Tria: dimissioni smentite dal Mef. Giornata di fuoco

Le dimissioni del Ministro dell’economia Giovanni Tria sono state smentite. Cosa sta accadendo nei corridoi del Governo nel giorno del Def?

Tria: dimissioni smentite dal Mef. Giornata di fuoco

Il Ministro dell’economia Giovanni Tria pronto a rassegnare le proprie dimissioni?

Un’indiscrezione iniziata a circolare ieri sulle prime pagine dei quotidiani nazionali che si è scontrata successivamente con la precisazione, o meglio con la netta smentita del Mef.

Il Ministero ha ribadito che Giovanni Tria non ha alcuna intenzione di dimettersi e assieme ai suoi colleghi continuerà a lavorare all’attesissimo Def, il Documento di economia e finanza che potrebbe vedere la luce già oggi, giovedì 27 settembre.

Dimissioni Tria: l’ipotesi fondata sulle difficoltà del Governo

Alla luce di quanto fino ad ora affermato viene ovviamente da chiedersi perché le parole «Tria» e «dimissioni» siano state affiancate nelle ultime concitate ore di discussioni. Al centro della questione sono state ancora una volta le difficoltà interne al Governo che ha stentato a trovare un accordo sui numeri della manovra.

Il casus belli? Il rapporto deficit/Pil sul quale Tria e Di Maio si sono ripetutamente scontrati, il primo sostenendo una strategia cauta per garantire la sostenibilità del debito, il secondo invece a sottolineare la necessità di sfondare il 2% e di portarsi fino al 2,4%.

Nella giornata di ieri è arrivata l’ultima stoccata del Ministro Tria che, lungi dal rassegnare le proprie dimissioni, ha tuonato contro Di Maio:

“Ho giurato nell’interesse esclusivo del Paese e non di altri. E non sono l’unico ad averlo fatto”.

In altre parole, ben vengano le riforme proposte ma senza mettere a repentaglio i conti ed evitando dunque un’indesiderata fase di instabilità.

L’accordo c’è. Poi lo zero virgola in più o in meno è l’ultimo dei problemi. Nessuno fa o farà gesti eclatanti per uno zero virgola,”

ha invece cercato di rassicurare Salvini.

Alle ore 18:00 di oggi si terrà un importante Consiglio dei Ministri che tuttavia, secondo alcuni osservatori, potrebbe essere nuovamente rimandato. Secondo il Corriere della Sera, le complicazioni sorte nella definizione delle previsioni 2019 su debito e deficit faranno molto probabilmente slittare l’odierna riunione.

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