Lettera Ue, denuncia in Procura per fuga di notizie

Il ministro del MEF Giovanni Tria cerca il responsabile. Dall’Ue risposte entro mercoledì prossimo

Lettera Ue, denuncia in Procura per fuga di notizie

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria, dopo aver avviato un’indagine interna negli uffici di via XX Settembre, ha depositato una denuncia alla Procura della Repubblica per divulgazione di atti secretati e violazione di segreto d’ufficio.

Sotto accusa la fuga di notizie che ha interessato la lettera di risposta ai rilievi sul debito della Commissione europea.

Il titolare del Tesoro vuole andare in fondo alla vicenda e individuare il responsabile, il testo sui conti pubblici italiani, dato in pasto alla stampa, non sarebbe infatti la versione definitiva, ma semplicemente una bozza. Per il numero uno del MEF, la sua pubblicazione avrebbe potuto danneggiare i colloqui avviati con l’Unione europea.

Lettera Ue, si cerca il responsabile della fuga di notizie

“Quel testo non era definitivo, era una bozza incompleta con varie opzioni aperte. Non era pensata per la pubblicazione, non sarebbe dovuta uscire”.

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria, in una intervista al Corriere della Sera, ha espresso il proprio disappunto per la fuga di notizie sul testo della lettera di risposta all’Ue. Il ministro ha condannato l’episodio che ha provocato l’ira del Movimento 5 Stelle, creando il caos in seno al governo.

Il M5S, dopo che la bozza era stata pubblicata, ne aveva contestato i contenuti, rinnegando la paventata riduzione della spesa sociale, con tagli ai cavalli di battaglia dell’esecutivo: Reddito di cittadinanza e Quota 100. Che in quel settore ci fossero più risorse di quanto richiesto dalle domande presentate dai cittadini si sapeva già da tempo, come ha ricordato lo stesso Tria che, nell’intervista al Corriere, ha ribadito:

“Nessuno ha mai pensato a ridurre le prestazioni sociali. Sapevamo dall’inizio che sarebbe stato così, le stime sui costi erano ampiamente prudenziali”.

Dopo le polemiche, per evitare nuove incomprensioni sarebbe stato cancellato dal testo definitivo proprio il passaggio della discordia, come riferito dallo stesso Luigi Di Maio.

Intanto, la Commissione Europea ha già annunciato di aver avviato l’analisi della lettera di risposta dell’Italia. Le conclusioni dall’Ue dovrebbero arrivare entro mercoledì prossimo e c’è chi, come il leader della Lega Matteo Salvini, si prepara a dare battaglia: “vedremo chi avrà la testa più dura”, commenta da Potenza.

Ma dal MEF frenano e ribadiscono l’impegno a rispettare i dettami su debito e deficit imposti dall’Unione.

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