Didattica a distanza: le nuove regole anticipate dal MIUR

Didattica a distanza, il MIUR svela le nuove regole: interrogazione anche per chi è a casa, i voti dovranno avere lo stesso valore.

Didattica a distanza: le nuove regole anticipate dal MIUR

Didattica a distanza: sono in arrivo le nuove regole, un modello organizzativo che sarà utilizzato dall’inizio del prossimo anno scolastico.

Quest’anno la didattica a distanza si è rivelata uno strumento prezioso per completare l’anno scolastico: tuttavia, visto lo scoppio improvviso della pandemia, non è stato possibile dare un’organizzazione uguale per tutti ed è per questo che la DAD ha funzionato meglio in alcune realtà rispetto ad altre.

Tuttavia, per l’anno scolastico che inizierà il prossimo 1° settembre - con l’inizio delle lezioni previsto per il 14 - verranno definite delle regole più precise per la didattica a distanza, anche perché questo strumento rappresenta l’unica soluzione possibile in caso di nuovo lockdown.

A tal proposito, l’edizione odierna de La Repubblica ha dato alcune importanti anticipazioni riguardo alle nuove regole sulla didattica a distanza. Nella serata di martedì 28 luglio, infatti, il Ministro Azzolina ha inviato ai sindacati la bozza delle Linee guida per la didattica digitale integrale. Anticipazioni che la Azzolina ha in parte smentito, sottolineando che non è vero quanto riportato da Repubblica riguardo al fatto che “gli studenti staranno una settimana a casa e una settimana a scuola”.

Tolta questa parte, comunque, il documento ci dà le prime indicazioni su come sarà l’utilizzo della didattica a distanza dal prossimo anno scolastico; vediamo di cosa si tratta.

Didattica a distanza: le nuove regole per studenti e insegnanti

Obiettivo del Ministero dell’Istruzione è definire delle regole chiare e comuni a tutte le scuole riguardo alla didattica a distanza che, ricordiamo, continuerà ad essere complementare alla didattica in presenza nelle scuole secondarie di II grado.

Come prima cosa, si legge che in tutte quelle occasioni in cui gli alunni non potranno stare a casa bisognerà garantire la giusta combinazione tra attività in modalità sincrona (confronto diretto tra insegnanti e alunni) e asincrona (corsi via web, e-mail e messaggi che sono poi postati sui forum online).

Inoltre, i voti assegnati tramite un’interrogazione o un compito effettuato utilizzando gli strumenti per la didattica a distanza dovranno avere lo stesso valore di quelli assegnati in presenza.

Come noto, nelle scuole secondarie di II grado potrà esserci - ma non sarà obbligatoria e soprattutto sarà la scuola a decidere - una turnazione tra studenti in classe e quelli che invece seguiranno la lezione da casa (il tutto per ridurre il numero di alunni nelle aule e garantire il rispetto delle distanze). A tal proposito, nelle linee guida si legge che anche lo studente in didattica a distanza potrebbe essere interrogato: si utilizzeranno gli strumenti informatici per farlo, in modo da connettere il docente in aula con lo studente che si trova a casa.

Tuttavia, dal momento che la didattica a distanza richiede uno sforzo superiore sia per i docenti che per gli alunni, vengono garantite delle pause di 15 minuti, con la durata delle lezioni - sia per chi è in classe che per chi segue da casa - che si riduce a 45 minuti.

Allo stesso tempo sarà richiesta una professionalità ben definita agli insegnanti, i quali si dovranno formare su informatica e altre didattiche innovative, come la classe capovolta, il dibattito, la cooperazione e la gestione delle emozioni degli studenti.

Didattica a distanza: cosa succede in caso di nuovo lockdown?

Le linee guida definiscono anche lo scenario che si verrebbe a creare nel caso in cui le scuole dovessero chiudere nuovamente causa lockdown. Nella bozza del documento inviato ai sindacati si legge che in tal caso bisognerà ricorrere alla didattica a distanza, per un monte ore che non potrà essere inferiore a:

  • 20 ore settimanali di lezione alle superiori e medie;
  • 15 ore settimanali di lezione alle elementari (10 nelle prime classi).

Per le scuole dell’infanzia, invece, basteranno delle videochat.

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