Per il dollaro sarà calo o impennata nel 2020?

Cosa succederà al dollaro nel 2020? Calo o impennata? Le ipotesi

Per il dollaro sarà calo o impennata nel 2020?

Dollaro in focus in questo inizio 2020. Gli analisti tengono sotto osservazione il biglietto verde alla luce degli ultimi eventi economici, finanziari e politici per ipotizzare l’andamento della valuta nell’anno in corso.

Nel mirino degli osservatori ci sono guerra commerciale, decisioni della Fed sui tassi di interesse e sviluppo dei mercati emergenti.

Dopo aver registrato un terribile dicembre, secondo alcuni le cose potrebbero solo peggiorare. Come ipotizzato dallo stratega Georgette Boele di Amro Bank di Amsterdam, il dollaro potrebbe imboccare la strada della debolezza di lungo periodo.

Oppure, stando a quanto valutato da Dominic Bunning, stratega senior di FX presso HSBC, la resilienza mostrata dalla valuta USA durante questi concitati giorni di tensioni in Medio Oriente, è un buon segnale rialzista.

I fattori della debolezza del dollaro

La prospettiva di deprezzamento della valuta prende avvio dagli ultimi mesi del 2019. Il Bloomberg Dollar Spot Index, che confronta il dollaro con 10 valute a livello globale, è sceso del 2% a dicembre. Il calo mensile è stato il più ampio in quasi due anni.

Il biglietto verde ha iniziato a indebolirsi a ottobre 2019, quando USA e Cina hanno cominciato a negoziare una tregua nella disputa commerciale. L’accordo è stato infine confermato dal presidente Donald Trump a dicembre e dovrebbe essere firmato domani, 15 gennaio.

Un altro ostacolo all’avanzamento della valuta statunitense è stata anche la Banca Centrale, che lo scorso anno ha interrotto il ciclo di rialzo dei tassi tagliano ripetutamente il costo del denaro.

La Fed ha un certo margine di manovra per intervenire con ulteriori ribassi nel 2020, e per questo, alcuni analisti si aspettano un dollaro ancora più debole. La pressione verso un intervento in questa direzione potrebbe avvenire se la crescita negli USA restasse piuttosto lenta con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali.

In realtà, stando agli ultimi verbali della Fed, per l’anno in corso questi aggiustamenti dovrebbero essere scongiurati.

Il biglietto verde si rafforzerà?

Non tutti sono convinti che il dollaro continuerà a indebolirsi nel corso del 2020. Gli analisti di Citigroup, per esempio, scommettono che il biglietto verde si rafforzerà contro l’euro e il dollaro canadese in una prospettiva che vede ancora l’economia degli Stati Uniti in cima al resto del mondo.

Anche Goldman Sachs resta ottimista. La banca sostiene che il dollaro scenderà solo se l’euro e lo yuan si apprezzeranno in modo significativo. Per il momento, però, questo scenario appare improbabile.

Dominic Bunning di HSBC osserva che esistono almeno 2 condizioni che possono favorire un rally dell’USD durante l’anno: le politiche delle banche centrali nei Paesi più sviluppati e le fluttuazioni nei mercati emergenti.

Per quanto riguarda il primo punto, se la crescita economica rallenterà potrebbe essere necessario ricorrere a ulteriori interventi non convenzionali di politica monetaria, come maggiori iniezioni di liquidità o l’acquisto da parte delle banche centrali di asset.

Sotto osservazione, inoltre, ci sono i mercati emergenti. Qui, solitamente, i guadagni sono molto più bassi di quanto si riesce normalmente ad ottenere dalle riserve finanziarie. Proprio quando i rendimenti nominali arrivano a livelli davvero minimi, potrebbe accadere una sorta di shock e all’improvviso si ottiene quell’aggiustamento del posizionamento dai mercati emergenti e, di conseguenza, il rally dell’USD.

L’andamento delle economie di questi Paesi, quindi, resta in focus per capire se il dollaro sarà in perdita oppure no.

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