Finanza islamica ed Europa, l’alleanza possibile: un’opportunità per attrarre i capitali del Golfo.
L’integrazione tra la finanza islamica e quella europea potrebbe offrire enormi opportunità strategiche per attrarre capitali esteri, promuovere l’inclusione sociale e favorire gli investimenti etici.
A patto di saperne riconoscere il valore e avere una classe politica lungimirante e in grado di comprendere i vantaggi di questa strategia d’integrazione. Le sinergie tra le due finanze si basano sull’allineamento dei principi della finanza islamica con quelli della moderna finanza occidentale, in particolare attraverso l’adesione a criteri di sostenibilità, quali gli ESG (ambientali, sociali e di governance).
I divieti fondamentali per la finanza islamica (come l’usura, la speculazione estrema e il finanziamento di attività immorali o haram come alcol e gioco d’azzardo) si sovrappongono in gran parte con i parametri dei fondi di investimento sostenibili ed etici (ESG) europei. Inoltre, l’offerta di prodotti finanziari conformi alla Shari’a facilita l’accesso al credito e ai servizi bancari per le comunità musulmane europee, riducendo l’esclusione finanziaria e migliorando l’integrazione economica.
Ancora, gli istituti finanziari e i fondi sovrani dei Paesi mediorientali (come i Paesi del Golfo) gestiscono capitali enormi. Integrare strumenti come i Sukuk (obbligazioni islamiche) nel mercato europeo consentirebbe quindi di finanziare grandi progetti infrastrutturali e attrarre liquidità internazionale, come dimostrato dall’esperienza del Regno Unito. Infine, il modello islamico della Musharakah (condivisione di profitti e perdite) promuove un’economia reale basata sul partenariato, offrendo un’alternativa valida ai prestiti basati esclusivamente sul tasso di interesse, a tutto vantaggio della stabilità delle PMI.
Le sfide dell’integrazione europea
Nonostante le potenzialità, l’integrazione dei due sistemi finanziari deve oggigiorno superare ancora alcuni ostacoli strutturali e normativi. Il sistema europeo è infatti tradizionalmente basato sul pagamento e l’incasso di interessi (finanza convenzionale). Per facilitare l’integrazione dei due sistemi finanziari, i mercati finanziari europei stanno adottando il modello del sistema duale, che consente di affiancare alla finanza classica delle «finestre islamiche» (Islamic windows) all’interno delle banche tradizionali. A livello accademico e istituzionale, come discusso in recenti convegni presso la Camera dei Deputati, l’Italia e l’UE stanno valutando come integrare questi principi nel quadro giuridico nazionale per sbloccare il potenziale di questa sinergia.
I Sukuk e il Takaful
I Sukuk e il Takaful sono l’equivalente per la finanza islamica rispettivamente delle obbligazioni e delle assicurazioni tradizionali di diritto europeo. Funzionano escludendo il concetto di interesse (Riba) e di azzardo (Gharar), sostituendoli con la comproprietà di beni reali e la solidarietà reciproca.
Ecco come funzionano nel dettaglio e come si possono integrare nel sistema finanziario europeo:
1) I Sukuk («Obbligazioni» Islamiche)
A differenza di un’obbligazione europea intesa in senso classico, che rappresenta un debito del finanziatore e paga un interesse fisso, il Sukuk rappresenta una quota di comproprietà su un bene tangibile o su un progetto specifico. L’investitore non riceve interessi, ma una quota dei profitti generati dall’investimento (ad esempio, l’affitto di un immobile o i ricavi di un’infrastruttura). Se il progetto fallisce o non genera profitto, l’investitore subisce la perdita. Il rischio è quindi condiviso tra l’emittente e il finanziatore. Grandi hub finanziari come quelli di Londra, Lussemburgo e Francoforte emettono già regolarmente Sukuk, che vengono utilizzati principalmente per finanziare grandi opere pubbliche, ospedali e reti di trasporto, offrendo ai governi europei una fonte alternativa di liquidità a lungo termine proveniente dai fondi sovrani del Golfo.
2) Il Takaful (assicurazione islamica)
Le assicurazioni tradizionali così come comunemente da noi intese sono vietate dalla Shari’a perché si basano sull’elemento dell’incertezza (si compra una polizza senza sapere se l’evento avverrà mai, e la compagnia guadagna sui premi raccolti). Il Takaful risolve questo problema introducendo il principio della mutua assistenza (Takaful significa letteralmente «garanzia reciproca»). Come funziona? I partecipanti versano un contributo (premio) in un fondo comune gestito da una compagnia (Takaful Operator). Il fondo viene utilizzato esclusivamente per risarcire i membri che subiscono un danno. I soldi non utilizzati non si traducono in un profitto per la compagnia, ma vengono reinvestiti in attività etiche o ridistribuiti ai partecipanti a fine anno. Questo modello si sposa perfettamente con il concetto di economia sociale e mutuo soccorso già radicato da tempo in Europa. Le compagnie assicurative europee possono creare filiali Takaful per intercettare sia i cittadini musulmani sia i risparmiatori etici non musulmani, attratti dalla totale trasparenza sulla gestione del denaro.