Come tutti sanno la diversificazione è la pietra angolare di ogni strategia di investimento solida perché agisce come un’assicurazione contro la volatilità specifica del mercato o la volatilità di un singolo titolo. Un modo efficace per diversificare e contemporaneamente generare un flusso di cassa costante è integrare nel portafoglio azioni che pagano alti dividendi.
Oggi è l’ultimo giorno per poter comprare azioni che lunedì 24 novembre staccheranno dei grassi dividendi. Si tratta perlopiù di acconto dividendi, cioè di una parte del dividendo totale, il cui saldo verrà versato a primavera del 2026. Eppure, anche se questo acconto è il 50% di quello che otterrete in totale come dividendi dalle aziende, i rendimenti sono assolutamente interessanti.
Attenzione: si parla qui di rendimenti al lordo della ritenuta del 26% per i percettori che sono classificati come “nettisti” (persone fisiche che hanno optato per questo regime). Per le imprese, invece, il dividendo è incassato al lordo e concorre a formare il reddito di impresa e sarà tassato in bilancio. Per avere il rendimento netto, una persona fisica deve comunque togliere il 26% dal flusso in arrivo dalla società, cosa che fa l’intermediario presso il quale sono custoditi i titoli.
Nelle tabelle sottostanti abbiamo elencato dapprima le società che pagano acconto il 24 novembre e poi i rendimenti assoluti al prezzo di oggi 21 novembre alle ore 12.
| Società | Tipo dividendo | Importo Proposto per Azione (in Euro) | Data Pagamento |
|---|---|---|---|
| UniCredit | Acconto (Interim Dividend) | 1,4282 | 26 novembre 2025 |
| Intesa Sanpaolo | Acconto (Interim Dividend) | 0,186 | 26 novembre 2025 |
| Eni | Acconto (Seconda tranche) | 0,26 | 26 novembre 2025 |
| Mediobanca | Acconto (Interim Dividend) | 0,59 | 26 novembre 2025 |
| Banco BPM | Acconto (Interim Dividend) | 0,46 | 26 novembre 2025 |
| Poste Italiane | Acconto (Interim Dividend) | 0,40 | 26 novembre 2025 |
| Recordati | Acconto (Interim Dividend) | 0,63 | 26 novembre 2025 |
| BPER Banca | Acconto (Interim Dividend) | 0,10 | 26 novembre 2025 |
| Inwit | Straordinario | 0,2147 | 26 novembre 2025 |
| Tenaris | Acconto (Interim Dividend) | 1,4282 | 26 novembre 2025 |
| Banca Ifis | Acconto (Interim Dividend) | 1,2 | 26 novembre 2025 |
| Banca Mediolanum | Acconto (Interim Dividend) | 0,60 | 26 novembre 2025 |
Tenete presente che la data di stacco (24 novembre 2025) è il giorno in cui il titolo viene negoziato EX, cioè senza il diritto al dividendo, mentre la data di pagamento (generalmente due giorni lavorativi dopo, il 26 novembre 2025) è il giorno in cui il dividendo viene effettivamente accreditato agli azionisti. E che se si compra poco prima di uno stacco di dividendi già atteso nel prezzo che paghi, in linea di principio, è già incluso il fatto che ci sarà il dividendo.
Nella tabella successiva abbiamo calcolato i tassi di dividendo (dividend yield). Il rendimento percentuale lordo si calcola dividendo l’importo del dividendo per azione per il prezzo di acquisto del titolo, effettuato fino al giorno prima dello stacco (21 novembre 2025 in questo caso) e moltiplicando per 100.
