Ecco il il Paese con più riserve di petrolio al mondo. Supera anche Russia e Stati Uniti

Flavia Provenzani

11 Maggio 2026 - 10:16

È questo il Paese che possiede le maggiori riserve di petrolio al mondo: supera Arabia Saudita, Russia e Stati Uniti. Ecco perché resta strategico per l’economia globale.

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Quando si parla di petrolio e dei Paesi che, nell’immaginario, posso vantarele maggiori riserve al mondo, vengono subito alla mentre Stati Uniti, Russia e Arabia Saudita. Sono loro a dominare la scena internazionale per produzione ed esportazioni nel settore petrolifero. Ma se guardiamo a un parametro ben preciso - quello delle riserve petrolifere accertate - il Paese più ricco di greggio al mondo è un altro: il Venezuela.

Secondo i dati diffusi dall’OPEC e dai principali database energetici internazionali, il Paese sudamericano possiede oltre 300 miliardi di barili di riserve petrolifere provate, un quantitativo che supera quello dell’Arabia Saudita e distanzia nettamente anche Russia e Stati Uniti. Una cifra enorme, che rende il Venezuela il primo detentore mondiale di petrolio.

Il dato può sorprendere perché l’economia venezuelana vive da anni una profonda crisi e la produzione nazionale di greggio è molto inferiore rispetto ai grandi colossi energetici globali. Eppure, sotto il suolo del Paese si trova una delle più grandi ricchezze naturali mai registrate nel settore energetico.

Il Venezuela guida la classifica mondiale delle riserve

Le cosiddette “riserve provate” indicano le quantità di petrolio che possono essere estratte con ragionevole certezza utilizzando le tecnologie disponibili e in condizioni economiche sostenibili. È questo il parametro utilizzato dagli organismi internazionali per confrontare i diversi Paesi produttori.

Secondo le ultime rilevazioni disponibili, ecco la classifica dei Paesi per barili di petrolio accertati:

  • Venezuela: 303,8 miliardi di barili di petrolio;
  • Arabia Saudita: circa 267 miliardi di barili di petrolio;
  • Iran: 208,6 miliardi di barili di petrolio;
  • Canada: 170,3 miliardi di barili di petrolio;
  • Iraq: 145,5 miliardi di barili di petrolio;
  • Kuwait: 101,5 miliardi di barili di petrolio;
  • Emirati Arabi Uniti: 97,8 miliardi di barili di petrolio;
  • Russia: 80 miliardi di barili di petrolio;
  • Stati Uniti: 47,1 miliardi di barili di petrolio.
  • Libia: 48,3 miliardi di barili di petrolio;

Una parte significativa di queste risorse si trova nella cosiddetta Fascia Petrolifera dell’Orinoco, una vasta area situata nella parte orientale del Paese. Si tratta di uno dei più grandi giacimenti di greggio extra-pesante del pianeta.

Il petrolio c’è, ma estrarlo è difficile

Possedere immense riserve non significa automaticamente riuscire a trasformarle in ricchezza. Il Venezuela ne è probabilmente il caso più evidente.

Nonostante il primato mondiale nelle riserve, il Paese produce oggi molto meno petrolio rispetto al passato. Negli anni ’90 il Venezuela era uno dei principali esportatori mondiali di greggio, con una produzione superiore ai 3 milioni di barili al giorno, ma negli ultimi anni la produzione è crollata. Colpa, anzitutto, di anni di instabilità politica e crisi economica, ma anche delle sanzioni internazionali, che hanno limitato investimenti e accesso ai mercati finanziari.

A tutto questo si aggiungono problemi infrastrutturali e tecnologici, dato dal fatto che gran parte del petrolio venezuelano è molto pesante e necessita di processi di raffinazione complessi e costosi. L’estrazione del greggio nella regione dell’Orinoco richiede tecnologie avanzate, di conseguenza grandi investimenti, elementi che sono venuti meno negli ultimi anni a causa della difficile situazione economica del Paese.

Stati Uniti e Russia restano i giganti del mercato

Se il Venezuela domina la classifica delle riserve, Stati Uniti e Russia mantengono invece una posizione centrale nella produzione globale.

Gli USA sono diventati negli ultimi anni il maggiore produttore mondiale di petrolio grazie alla rivoluzione dello shale oil, resa possibile dalle tecniche di fratturazione idraulica e perforazione orizzontale.

Anche la Russia continua a essere uno dei principali esportatori mondiali di greggio e gas naturale, nonostante le tensioni geopolitiche e le sanzioni occidentali introdotte dopo il conflitto in Ucraina.

Ormai è evidente. Il peso internazionale nel settore energetico non dipende, almeno non solo, dalla quantità di petrolio presente nel sottosuolo, ma contano anche infrastrutture, stabilità politica, investimenti, tecnologia e capacità di esportazione.

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