È caccia ai nostri risparmi, Italia alla canna del gas

Laura Naka Antonelli

31 Ottobre 2024 - 18:17

Italia mollata sempre di più dalla BCE. E prima o poi scadrà anche il PNRR. Assalto al risparmio in atto? I nostri soldi fanno gola allo Stato.

È caccia ai nostri risparmi, Italia alla canna del gas

Un forziere che vale ben 5.000 miliardi di euro, con flussi annui che ammontano 400 miliardi di euro: è il risparmio degli italiani, di cui oggi sono tornati a parlare tutti, in occasione dell’evento “La 100esima giornata mondiale del risparmio”, organizzato come ogni anno dall’ACRI. Un risparmio che, indubbiamente e da anni, fa gola allo Stato italiano, come ha già dimostrato l’esperimento, ancora vivo e vegeto, del BTP Valore, voluto a tutti i costi dal governo Meloni.

L’obiettivo delle istituzioni e associazioni varie è chiaro: stimolare la crescita del PIL e risanare le casse stremate da un debito pubblico dell’Italia attraverso il canale del risparmio.

Un risparmio, quello dell’Italia, che fa gola non solo a uno Stato stremato dal debito pubblico, ma anche alle banche, a Piazza Affari, alle imprese, all’economia tutta.

Un risparmio bazooka che vale 5 trilioni di euro

Lo ha detto lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella, parlando dall’Auditorium della Tecnica di Roma, dove si è tenuto l’evento di oggi, quest’anno con il seguente tema: “1924-2024. Cento anni di cultura del risparmio”:“La ragione dell’inserimento nella Costituzione del tema risparmio risiede in questo: il risparmio è esso stesso un valore, per il futuro delle famiglie, per il futuro del Paese”.

A quantificare la potenza di fuoco in mano ai risparmiatori italiani è stato, aprendo la 100esima giornata mondiale del risparmio il presidente dell’Acri, Giovanni Azzone, che ha ricordato che negli ultimi 10 anni “il risparmio degli italiani ha continuato a crescere, arrivando oggi a superare 5mila miliardi, attestando l’Italia ai primi posti tra i Paesi della Ue per propensione al risparmio, pur se con una distribuzione non omogenea sul territorio e tra classi di età”. Una ricchezza finanziaria degli italiani che nel 2023 è ammontata, per la precisione, a 5.216 miliardi, ergo a più di 5 trilioni di euro: ottima notizia, se non fosse che una grande parte di questo risparmio rimane utilizzata.

Risparmio, dunque, non solo come soluzione a cui sarebbe magari il caso di ricorrere per accelerare gli investimenti in Italia e per risolvere una volta per tutte l’eterno nodo di un debito pubblico che finisce per erodere la crescita e per strappare con gli interessi da pagare risorse alla spesa pubblica, a sua volta con le mani legate a causa dei conti perennemente in rosso: risparmio, soprattutto per il suo DNA di tesoretto, anche come una occasione mancata per l’Italia.

Tra l’altro l’Italia rimarrà orfana tra un po’ anche dell’altro assist che la BCE di Christine Lagarde, in un momento in cui, in tempi di crisi, continua a riportare una crescita del PIL che non riesce ad andare oltre lo zero virgola e in cui è palpabile anche lo scetticismo nelle grandi ambizioni del governo Meloni. Tanto che, secondo qualcuno, non ce la farà.

“Assalto al risparmio”: no ai soldi sotto il materasso, troppa liquidità ferma nelle banche

Lo ha detto lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella, parlando dall’Auditorium della Tecnica di Roma, dove si è tenuto l’evento di oggi, quest’anno con il seguente tema: “1924-2024. Cento anni di cultura del risparmio”:“La ragione dell’inserimento nella Costituzione del tema risparmio risiede in questo: il risparmio è esso stesso un valore, per il futuro delle famiglie, per il futuro del Paese”.

Problema: tanta ricchezza viene lasciata parcheggiata, e non è solo per colpa, se di peccato si vuole parlare, degli italiani che, contrariamente allo Stato spendaccione, rimangono attaccati all’idea dei soldi sotto il materasso.

Responsabilità sono da ravvisare anche nel fisco, come ha detto il numero uno dell’ABI, Antonio Patuelli:

La pesante tassazione esistente in Italia spinge tante volte i risparmiatori italiani ad investire all’estero ”.
Segue l’appello, secondo cui è necessario intervenire subito per sfruttare questo immenso bazooka:

Occorre correggere presto tutto questo, perché la tutela dei risparmiatori è una necessità etica e strategica per l’Italia”.

Ed è una necessità soprattutto per le casse dello Stato, flagellate dalla piaga del debito, viene da dire.

Tutti gli appelli lanciati oggi sono stati, di fatto, a favore di un risparmio da canalizzare il più possibile a favore dell’Italia e della sua economia, così come del suo tessuto imprenditoriale, ovviamente anche nei prodotti finanziari offerti dalle banche.

Il presidente dell’ABI Patuelli ha ricordato che il risparmio degli italiani, se “ben collocato tramite le banche è e sarà sempre più determinante fattore di sviluppo e di occupazione e di sottoscrizione del debito pubblico ”.

Per questo, basta alla zavorra rappresentata dalla tassazione, particolarmente elevata:

Chiediamo che le leggi tributarie rispettino meglio il risparmio, che oggi è gravato dall’imposta ordinaria del 26%, che si aggiunge alla pressione fiscale sulle società quando in esse viene investito”.

Patuelli ha fatto notare che sul risparmio e sulla liquidità nei conti correnti, pesa anche “l’imposta di bollo che è una patrimoniale da abolire”.

