Con il divorzio si perde il mantenimento?

Ilena D’Errico

1 Giugno 2026 - 00:47

Con il divorzio puoi perdere il mantenimento stabilito dopo la separazione. Ecco quando e perché.

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La differenza tra separazione e divorzio, soprattutto per quanto riguarda il contributo economico in favore del coniuge più fragile, non è molto intuitiva. Anche per questo, tantissime persone temono di perdere il mantenimento con il divorzio, mentre tante altre sperano di riuscire a evitarne il pagamento. Ecco come funziona.

Assegno di mantenimento e assegno divorzile

Nel parlare comune si usa sempre il termine “mantenimento”, ma bisogna distinguere tra l’assegno di mantenimento, una misura provvisoria che dipende dalla separazione, e l’assegno divorzile, eventualmente stabilito in fase di divorzio. Volendo adottare un’intepretazione tecnica molto letterale si potrebbe tranquillamente dire che con il divorzio si perde l’assegno di mantenimento, in quanto questa misura esiste esclusivamente in fase di separazione. Lo stesso avviene quando c’è la riconciliazione tra i coniugi, peraltro.

Basarsi su questo principio sarebbe però fuorviante, visto che in fase di divorzio potrebbe essere assegnato l’assegno divorzile. Non è l’assegno di mantenimento ma è comunque un contributo economico in favore del coniuge più debole, quindi non si può mai determinare a prescindere se il divorzio farà perdere il mantenimento. D’altra parte, è vero che i due strumenti rispondono a fini diversi e i requisiti per l’assegno divorzile sono più stringenti. L’assegno di mantenimento serve a garantire continuità economica al coniuge più debole, sempre che non abbia ricevuto l’addebito della separazione, colmando parzialmente la disparità economica tra i coniugi.

Ciò dipende principalmente dal fatto che la separazione è per sua natura una fase transitoria, pensata per accompagnare la coppia alla riconciliazione oppure allo scioglimento definitivo dell’unione. Con il divorzio cessa di esistere ogni legame matrimoniale, pertanto l’assegno è dovuto esclusivamente se il coniuge economicamente più debole non ha mezzi sufficienti alla sussistenza, in maniera oggettiva e incolpevole, come pure a riequilibrare i sacrifici fatti durante il matrimonio. Ciò detto, capita frequentemente che l’assegno di mantenimento revocato con il divorzio non sia sostituito da quello divorzile.

Quando si perde il mantenimento con il divorzio

I requisiti stessi dell’assegno divorzile possono far sì che il coniuge beneficiario dell’assegno di mantenimento non ne abbia diritto, di solito perché è autosufficiente economicamente o comunque ha tutti i mezzi e le possibilità per diventarlo. Ciò potrebbe dipendere anche semplicemente dal cambiamento delle condizioni patrimoniali, come nuovi redditi e beni, ma anche semplicemente dalla presenza di capacità lavorativa e dell’insussistenza della funzione perequativa.

La ricompensa dei sacrifici fatti in favore del patrimonio del coniuge durante il matrimonio si prevede per le scelte fatte di comune accordo che hanno inciso sui guadagni e sulla capacità lavorativa del coniuge. La durata del matrimonio e l’età fanno per questo una grande differenza, per esempio.

L’assegno divorzile viene negato o può essere revocato anche quando la stabilità economica si presume dall’inizio di una nuova convivenza stabile oppure dalle nuove nozze del beneficiario. In parallelo, anche i cambiamenti reddituali del coniuge obbligato possono far ridurre, negare o revocare l’assegno divorzile, a seconda dell’influenza del peggioramento economico sulla possibilità di pagare il contributo e delle prospettive future. Si pensi, per esempio, al soggetto obbligato che perde il lavoro o ha un figlio. Infine, non si percepisce l’assegno divorzile anche in caso di accordo tra le parti (magari con pagamento una tantum) o di comportamenti gravi messi in atto contro l’ex coniuge.

In tutti questi casi, comunque, il cambiamento o la scoperta delle circostanze in questione possono determinare la negazione del contributo in fase di divorzio oppure dopo, chiedendone la revisione al tribunale. Considerando che i criteri per beneficiare dell’assegno di mantenimento sono più generosi e che passa del tempo fino al divorzio è facile che si perda il mantenimento dopo il divorzio, ma non è affatto automatico.

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