Risparmia sull’acquisto di un auto elettrica nuova nel 2026: i requisiti e le modalità di richiesta dell’Ecobonus auto elettrica.
Sempre più persone stanno pensando di passare alla modalità alla spina, tuttavia, gli elevati costi iniziali legati all’acquisto di un’auto elettrica e la necessità di trovare (o installare) punti di ricarica sono due ostacoli che pesano fortemente sulla decisione finale.
Negli ultimi anni il Governo ha abbracciato questa problematica, presentando un sistema di incentivi auto capace di ridurre in maniera sostanziale la spesa relativa al passaggio alle vetture elettriche. Una mossa strategica, volta tanto a fornire un sostegno economico ai cittadini quanto a incentivare la diffusione della mobilità elettrica, andando così a ridurre progressivamente le emissioni del parco circolante.
L’Ecobonus per le auto elettriche si conferma il fulcro delle misure nazionali, affiancato nel tempo da incentivi per la rottamazione, agevolazioni sui veicoli usati a basse emissioni e contributi estesi a moto e veicoli commerciali, spesso integrati da ulteriori fondi stanziati da Regioni e Comuni. Si va così a delineare un quadro che non punta esclusivamente a incentivare l’acquisto di veicoli nuovi, ma anche la sostituzioni dei mezzi più inquinanti ancora in circolazione.
Ecobonus auto elettrica 2026, come funziona?
Grazie ai fondi stanziati nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)con il decreto dell’8 agosto 2025, è possibile approcciarsi al mondo dei veicoli elettrici potendo contare su uno sconto che può arrivare fino a 11.000 euro, rendendo la spesa accessibile anche per le famiglie con redditi medi.
Come abbiamo visto, l’agevolazione è strutturata per premiare maggiormente le fasce di reddito più basse e prevede l’obbligo di rottamazione di un vecchio veicolo a motore termico, che sia a benzina o diesel, fino a Euro 5 compreso. Gli incentivi sono pensati per l’acquisto di auto elettriche nuove categoria M1, e si differenziano in base a casistiche specifiche:
- 11.000€ di bonus: destinato ai privati con un Isee inferiore o pari a 30.000€ che si impegnino a rottamare il vecchio veicolo;
- 9.000€ di bonus: riservato ai privati con un Isee compreso tra 30.000 € e 40.000€, sempre a fronte della rottamazione dell’auto vecchia.
- Fino a 20.000€ (o il 30% del costo del veicolo): destinato a microimprese che acquistano veicoli elettrici commerciali.
È doveroso sottolineare che l’incentivo è valido esclusivamente per auto elettriche nuove, che siano immatricolate in Italia e va richiesto prima della registrazione del veicolo.
Come richiedere l’incentivo
Entro il 30 giugno 2026 è possibile inoltrare la domanda per richiedere l’Ecobonus auto elettrica, salvo esaurimento fondi, attraverso la piattaforma del Ministero dell’ambiente e della Sicurezza Energetica.
L’iter per richiedere l’incentivo non potrebbe essere più semplice; il primo passo coinvolge il concessionario, che dovrà registrare la richiesta sulla piattaforma e verificare la disponibilità dei fondi. A questo punto, il contributo sarà scalato direttamente dal prezzo di acquisto del veicolo e lo Stato provvederà a inviare il rimborso al rivenditore.
Immaginiamo che un privato con Isee sotto i 30.000€ voglia acquistare una vettura elettrica del valore di 35.000€; grazie al bonus potrà contare su uno sconto di 11.000€ direttamente in fattura, riducendo il prezzo finale del veicolo a 24.000€.
Allo sconto iniziale, si aggiungono poi ulteriori risparmi nel tempo per quanto riguarda le spese relative al carburante, al bollo auto (azzerato in molte regioni per i mezzi elettrici) e perfino alla manutenzione stessa del veicolo.
Cosa fare se i fondi sono esauriti
Come accade con la maggior parte dei bonus lanciati negli ultimi anni, i fondi hanno una disponibilità limitata, trasformando la prenotazione del bonus in una vera e propria corsa contro il tempo.
Fino alla scadenza ufficiale del 30 giugno 2026, è possibile chiedere al proprio concessionario di monitorare il portale MASE. In caso di prenotazioni annullate per errori formali, rinunce dei clienti o contratti non finalizzati, potrebbero infatti apparire piccole somme sul portale.
Inoltre, è bene monitorare le amministrazioni locali e le Regioni; non di rado queste stanziano fondi extra per la rottamazione e l’acquisto di veicoli a zero emissioni, spesso cumulabili anche con gli incentivi statali.
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