Stepien che FoxNews, in queste ore, continuano a parlare di «election fraud». Il primo ha chiesto ai supporter di segnalare le irregolarità, diffondendo la tesi che il risultato delle elezioni non vada rispettato.

Ma la notizia più allarmante arriva forse dal Lincoln Project, gruppo formato da ex esponenti di spicco dei Repubblicani votato ad impedire la rielezione di Trump (e che ha raccolto $67 milioni in sostegno a Biden).

Il Lincoln Project ha detto che il tycoon e il suo Governo in queste ore stanno facendo pressione sui Grandi Elettori per convincerli a cambiare il loro voto da Joe Biden sull’attuale presidente.

Il Governo statunitense, intanto, ha comunicato un impegno di viaggio, che significa che Trump non parlerà oggi alla nazione. Il silenzio, cui fa eco quello di esponenti politici internazionali vicini a Trump, dall’israeliano Benjamin Netanyahu ai nostrani Matteo Salvini e Giorgia Meloni, non fa supporre nulla di buono.

Trump continua però a twittare, ribadendo di aver vinto le elezioni con 71 milioni di voti legali.

Intanto, all’eventualità che Trump non lasci la Casa Bianca, la campagna Biden ha già risposto ironicamente: “La presidenza degli Stati Uniti è perfettamente capace di tenere fuori gli intrusi dalla Casa Bianca”.

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