Elezioni regionali Emilia Romagna, la guida: data, candidati e sondaggi

Si voterà nel 2020 in Emilia Romagna per le elezioni regionali: con la data del voto che è stata fissata a domenica 26 gennaio, ecco chi sono i candidati in corsa e cosa dicono nel merito i sondaggi che sono stati finora realizzati.

Elezioni regionali Emilia Romagna, la guida: data, candidati e sondaggi

Cresce l’attesa per le elezioni regionali in Emilia Romagna, soprattutto dopo i risultati delle ultime elezioni europee e amministrative dove il centrodestra ha fatto il pieno di voti strappando anche la guida di comuni come Ferrara e Forlì.

Adesso dopo un lungo balletto di ipotesi è arrivata anche l’ufficialità della data, con le urne che si apriranno il 26 gennaio 2020 permettendo così di approvare il Bilancio ed evitare l’esercizio provvisorio.

Nel frattempo in Emilia Romagna sono iniziate da mesi le grandi manovre in merito alle elezioni regionali, con i sondaggi che ipotizzano un grande equilibrio come mai avvenuto nel recente passato.

L’attuale governatore di centrosinistra Stefano Bonaccini correrà infatti per cercare di ottenere un secondo mandato, ma difficilmente ci sarà un accordo con il Movimento 5 Stelle dopo il flop del voto in Umbria con i pentastellati che alla fine potrebbero anche decidere di non presentare alcun candidato.

La crescita fatta registrare ultimamente dal centrodestra (specie dalla Lega) che punterà sulla senatrice Lucia Borgonzoni, rende queste elezioni regionali in Emilia Romagna più che incerte con la coalizione che sogna uno storico colpaccio.

Leggi anche la nostra GUIDA ALLE REGIONALI 2020 IN ITALIA

ELEZIONI EMILIA ROMAGNA

La data delle elezioni in Emilia Romagna

In Emilia Romagna in teoria si doveva votare nel 2019 in autunno così come è avvenuto nel 2014 quando le urne si aprirono in data 23 novembre, ma già da tempo si era capito che i tempi sarebbero stati più lunghi.

Per permettere però alla Giunta uscente di approvare il Bilancio, evitando così il pericoloso l’esercizio provvisorio, alla fine è stato deciso uno slittamento a domenica 26 gennaio 2020.


Nella stessa data si terranno anche le elezioni regionali in Calabria, per una sorta di election day che potrebbe essere decisivo anche per le sorti del governo giallorosso sempre più in bilico nonostante la sua recente formazione.

La legge elettorale

Anche questa volta in Emilia Romagna si voterà con la nuova legge elettorale, modificata il 23 luglio 2014 e che ha fatto il proprio esordio cinque anni fa in occasione del voto regionale del 23 novembre.

Legge elettorale Emilia Romagna
Il testo completo della legge elettorale in vigore in Emilia Romagna

Come da prassi per le regionali ci sarà l’elezione diretta del governatore. Niente ballottaggio quindi con il candidato che riuscirà a ottenere anche un solo voto in più rispetto ai suoi avversari che sarà il vincitore.

Per garantire una sostanziale governabilità in Consiglio, alla lista o più liste che appoggiano il candidato più votato verrà assegnato un premio di maggioranza, pari a 27 seggi su un totale di 50.

In generale 40 consiglieri saranno eletti con un metodo proporzionale sulla base di liste circoscrizionali, 9 invece con sistema maggioritario nelle singole circoscrizioni mentre il restante seggio è riservato al candidato vincitore.

Sarà possibile effettuare un voto disgiunto, per un candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale e per una delle altre liste a esso non collegate, mentre la soglia di sbarramento sarà del 3% per le liste non coalizzate e del 5% per quelle invece coalizzate.

I candidati

Lo scorso ottobre l’attuale governatore Stefano Bonaccini si è detto disponibile a una nuova candidatura per un secondo mandato. Il centrosinistra quindi non dovrebbe ricorrere alle primarie come cinque anni fa.

Bonaccini comunque dovrà cercare ora di costruire la sua coalizione che nel 2014 ha compreso anche l’allora SEL. Ormai certo è l’allargamento anche a Italia in Comune, il movimento che fa capo al sindaco di Parma Federico Pizzarotti, così come Italia Viva di Matteo Renzi che dovrebbe fare una sua lista.

Ad appoggiare il governatore anche la lista di sinistra Emilia Romagna Coraggiosa, scelta che ha spaccato l’area tanto che Stefano Lugli ha deciso di candidarsi con L’Altra Emilia Romagna una lista sostenuta da Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano e Partito del Sud.

