Disastro Cina: il commercio crolla e l’allarme è globale

Violetta Silvestri

8 Agosto 2023 - 10:12

Il commercio crolla più del previsto in Cina, aggiungendo tensioni alla già critica situazione economica del dragone. L’allarme è però globale con l’import/export di Pechino così fiacco.

Disastro Cina: il commercio crolla e l’allarme è globale

La Cina continua a deludere con i dati macro, mostrando un crollo peggiore delle attese per la sua cruciale attività commerciale.

I deboli numeri del dragone sull’import/export sono segnali di una fragilità nella ripresa della seconda economia globale ancora profonda, con la possibilità che essa si diffonda su altre aree del mondo visto il ruolo cruciale di Pechino soprattutto nello scambio e nell’acquisto di merci e materie prime.

La lettura deludente della bilancia commerciale cinese, inoltre, è il segnale che il rallentamento della domanda globale sta lasciando il segno, mentre le pressioni interne al dragone hanno pesato sulle importazioni della Cina.

Quanto è grave il tonfo commerciale cinese e quale impatto può causare a livello globale.

Tonfo import/export in Cina: quanto è grave il tonfo?

Le esportazioni e le importazioni della Cina sono diminuite più del previsto a luglio, aggiungendo tensioni su una prolungata crisi commerciale che sta alimentando le preoccupazioni sulle prospettive di crescita per la seconda economia mondiale.

Le esportazioni sono crollate del 14,5% su base annua in termini di dollari, il calo più ripido dall’inizio della pandemia nel febbraio 2020. Le importazioni sono diminuite del 12,4%, il calo maggiore da quando un’ondata di contagi ha colpito la Cina a gennaio e uno dei peggiori degli ultimi anni.

L’aggravarsi del crollo delle importazioni è un riflesso della debole domanda interna, ha commentato Zhang Zhiwei, capo economista di Pinpoint Asset Management Ltd. “La crescita complessiva dei consumi e degli investimenti probabilmente è rimasta piuttosto debole in Cina”, ha aggiunto.

Si prevedeva che la ripresa economica della Cina quest’anno sarebbe stata sostenuta da una forte domanda interna, ma il crollo del mercato immobiliare ha colpito l’edilizia mentre la crescita dei consumi sta rallentando, problemi sottolineati anche da questo quinto mese consecutivo di calo delle importazioni.

In più, le esportazioni cinesi hanno contribuito a sostenere la sua economia durante tre anni di chiusura al mondo, ma hanno faticato nel 2023 quando l’elevata inflazione globale e l’aumento dei tassi di interesse hanno smorzato la domanda dei suoi beni. Le esportazioni sono diminuite di anno in anno in ciascuno degli ultimi tre mesi.

Anche l’attività manifatturiera si è contratta per quattro mesi consecutivi, secondo gli indici dei responsabili degli acquisti, riflettendo un ambiente di esportazione più debole e minando uno dei motori previsti della ripresa economica della Cina.

Il governo del presidente Xi Jinping ha fissato un cauto obiettivo di crescita del 5% quest’anno, il più basso da decenni.

Dalla Cina al mondo: il crollo del commercio è globale

Nel pieno di una vera e propria rivoluzione commerciale a livello globale, intesa a diversificare il più possibile le forniture e le traiettorie delle merci dalla Cina, i dati negativi del dragone hanno un impatto mondiale.

Tra le regioni più colpite dal calo della domanda cinese vi sono Corea del Sud, Giappone, Taiwan, Sudafrica e Canada, che hanno registrato una diminuzione a due cifre. Ciò indica un debole appetito per prodotti elettronici e minerali. Le importazioni dagli Stati Uniti sono calate dell’11,2%, mentre quelle dall’Ue del 3%.

Le spedizioni negli Stati Uniti sono crollate del 23,1% a luglio, secondo i dati doganali. Anche le esportazioni verso altri mercati, tra cui Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Asean, Ue, Brasile e Australia, sono diminuite di percentuali a due cifre.

La Cina in crisi innesca conseguenze globali, per questo è osservata speciale con toni di allerta.

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