Dipendenti pubblici: addio cartellino nella fase 2? La promessa del Ministro Dadone

Antonio Cosenza

20/05/2020

16/06/2021 - 12:08

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Dipendenti pubblici, nuova organizzazione del lavoro nella fase due: secondo il Ministro della Funzione pubblica, Fabiana Dadone, è arrivato il momento di dire addio al cartellino.

Dipendenti pubblici: come sarà il lavoro nella fase due? A rispondere a questa domanda è il Ministro della Funzione Pubblica, Fabiana Dadone, la quale in un’intervista rilasciata alla Stampa ha dato indicazioni su come sarà il ritorno in ufficio per i dipendenti pubblici.

Questa ha annunciato grandi novità per la fase due che potrebbero anche stravolgere per sempre il modo di lavorare dei dipendenti pubblici, ai quali potrebbe essere tolto - ad esempio - il vincolo del cartellino.

A cambiare sarebbe proprio l’organizzazione del lavoro: non più vincolato al tempo da passare in ufficio, quanto al raggiungimento di determinati risultati.

In questi giorni molti uffici pubblici riaprono ma prima bisognerà organizzarsi su come fare per garantire il rispetto delle norme di sicurezza introdotte al fine di limitare il rischio contagio da coronavirus. A tal proposito bisognerà ridurre il numero dei dipendenti pubblici impiegati contemporaneamente in ufficio; ecco perché - ha spiegato la Dadone - ci sarà una larga percentuale di impiegati (poco meno della metà dei contrattualizzati) che resteranno in smart working.

Detto ciò bisognerà pensare ad un nuovo modello operativo per l’organizzazione del lavoro dei dipendenti pubblici; un vero e proprio cambio di mentalità che potrebbe anche comportare l’addio del cartellino.

Dipendenti pubblici: il 40% potrebbe continuare in smart working

Alla domanda su come pensa di organizzare il lavoro nella Pubblica Amministrazione in modo tale da garantire il rispetto di norme e procedure introdotte ai fini di limitare i contagi, il Ministro della Funzione Pubblica, Fabiana Dadone, ha dichiarato che è sua intenzione “mantenere tra il 30 e il 40 per cento dei dipendenti pubblici in smartworking”.

In questa fase due, quindi, non ci sarà per tutti i dipendenti statali il ritorno in ufficio. Una modalità di smart working innovativa che - ci tiene a sottolineare la Dadone - non consisterà nel solo “lavoro da casa” in quanto si punta ad introdurre anche postazioni di co-working in modo da garantire il regolare funzionamento dell’intero flusso operativo.

Non si può negare però che per mettere in atto questo nuovo modello organizzativo è necessario un cambio di mentalità, sia per quanto riguarda il personale che i dirigenti.

La Dadone quindi guarda anche al futuro, consapevole del fatto che il modello organizzativo utilizzato durante l’emergenza possa essere perfezionato in modo tale da confermarlo anche nei prossimi anni.

Dipendenti pubblici: addio al cartellino?

Un modello che si dovrà basare su tre principi: dinamicità, flessibilità e digitalizzazione. Fino ad oggi il modello organizzativo nel pubblico impiego è stato tutto fuorché dinamico e flessibile. Già il fatto che i dipendenti pubblici fossero vincolati al cartellino, lo dimostra.

L’attuale situazione, però, ci fa capire che per essere al passo con i tempi anche il pubblico impiego deve aprirsi a nuove forme di organizzazione. Per questo motivo, dichiara la Dadone, è arrivato il momento di dire “addio al cartellino”, così da abbandonare anche le “polemiche sui furbetti”.

Bisognerà prevedere un sistema dove il singolo dipendente non deve sottostare esclusivamente al rispetto dell’orario di lavoro garantendo un certo numero di ore di servizio; sarebbe più opportuno, infatti, cominciare a “far lavorare per obiettivi, prevedendo delle scadenze giornalieri, settimanali e mensili”.

Come prima cosa, però, bisognerà riconoscere lo smart working come strumento di lavoro all’interno della Pubblica Amministrazione. Se fino a qualche mese fa questo non era ben visto all’interno del pubblico impiego, adesso è “fondamentale che gli alti dirigenti di Stato rinuncino a un pezzo del loro potere e accompagnino la macchina amministrativa verso una trasformazione che non è più rinviabile”.

A tal proposito, la Dadone annuncia di aver già agevolato l’acquisto di tecnologia da parte delle Pubbliche Amministrazioni; adesso quel che resta da fare affinché lo smart working possa essere il più efficiente possibile è “permettere alle diverse banche dati delle nostre istituzioni di parlarsi” così da poter confrontare i dati in possesso delle diverse amministrazioni e ministeri.

Allora sì che il processo di riforma della Pubblica Amministrazione, paradossalmente iniziato a causa dell’emergenza da COVID-19, potrà dirsi completato.

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