Dal canto suo il presidente dell’ACRI Azzone ha parlato di quella che ha definito la “ cosiddetta immobilità del risparmio ”, ovvero di quei soldi degli italiani che rimangono inchiodati e fermi sui conti correnti:

“Nel nostro Paese è prevalentemente fermo sui conti correnti. Solo una minima percentuale viene investita in aziende che operano sul territorio nazionale e che possono generare occupazione e creare valore condiviso. Il Governo ha allo studio alcune misure per incentivare e accompagnare una radicale inversione di tendenza in questo campo, che potrebbe rivelarsi un potente volano di crescita per il sistema economico nazionale”.

Bankitalia, Panetta cita l’art. 47 della Costituzione

A parlare anche il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta che, riferendosi al risparmio degli italiani, ha snocciolato la cifra astronomica pari a 400 miliardi di euro, citando nel suo discorso l’articolo 47 della Costituzione:

“Risparmio e progresso economico e sociale sono strettamente connessi. Lo riconosce la Costituzione italiana, quando all’articolo 47 stabilisce che «la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme»”.

Panetta ha ripercorso la storia del risparmio degli italiani ricordando che, dal secondo dopoguerra ai primi anni novanta le famiglie italiane hanno risparmiato in media un quarto del reddito ogni anno. Una diminuzione delle somme accantonate dagli italiani ha iniziato a manifestarsi negli anni ’80, ha fatto notare, per poi accelerare il passo a partire dal 1992, e ““stabilizzarsi al 10 per cento in questo secolo”.

Diversi sono stati i motivi della frenata del risparmio citati da Panetta, tra i quali “la crisi valutaria del 1992 e il successivo consolidamento fiscale”: fattori che “hanno compresso il reddito disponibile, inducendo le famiglie a diminuire il saggio di risparmio al fine di sostenere i consumi.

Anche “il calo dei tassi di interesse determinato dall’introduzione dell’euro e il migliore accesso al credito hanno favorito il consumo corrente rispetto a quello futuro” a partire dagli anni ’90.

Il risparmio degli italiani ha poi pagato a caro prezzo alcune crisi che hanno travolto l’Europa, come la crisi finanziaria del 2008, quella dei debiti sovrani dell’area euro, e la pandemia Covid-19.

A limare il risparmio, anche fattori demografici, ha puntualizzato il numero uno di Bankitalia, tra cui, ovviamente, “l’invecchiamento della popolazione”, così come le minori risorse che soprattutto i giovani, alle prese con bassi redditi, sono riusciti a mettere da parte.

Nonostante questo, il risparmio degli italiani si conferma enorme. Così Fabio Panetta:

“Il flusso annuo di risparmio privato supera oggi i 400 miliardi, un quinto del reddito nazionale. Solo parte di esso, tuttavia, finanzia gli investimenti in Italia. Nel quinquennio precedente la pandemia le risorse interne impiegate all’estero sono ammontate in media al 2,5 per cento del prodotto; se utilizzate per finanziare capitale produttivo in Italia, avrebbero accresciuto gli investimenti di quasi un quinto”.

ABI, Patuelli: manca poco alla scadenza di PNRR. E la BCE compra meno BTP

Risparmio dunque per far crescere l’Italia, e risparmio ovviamente come medicina per sanare la piaga del debito.

Nel parlare di risparmio, proprio la piaga del debito dell’Italia è stata tirata fuori più volte. Patuelli ha per esempio ricordato che “occorre essere pienamente consapevoli che manca poco tempo alla scadenza del PNRR e che la BCE compra sempre meno titoli di Stato anche dell’Italia”.

Sono destinati a scadere, di fatto, proprio quegli strumenti che hanno consentito ai BTP dell’Italia di non finire, in tutti questi anni, nelle fauci degli speculatori: vicina è la fine dei giochi, in primis, per quello shopping sfrenato lanciato dalla BCE ai tempi in cui presidente era l’ex premier Mario Draghi che, secondo alcuni critici, non avrebbe fatto altro che gonfiare il valore dei titoli di stato italiani, facendo crollare i loro rendimenti.

Sarebbe dunque ora di sfruttare questo risparmio degli italiani che rimane imbalsamato. Come ha ribadito il presidente dell’ACRI “il risparmio non è neutro. Può rimanere circoscritto, allargando di fatto le disuguaglianze esistenti, o può essere investito e creare valore per la comunità, trasformarsi in bene collettivo: finanziando infrastrutture energetiche, di telecomunicazione e di trasporto per rendere più attrattivo il nostro territorio, sostenendo la crescita delle imprese per creare nuovi posti di lavoro, supportando il Terzo settore per rafforzare la coesione sociale nel Paese”.

Occhio anche a quanto ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, anche lui intervenuto alla 100esima Giornata mondiale del risparmio.

Nel sottolineare che il risparmio continua a svolgere il suo ruolo di “presidio a fronte di eventi imprevisti”, Giorgetti ha rimarcato la necessità che in Europa si realizzino “le transizioni verde e digitale, il rafforzamento della difesa comune e lo sviluppo di nuove infrastrutture”.

Ma i soldi?

Giorgetti ha la risposta: c’è bisogno di “ingenti investimenti che non potranno essere soddisfatti solo da fonti pubbliche, dati i vincoli di bilancio esistenti. Occorrerà mobilitare anche il risparmio privato, che assumerà di nuovo il ruolo di risorsa fondamentale per lo sviluppo”.

Messa di fronte all’impresa a quanto pare titanica di far scendere il suo debito, l’Italia finora non ce l’ha fatta: non ce l’ha fatta con la BCE, e a quanto pare non ce la sta facendo neanche con il PNRR, se si considera che nel terzo trimestre del 2024 il suo PIL ha riportato una crescita pari a zero nonostante i fondi europei. Assalto al risparmio, unica soluzione per cercare di salvare il salvabile?