È tardi per comprare azioni della difesa? 3 titoli da avere in portafoglio

Claudia Cervi

7 Marzo 2025 - 14:24

Da inizio anno questi 3 titoli sono saliti del 50%, 78% e 94% e mostrano forti segnali di ipercomprato. Ma rappresentano una scommessa per il futuro, secondo gli analisti.

È tardi per comprare azioni della difesa? 3 titoli da avere in portafoglio

È tardi per comprare azioni della difesa? Il settore della difesa ha registrato un rally straordinario, con l’indice STOXX Aerospace and Defence salito del 170% dall’invasione dell’Ucraina, raggiungendo una capitalizzazione di mercato di 514 milioni di dollari.

Di fronte a questi numeri, la domanda che molti si pongono è: le azioni della difesa possono crescere ancora? Secondo gli analisti, la risposta è sì, ma la strategia vincente non è puntare sui titoli già esplosi, bensì su quelli che non hanno ancora espresso tutto il loro potenziale rialzista e che potrebbero beneficiare dei piani europei sempre più ambiziosi per incrementare la spesa militare. Quest’ultima potrebbe superare il 3% del Pil, diventando una priorità strategica per i governi del continente, soprattutto per Paesi come Italia e Spagna, ancora al di sotto della soglia NATO del 2%.

Gli analisti di Citi sottolineano come questa dinamica possa dare una spinta alla crescita economica dell’Eurozona nei prossimi anni. L’incertezza geopolitica, alimentata dai dubbi sul ruolo futuro degli Stati Uniti come garante della sicurezza europea, sta spingendo i leader del continente a rafforzare i bilanci della difesa. Un segnale concreto è arrivato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha proposto un nuovo strumento da 150 miliardi di euro per finanziare le spese militari degli Stati membri, con la possibilità di sbloccare fino a 650 miliardi di euro nei prossimi quattro anni. Ma le cifre che saranno stanziate per la difesa europea potrebbero essere superiori.

Con questa prospettiva, alcune società del settore potrebbero beneficiare più di altre della crescente domanda di sistemi di difesa.

Scopriamo quali sono questi titoli e perché potrebbero vedere una crescita esponenziale nel lungo termine.

1) Dassault Aviation

Grafico settimanale azioni Dassault Aviation Grafico settimanale azioni Dassault Aviation Fonte Tradingview

Dassault Aviation è uno dei titoli da avere secondo Citi. Nel 2024, l’azienda ha registrato un incremento del fatturato del 30%, raggiungendo i 6,23 miliardi di euro, mentre l’utile netto è cresciuto del 33% a 924 milioni di euro. Il portafoglio ordini ha toccato un record di 43,2 miliardi di euro, trainato dalle vendite del caccia Rafale e dei jet Falcon. L’aumento della spesa militare europea a oltre il 3% del Pil potrebbe portare a nuove commesse per la società francese quotata su Eurenext.

P/E ratio Dassault Aviation P/E ratio Dassault Aviation Fonte Marketscreener

Nonostante i segnali di forte ipercomprato, la valutazione di Dassault è considerata ancora ragionevole con un P/E ratio di 16,7x nel 2024, inferiore alla media degli ultimi 11 anni pari a 24,8x.

2) Leonardo

Grafico settimanale azioni Leonardo Grafico settimanale azioni Leonardo Fonte Tradingview

Leonardo è l’azienda italiana della difesa, rinomata per i suoi elicotteri, l’elettronica e i sistemi di combattimento. L’azienda è fortemente integrata nei principali progetti europei, tra cui il jet da combattimento Tempest di nuova generazione, un programma strategico per il futuro dell’aerospazio e della difesa nel continente.

Nonostante il titolo abbia già raggiunto nuovi massimi, oltre i 46 euro, ci sono diversi fattori che potrebbero spingerlo ancora più in alto. Secondo Equita Sim, durante il prossimo summit NATO di giugno potrebbe essere approvato un aumento della spesa militare fino al 3,5% del Pil, con un incremento dell’8% delle risorse destinate all’equipment. Per l’Italia significherebbe un extra-budget di 30-35 miliardi di euro, una cifra che andrebbe a beneficio diretto di Leonardo. Se queste previsioni venissero confermate, il titolo potrebbe continuare la sua corsa, dato che le attuali stime di Banca Akros – che mantiene un giudizio “accumulate” sul titolo – si basano su una spesa militare ferma al 2,5%. Un titolo da accumulare nonostante le valutazioni elevate, ma con cautela, a causa della sensibilità del settore agli eventi geopolitici e ai vincoli di bilancio. Questi fattori potrebbero infatti determinare un notevole aumento della volatilità, con conseguenti oscillazioni verso i primi supporti tecnici individuabili in area 35, in corrispondenza dei massimi del 2000.

Leonardo - Conto economico previsionale Leonardo - Conto economico previsionale Fonte Marketscreener

Nel breve termine, un driver che potrebbe rafforzare (o smorzare) il momentum è l’aggiornamento del piano strategico e delle nuove guidance per il 2025, che sarà pubblicato l’11 marzo. Questo appuntamento potrebbe rappresentare un ulteriore catalizzatore per il titolo, consolidando la visione di crescita a lungo termine.

3) Rheinmetall

Grafico azioni Rheinmetall Grafico azioni Rheinmetall Fonte Tradingview

Rheinmetall è uno dei titoli che sta traendo maggior vantaggio dall’aumento della spesa militare ed è spesso definito la “Nvidia della difesa europea”. Si tratta della più grande azienda di difesa tedesca, specializzata nella produzione di carri armati, veicoli blindati e munizioni critiche. A differenza di altri player del settore, ha un’esposizione minima ai contratti di difesa statunitensi – e quindi ai possibili dazi imposti da Trump – mentre beneficia pienamente dell’espansione del bilancio tedesco per la difesa.

Secondo indiscrezioni di stampa, il nuovo governo di Berlino sta pensando di creare due fondi speciali da 1.000 miliardi di euro per la difesa e le infrastrutture. Tuttavia, il percorso per ottenere il via libera ai nuovi investimenti militari non è scontato e richiede un ampio consenso politico, che potrebbe concretizzarsi entro il 24 marzo. Se confermato, Rheinmetall potrebbe continuare a crescere nel lungo periodo.

Gli analisti di Intesa Sanpaolo stimano che, se la Germania riuscisse a lanciare un fondo straordinario per la difesa da 400 miliardi di euro in dieci anni, la spesa del Paese nel settore potrebbe salire tra i 90 e i 110 miliardi di euro annui, pari al 2,25-2,75% del Pil, o anche oltre.

Nel frattempo, l’azienda ha già avviato la riconversione di alcuni stabilimenti, trasformando impianti destinati alla componentistica per l’industria automobilistica in siti di produzione di componenti meccanici per uso militare. I numeri confermano questa evoluzione: nei primi nove mesi del 2024, l’utile operativo del comparto armi e munizioni è quasi raddoppiato a 339 milioni di euro, mentre la divisione automobilistica ha segnato un calo del 3,8%, con profitti scesi a 74 milioni di euro.

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