La formula è:
Rendimento % Lordo = (Dividendo Lordo per Azione \Prezzo Acquisto) x 100
Ecco quindi la tabella con i calcoli basati sui dati di chiusura di ieri, 20 novembre 2025 (prezzi arrotondati e dividendi lordi):
| Società | Importo Dividendo (DPA) | Prezzo di Chiusura al 20/11/2025 (in Euro) | Rendimento % Lordo (Dividend Yield) |
|---|---|---|---|
| UniCredit | 1,4282 | 62,84 | 2,27% |
| Intesa Sanpaolo | 0,186 | 5,646 | 3,30% |
| Eni | 0,26 | 16,296 | 1,59% |
| Mediobanca | 0,59 | 17,76 | 3,32% |
| Banco BPM | 0,46 | 12,60 | 3,65% |
| Poste Italiane | 0,40 | 21,00 | 1,90% |
| Recordati | 0,63 | 50,45 | 1,25% |
| BPER Banca | 0,10 | 10,185 | 0,98% |
| Inwit (Straordinario) | 0,2147 | 7,745 | 2,77% |
| Tenaris | 1,4282 | 17,42 | 8,20% |
| Banca Ifis | 1,20 | 25,18 | 4,77% |
| Banca Mediolanum | 0,60 | 18,63 | 3,22% |
Come detto sopra, questi rendimenti si riferiscono unicamente all’acconto (o tranche) di dividendo staccato il 24 novembre 2025. Per calcolare il rendimento annuo totale (Total Dividend Yield) dovresti sommare tutti gli acconti e saldi di dividendi distribuiti nell’anno fiscale e dividere per il prezzo. Generalmente bisogna moltiplicare per 2 i flussi di cui sopra perché il saldo spesso corrisponde all’anticipo dividendo.
Come vedete, i rendimenti più elevati per questo specifico stacco sono di Tenaris (con un significativo 8,20%, che però è un acconto) e Banca Ifis (4,77%).
I vantaggi dei titoli da dividendo
Tra i vantaggi dell’alto dividendo nel portafoglio spicca anzitutto l’esposizione a un reddito passivo e alla stabilità. Le azioni da dividendo, infatti, offrono un flusso di reddito regolare, spesso trimestrale o annuale. Questo “premio” può mitigare le perdite durante i periodi di ribasso del mercato, poiché fornisce un rendimento anche se il prezzo dell’azione non cresce. Solitamente le azioni con alto dividendo sono meno volatili delle altre azioni. E sono le prime a recuperare terreno nei periodi di rimbalzo azionario post-correzione.
Le società che pagano dividendi elevati e, soprattutto, sostenibili nel tempo, sono tipicamente aziende mature, con flussi di cassa stabili e una gestione finanziaria prudente. Sebbene un rendimento molto alto possa talvolta segnalare eventi straordinari e verificarsi in via eccezionale, una storia di crescita costante nel tempo del dividendo è un forte indicatore di solidità.
Reinvestire i dividendi nelle stesse azioni che lo hanno staccato produce poi l’effetto compunding (il cosiddetto effetto di interesse composto) perché permette di acquistare più quote dello stesso titolo o di altri asset, accelerando in modo significativo la crescita del capitale nel lungo periodo.
Attenzione però alla “trappola” del dividendo
È fondamentale, tuttavia, non cadere nella “trappola” del dividendo. Un dividend yield (rendimento da dividendo) estremamente elevato potrebbe essere causato da un crollo del prezzo dell’azione per eventi non sempre piacevoli, e non da una generosità aziendale. E potrebbe indicare che il mercato teme una riduzione o la sospensione futura della cedola, quando i numeri di bilancio saranno deteriorati.
Per questo motivo, perseguendo una diversificazione efficace, le azioni ad alto dividendo non dovrebbero essere l’unico elemento presente in un portafoglio ben bilanciato, che dovrebbe avere anche:
- azioni growth: titoli di società che reinvestono i profitti per una crescita rapida (spesso con dividendi nulli o bassi);
- obbligazioni o ETF obbligazionari, con l’obiettivo di ridurre la volatilità complessiva del portafoglio. BTP con cedole del 4,5% o del 5% son ancora a portata di mano per i risparmiatori italiani e possono ben bilanciare la volatilità intrinseca delle azioni;
- diversificazione settoriale e geografica, per evitare che problemi in un singolo Paese o settore (come, ad esempio, i bancari o le utilities) compromettano l’intero investimento. È bene inserire anche più settori merceologici nel proprio portafoglio.
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |