Doppiatori in sciopero denunciano il pericolo del doppiaggio virtuale con l’Intelligenza Artificiale

Enrica Perucchietti

15/03/2023

Con le «cessioni dei diritti», la voce dei doppiatori può essere manipolata, replicata e data in pasto a strumenti di «machine learning» senza che il doppiatore ne sia consapevole.

Doppiatori in sciopero denunciano il pericolo del doppiaggio virtuale con l’Intelligenza Artificiale

Da settimane continua lo sciopero delle cosiddette Voci nell’Ombra, che prolungano il loro silenzio, con il conseguente ritardo nella consegna dei prodotti cinematografici e delle serie televisive.

A minare le condizioni di lavoro non ci sono solo questioni contrattuali ma anche il doppiaggio virtuale creato con l’Intelligenza Artificiale.

I motivi dello sciopero

I doppiatori sono in sciopero dal 21 febbraio per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale relativo ai professionisti del doppiaggio (non solo attori-doppiatori, quindi, ma anche direttori, assistenti, dialoghisti-adattatori). Chiedono il rinnovo di un contratto di lavoro fermo al 2008, il miglioramento delle condizioni di lavoro e una tutela contro quella che è considerata sempre più una minaccia reale legata alla cessione dei diritti e un loro utilizzo improprio, ovvero l’Intelligenza Artificiale.

Una novità della trattativa è proprio rappresentata dall’accento posto sul pericolo dell’utilizzo delle Intelligenze Artificiali nell’ambito del doppiaggio. Al centro della denuncia ci sono le liberatorie che potrebbero essere sfruttate per estromettere i doppiatori dal loro lavoro. «L’avvento della nuova tecnologia rischia di sostituire la categoria, fiore all’occhiello della nostra industria cinematografica», si legge nel comunicato dell’Associazione Nazionale Attrici e Attori Doppiatori (ANAD).

Il pericolo dell’IA nel doppiaggio

IA addestrate tramite un processo di machine learning sono ormai in grado di replicare in modo sempre più realistico le voci delle persone. Un esempio su tutti è Vall-E, uno strumento di Microsoft che, una volta ricevuto un input di tre secondi con la voce da replicare, riesce a riprodurne il timbro e le inflessioni dovute alle emozioni, in maniera naturale e difficile da distinguere dalla voce originale.

Nel caso dei doppiatori, questo processo può portare a una manipolazione sistematica che potrebbe mettere a rischio l’intero settore, soppiantando,in un sempre più massiccio porcesso di automazione, anche le Voci nell’Ombra. Il tutto in modo perfettamente legale, visto che le «cessioni dei diritti» che vengono firmate a lavorazione terminata sono ormai talmente generiche che permettono di utilizzare la voce del professionista firmatario nei modi più disparati, e su tecnologie non chiaramente specificate.

La denuncia di questo pericolo viene da Daniele Giuliani, presidente ANAD: «Dopo 12 anni è il momento di rinnovare questo contratto. Il punto di non ritorno è ampiamente alle spalle, ed è arrivato il momento di alzare la voce. A questo si aggiunge anche l’ombra dell’Intelligenza Artificiale, che giura di saper replicare le nostre emozioni e di essere in grado di cancellare il nostro settore».

Alla denuncia di ANAD si aggiunge anche la voce di NUOVO IMAIE, la collecting che rappresenta in Italia e nel mondo più di un milione di Artisti. «Il mondo in cui non si esprimeranno più gli Artisti, ma solo intelligenze artificiali, è un mondo che non ci rappresenta» ha dichiarato Andrea Miccichè, presidente NUOVO IMAIE. «Si tratta di questioni troppo importanti per il futuro di questa insostituibile categoria di professionisti che merita attenzione e la cui dovuta considerazione è garanzia di un lavoro di qualità a beneficio di tutto il comparto audiovisivo».

Anche nel settore del doppiaggio, la battaglia tra le voci umane e quelle artificiali è appena iniziata.