Ecco perché molte aziende si quoteranno in Borsa nel 2025

Jennifer Hughes

3 Dicembre 2024 - 07:00

A differenza di altre fasi di ripresa economica, l’attuale mercato delle IPO dipende meno da un boom travolgente e più da una prevedibilità che ancora manca.

Ecco perché molte aziende si quoteranno in Borsa nel 2025

Alcuni esperti hanno sempre sostenuto che il 2025, e non il 2024, sarebbe stato l’anno chiave per una ripresa delle IPO (Offerte Pubbliche Iniziali). Col passare del tempo, e con il flusso di operazioni che continua a rimanere deludente, sempre più analisti sembrano unirsi a questa previsione. Ma sarà davvero così? Le aziende che intendono quotarsi in borsa cercano certezza, e in questo momento il mercato sembra offrirne ben poca.

Uno dei fattori principali che ha frenato le IPO nel 2024 è la vicinanza delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Con la chiusura del terzo trimestre a settembre, molti osservatori hanno dichiarato la fine prematura delle IPO per il 2024. Anche se alcune aziende sono riuscite a raccogliere circa 26 miliardi di dollari grazie alle loro offerte a New York, tra cui nomi come Reddit e Viking (un’operatore crocieristico), questa cifra, pur superiore ai 20 miliardi raccolti nel 2023 e agli 8 miliardi del 2022, resta ben al di sotto degli standard precedenti al boom del 2020-2021, quando tali somme venivano raccolte in soli sei mesi.

Il 2025 è visto come un anno di potenziale ripresa perché molte aziende hanno trascorso il 2023 a gestire le conseguenze del boom pandemico del 2020-2021. Durante quel periodo, le valutazioni aziendali si erano gonfiate a dismisura, richiedendo una fase di aggiustamento. Gli executive sono stati costretti a passare da una retorica incentrata sulla crescita dei ricavi a discorsi su piani concreti di redditività netta. Il 2022 è stato particolarmente problematico per molte startup, con l’indice S&P che ha registrato una caduta del 19%. Il successivo rally del 24% nel 2023, nonostante i timori di una recessione che ancora non si è concretizzata, ha colto molte aziende di sorpresa.

Questa incertezza ha lasciato il 2024 come un anno di preparazione per molte imprese intenzionate a quotarsi in borsa. Diverse di queste aziende potrebbero aver rimpianto di non essere pronte prima, poiché i mercati tra marzo e giugno di quest’anno avrebbero potuto supportare più operazioni rispetto a quelle effettivamente realizzate.

Il mercato delle IPO è storicamente soggetto a fluttuazioni significative. Alcuni anni vedono offerte eccezionali che distorcono i numeri complessivi. Un esempio è il 2014, con la gigantesca offerta da 25 miliardi di dollari di Alibaba. Anche nel 1999, quando giganti come BlackRock e Goldman Sachs si quotarono, furono comunque superati dall’IPO record di UPS da 5,5 miliardi di dollari.

Tuttavia, negli ultimi anni, il mercato delle IPO è stato eccezionalmente tranquillo. A differenza di altre fasi di ripresa economica, l’attuale mercato delle IPO dipende meno da un boom travolgente e più da una prevedibilità che ancora manca. Come ha dimostrato la brusca correzione di agosto, basta qualche dato economico sfavorevole per scatenare movimenti selvaggi nei mercati. Anche la Federal Reserve ha chiarito che reagirà ai futuri dati economici, il che rende ancora più difficile per le aziende pianificare con precisione le loro IPO, cercando di collocarsi in un periodo favorevole tra i rapporti mensili sull’occupazione e altri indicatori economici chiave.

Nonostante le incertezze, molti analisti sono ottimisti sul fatto che una ripresa delle IPO sia inevitabile, anche se potrebbe non arrivare tanto velocemente quanto alcuni sperano. Le condizioni di mercato non sono ancora favorevoli, soprattutto a causa delle turbolenze politiche e delle preoccupazioni macroeconomiche, ma con l’avvicinarsi del 2025, ci sono segnali che potrebbero indicare un ritorno della fiducia e delle operazioni sul mercato delle IPO.

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