Con ogni probabilità non ci sarà invece un asse con il Movimento 5 Stelle. Bonaccini si è dichiarato possibilista a riguardo, ma il deludente risultato delle elezioni in Umbria dovrebbe portare ai pentastellati a correre per conto proprio oppure non presentarsi affatto alle elezioni.

Sarà unito il centrodestra che punta al colpaccio. Stando a quanto deciso durante il recente vertice di Arcore, toccherà alla Lega indicare quello che sarà il candidato della coalizione con Matteo Salvini che da tempo ha scelto la senatrice Lucia Borgonzoni.

Potere al Popolo hanno invece deciso di puntare sulla lavoratrice precaria Marta Collot, mentre resta da capire come si posizioneranno gli altri partiti e movimenti di sinistra alcuni dei quali alla fine potrebbero sostenere Bonaccini.

Queste elezioni regionali in Emilia Romagna sarà anche l’occasione dell’esordio per Volt, il movimento paneuropeo (capace di eleggere un eurodeputato in Germania alle ultime europee) che avrà come candidato il giovane consulente aziendale Gillo Baldazzi.

In queste elezioni regionali ci dovrebbe essere anche la presenza del Movimento 3V Vaccini Vogliamo Verità, che avrebbe definito le proprie liste senza però indicare il nome del candidato governatore.

I sondaggi

Vista l’importanza di questo voto regionale in Emilia Romagna, sono già diversi i sondaggi che stanno provando a ipotizzare l’esito delle elezioni del prossimo autunno. Di certo non ci sarà nulla di scontato come negli anni passati.

Nel 2014 Stefano Bonaccini venne eletto con il 49% dei voti, staccando nettamente sia il centrodestra che il Movimento 5 Stelle. In una regione storicamente “rossa”, le ultime elezioni politiche hanno però segnato una grande crescita del centrodestra trainato dalla Lega.

Sondaggio 14 novembre

L’ultimo sondaggio in ordine di tempo è stato realizzato da Winpoll per conto del Partito Democratico e diramato in data 14 novembre. Queste sarebbero le intenzioni di voto per quanto riguarda le liste.

  • Partito Democratico - 33,9%
  • Lega - 33,0%
  • Civiche per Bonaccini - 8,4%
  • Fratelli d’Italia - 6,1%
  • Movimento 5 Stelle - 6,0%
  • Forza Italia - 4,4%
  • Civiche per Borgonzoni - 4,1%
  • Liste di sinistra - 2,5%
  • Potere al Popolo - 0,4%
  • Altri - 1,2%

Per quanto riguarda invece il voto per i candidati, secondo Winpoll questo sarebbe lo scenario se il Movimento 5 Stelle dovesse decidere di presentare un proprio aspirante presidente.

  • Stefano Bonaccini - 50,7%
  • Lucia Borgonzoni - 42,1%
  • Movimento 5 Stelle - 6,2%
  • Altri - 1,0%

Così invece la situazione con il Movimento 5 Stelle a sostegno di Stefano Bonaccini.

  • Stefano Bonaccini - 56,2%
  • Lucia Borgonzoni - 42,9%
  • Altri - 0,9%

A prescindere quindi il governatore uscente sarebbe in vantaggio rispetto alla Borgonzoni, con Bonaccini che aumenterebbe sensibilmente il proprio vantaggio in caso del sostegno dei 5 Stelle.

Sondaggio 10 novembre

Altro sondaggio realizzato è quello dell’istituto Tecnè in data 10 novembre, con il centrosinistra che sarebbe di poco avanti anche se molto dipenderebbe dalle scelte del Movimento 5 Stelle.

Se i pentastellati dovessero presentarsi da soli, tra Bonaccini e la Borgonzoni sarebbe una sfida all’ultimo voto. In caso di alleanza tra M5S e centrosinistra il governatore avrebbe invece un margine di vantaggio maggiore, che diventerebbe di due punti percentuali nel caso di una rinuncia dei grillini a partecipare alle elezioni.

Alle ultime politiche in Emilia Romagna la coalizione di centrodestra in totale prese il 33,06% contro il 30,79% del centrosinistra. Alle europee invece è stata quella della Lega la lista più votata con il 33,77%, mentre quella del PD non è andata oltre il 31,24%.

Nonostante questo, Bonaccini può essere considerato ancora il favorito ma il probabile mancato accordo con i 5 Stelle potrebbe portare a un testa a testa che si preannuncia essere molto serrato.

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