Elezioni regionali: PD e 5 Stelle insieme possono battere Salvini?

Dopo la nascita del governo giallorosso, il Partito Democratico ha aperto a una alleanza con il Movimento 5 Stelle anche per le elezioni regionali: questa unione potrebbe sconfiggere il centrodestra di Matteo Salvini?

Elezioni regionali: PD e 5 Stelle insieme possono battere Salvini?

Le prossime elezioni regionali potrebbero segnare un clamoroso ritorno al bipolarismo. Tutto nasce dal nuovo governo Conte bis, che vede insieme il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico dopo che la Lega a inizio agosto ha deciso di porre fine all’esperienza gialloverde.

Uno schema questo dell’alleanza tra il PD e i pentastellati che i dem vorrebbero replicare anche alle imminenti elezioni regionali: il 27 ottobre si voterà in Umbria, mentre a fine novembre oppure a gennaio 2020 le urne si apriranno in Emilia Romagna e in Calabria.

Tutte regioni queste attualmente governate dal centrosinistra ma che potrebbero passare al centrodestra, come già avvenuto nei mesi scorsi in Abruzzo, Sardegna, Piemonte e Basilicata.

Una convergenza tra i giallorossi anche a livello locale andrebbe a rimettere però tutto in gioco: un successo alle regionali servirebbe soprattutto a stoppare l’avanzata di Matteo Salvini che, in caso di un nuovo exploit alle urne, tornerebbe con ancora maggior carica a chiedere le elezioni politiche anticipate.

La partita delle elezioni regionali

Si stanno arricchendo di ulteriori significati le prossime elezioni regionali. Con il governo giallorosso che ha appena visto la luce, il voto in Umbria, Emilia Romagna e Calabria può rappresentare un immediato banco di prova per la nuova maggioranza.

Il fatto poi che regioni come l’Umbria e l’Emilia Romagna, dove storicamente ha sempre governato il centrosinistra, siano fortemente a rischio di vittoria del centrodestra rende la situazione molto più delicata.

Se Matteo Salvini, dopo aver passato le ultime settimane a chiedere a gran voce le elezioni anticipate, dovesse espugnare queste due roccaforti “rosse”, la Lega sarebbe ancor più legittimata nell’invocare il voto.

Al contrario, stoppare l’avanzata del Carroccio infliggendo due sconfitte all’ex ministro andrebbe a sgonfiare l’impeto leghista, con i giallorossi che così andrebbero a legittimare ulteriormente il loro governo.

Per battere il centrodestra però sembrerebbe essere necessaria un’alleanza tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico anche a livello regionale. I dem sarebbero disponibile, mentre tra i grillini c’è molto più scetticismo a riguardo.

PD e 5 Stelle: insieme si può battere Salvini?

Prima di fare ogni calcolo politico in merito alle prossime elezioni regionali si deve partire da due presupposti. Il primo è che, quando si forma un’alleanza tra due partiti, non si può “pesare” questa intesa facendo una semplice somma algebrica visto che ci saranno comunque degli scontenti in entrambi i fronti.

Altro fattore è il regolamento del Movimento 5 Stelle, di recente modificato, che consente a livello locale alleanze soltanto con liste puramente civiche e quindi slegate da ogni logica partitica.

Fare un accordo con il PD vorrebbe dire che i dem dovrebbero correre senza il loro nome e simbolo, con l’ultima parola che poi alla fine spetterebbe come da prassi al voto degli attivisti sulla piattaforma Rousseau.

Fatte queste due premesse, guardando a come si è votato durante le elezioni europee di fine maggio appare evidente che una coalizione di centrosinistra allargata ai 5 Stelle potrebbe giocarsela in tutte e tre le regioni.

In Emilia Romagna il governatore uscente del PD Stefano Bonaccini può sperare di battere la sfidante leghista Lucia Borgonzoni anche senza il M5S. Insieme ai grillini tutto diventerebbe più semplice.

In Umbria la situazione è molto differente. La Lega alle europee ha preso il 38% che, sommato al 13% complessivo di Fratelli d’Italia e Forza Italia, porta al centrodestra a un totale del 51% dei voti.

Il PD invece si è fermato al 24% e il Movimento 5 Stelle al 14,5%, mentre il resto del centrosinistra nel complesso ha superato di poco il 6%. Anche insieme, in questo caso il favorito resterebbe il centrodestra ma la partita sarebbe apertissima.

Per quanto riguarda il voto in Calabria, lo scorso maggio è stato il Movimento 5 Stelle il partito più votato con quasi il 27%. Il centrodestra nel complesso ha ottenuto circa il 46% e il centrosinistra intorno al 24%.

PD e 5 Stelle insieme potrebbero quindi spuntarla, ma in questo caso la scelta del candidato a differenza delle altre due regioni spetterebbe ai pentastellati con i dem che sarebbero loro a convergere.

Calcoli e ipotesi che al momento rappresentano soltanto un pour parler. Per capire se ci siano le possibilità di un’intesa giallorossa anche alle regionali, si dovrà vedere come l’esecutivo Conte muoverà i suoi primi passi nel paludoso terreno della manovra economica da imbastire nelle prossime settimane.

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