Domani in asta i nuovi slot del BTP Short Term con cedola annua al 2,20%

Stefano Vozza

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Uno strumento ibrido tra il conto corrente e il fondo monetario garantito dallo Stato Italiano e una duration modificata di appena l’1,6

Domani in asta i nuovi slot del BTP Short Term con cedola annua al 2,20%

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Appena archiviato il collocamento del bond retail legato al tasso di crescita dei prezzi nazionali che è già tempo di passare alle aste di fine mese. Venerdì 19 un Comunicato MEF avvisava su due nuove emissioni sovrane per metà settimana. Esse riguardano un BTP€i, un titolo legato al tasso di crescita dell’inflazione europea, e un bond a medio-corto termine.

Analizziamo quest’ultimo nei dettagli e nelle possibili spendibilità di portafoglio. Anticipiamo solo che rende il 4,7% in 20 mesi il BTP Short Term 2,20% del Tesoro di mercoledì 24.

Le caratteristiche dell’obbligazione in scadenza il 28/02/’28

In verità non si tratta di un prodotto ex novo nel senso pieno del termine, ma di altri slot (11° tranche) di debito che aumenteranno l’attuale flottante di 14,4 mld di €. Il titolo ha codice ISIN IT000569241, data emissione 29/01/’26 e scadenza al 28/02/’28, per una durata residua di 1,69 anni.

Trattandosi di un titolo in corso di emissione c’è che vanno conteggiati i dietimi, 118 giorni in questo caso. Cioè i neo acquirenti dello Short Term dovranno pagare al Tesoro il rateo pro tempore già maturato, circa lo 0,71% lordo alla data di regolamento. Essi, infatti, venerdì 26 riceveranno un titolo che ha già maturato 4 mesi scarsi di interessi ma non ne hanno diritto. Dal 28/02 al 26/06 (c’è stata una cedola corta dal 29/01 al 28/02) non hanno prestato i loro soldi alo Stato, per cui si tratta di interessi non di loro pertinenza. Questo perché ad ogni stacco cedola, corta o piena che sia, il Tesoro paga sempre la cedola di competenza, per cui nasce da qui la “stortura” da correggere. Attraverso i dietimi, appunto, posti a carico di chi subentra nella vita fruttifera dell’obbligazione.

L’importo offerto dal MEF è compreso tra i 2 e i 2,5 mld di €, più altri 0,5 andranno via all’asta supplementare. A tal proposito, le prenotazioni vanno fatte entro martedì 23 dato che le due aste si terranno il 24 (l’ordinaria) e il 25 (supplementare). Venerdì 26 andranno regolati tutti i neo titoli assegnati.

Cedola e rendimento lordo e netto attuale

L’obbligazione non promette faville, né le ha promesse ai sottoscrittori della prima ora (prezzo di emissione: 99,10). Tuttavia, oggi il prodotto è più redditizio di allora grazie al fatto che si acquista a leggero sconto sul valore di rimborso finale. Procediamo con ordine.

Il tasso cedola su base annua è del 2,20% del valore nominale del prestito sottoscritto, ma è corrisposto su base semestrale ad ogni 28/02 e 28/08. Al netto della trattenuta fiscale del 12,50% siamo sull’1,925%, lo 0,9625% ogni 182-183 giorni.

A dare manforte ai guadagni ci pensa l’attuale quotazione sotto la pari. Il bond ha chiuso la scorsa ottava a 99,06 per cui lo si acquista con l’1% di sconto sul valore di rimborso finale, 100. Ai corsi attuali l’effettivo a scadenza sale al 2,78% (2,49% netto) per un rendimento totale, da qui ai prossimi 20 mesi, del 4,7% lordo. Certo, non sappiamo quale sarà l’effettivo rendimento esitato all’asta di mercoledì, per cui è più corretto usare il condizionale (“dovrebbe rendere”).

In valori assoluti, dovrebbero arrivare 96,25 € netti ogni 182 giorni su un ipotetico investimento di 10mila €. In tal caso il controvalore iniziale sarebbe di 9.906,00 € più 71 € circa di rateo lordo oltre alle commissioni alla propria banca. In cambio il titolo produrrà 4 cedole piene di 110 € lordi l’una (96,25 € netto) più 94 € lordi di capital gain a scadenza. A grandi linee, 410 € scarsi netti in 20 mesi, ma sempre alla condizione che il prezzo esitato mercoledì sia 99,06, altrimenti i calcoli andranno corretti.

Il bond genererà un ritorno reale positivo?

Difficile sperare di acquistarlo a chissà quali prezzi ancora più scontati, a prescindere da quello prossimo a venire. Da gennaio ad oggi l’obbligazione ha formato un minimo a 98,33 a fine marzo, e un massimo a 100,53, a fine febbraio. La duration modificata è di appena l’1,61 quindi con un rischio di mercato molto, molto contenuto. Tradotto, i corsi si muoveranno sul MOT senza voli pindarici sotto o sopra la parità. A semplificare al massimo, tra pochi altri mesi si inchioderanno nel range 99-101 e più di tanto non andranno (salvo cataclismi).

Ora chiediamoci se il BTP Tf 2,2% Fb28 ha la forza di generare un rendimento reale positivo a scadenza. Secondo i dati di Banca d’Italia le stime per l’anno in corso parlano di inflazione al rialzo al 3,1%, poi del 2% nel ’27 e dell’1,9% nel ’28. Procedendo per approssimazioni, possiamo stimare un 1,55% (la metà di 3,1%), più un 2% e uno 0,3% (1,9% : 12 mesi X 2 mesi) quale tasso di inflazione durante la vita del titolo.

Rende il 4,7% in 20 mesi il BTP Short Term 2,20% del Tesoro di mercoledì 24

In pratica di effettivo, reale, non resterà nulla, nel senso che il netto (di sole tasse) generato basterà per coprire la perdita di potere d’acquisto e le spese alla propria banca. In altre parole, i 10mila investiti sul titolo resterebbero invariati in valore reale a scadenza, malgrado i 410 € scarsi di guadagno da qui al 28/02/’28.

Sempre a patto che da qui ai prossimi mesi non scoppi qualche altro conflitto e/o criticità grave in qualche zona nevralgica del mondo. Laddove questa sciagura si dovesse presentare, al 90% le stime sull’inflazione saranno riviste al rialzo. In quel caso, anche il rendimento reale del BTP Tf 2,2% Fb28 passerà da neutro a negativo.

Morale, tanto nello scenario neutro che in quello catastrofico sarebbe convenuto di più investire nel BTP Italia Sì. Anche nelle peggiori delle ipotesi, infatti, il ritorno reale a scadenza sarebbe stato al 100% sempre positivo.

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