Dichiarazione dei redditi, nuova scadenza al 30 novembre già dal 2019?

Nuova scadenza dichiarazione dei redditi, il Decreto Crescita rinvia al 30 novembre il termine di invio ma non è chiaro se la novità si applicherà già a partire dal 2019. Facciamo chiarezza.

Dichiarazione dei redditi, nuova scadenza al 30 novembre già dal 2019?

Nuova scadenza per la dichiarazione dei redditi: con uno degli emendamenti al Decreto Crescita approvati in Commissione alla Camera viene rinviato il termine ultimo di trasmissione dal 30 settembre al 30 novembre.

La domanda che ci si pone ora è da quando si applicherà la novità che interesserà i contribuenti titolari di partita IVA (e non) che presentano il modello Redditi così come la dichiarazione Irap.

La dichiarazione dei redditi 2019 è la protagonista indiscussa del periodo, non solo perché siamo effettivamente nei mesi in cui ci si appresta a compilarla e trasmetterla all’Agenzia delle Entrate, ma anche per le continue novità, tra ISA precompilati e conseguente proroga del termine per il versamento delle imposte.

Ora il calendario delle dichiarazioni 2019 potrebbe subire una nuova importante modifica, e l’annunciata semplificazione fiscale è per il momento soltanto altra confusione che si aggiunge ad un quadro già di per se caotico per contribuenti e loro intermediari.

Dichiarazione dei redditi, nuova scadenza al 30 novembre già dal 2019?

Per cercare di capire da quando si applicherà la nuova scadenza al 30 novembre per la dichiarazione dei redditi partiamo da quanto previsto dall’emendamento approvato in Commissione alla Camera in sede di conversione in legge del Decreto Crescita.

L’emendamento modifica quando previsto dal DPR n. 322 del 22 luglio 1998, stabilendo che:

  • al comma 1 (dichiarazione dei redditi persone fisiche, società e associazioni) la scadenza per l’invio telematico viene rinviato dal 30 settembre al 30 novembre;
  • al comma 2 (dichiarazione dei redditi soggetti IRES) la scadenza viene rinviata dal nono all’undicesimo mese a quello di chiusura del periodo d’imposta.

L’emendamento nulla specifica in merito alla data di entrata in vigore delle due novità relative alla scadenza per l’invio della dichiarazione dei redditi e, salvo prova contraria, le novità diverranno immediatamente applicabili già dall’anno d’imposta 2019.

In attesa di conferme, la scadenza del modello Redditi e della dichiarazione Irap nel 2019 verrebbe tuttavia ulteriormente rinviata al 2 dicembre, in quanto il 30 novembre cade di sabato.

Scadenza il 30 novembre per il modello Redditi: le “semplificazioni” in corso d’opera

L’approvazione degli emendamenti da parte della Commissione Finanze e Bilancio della Camera rappresenta soltanto uno dei passaggi obbligati che dovrà portare alla conversione in legge del Decreto Crescita.

Si attende ancora il passaggio in Aula, ma in ogni caso il Decreto è in scadenza il prossimo 30 giugno 2019. Sarà questo il giorno in cui sarà possibile trarre le somme sulle novità introdotte.

Quel che è certo è che l’obiettivo è quello di far salire sul carro della crescita anche le misure di semplificazione fiscale contenute nella proposta di legge a firma Ruocco e Gusmeroli, già approvata dalla Camera.

La nuova scadenza del 30 novembre per la dichiarazione dei redditi era proprio una delle novità rientranti nel capitolo delle semplificazioni fiscali che il Governo ha concordato di approvare di fretta.

Se quella ricercata è una semplificazione del sistema fiscale italiano, bisogna constatare che l’effetto ad oggi non è proprio quello sperato. Soprattutto per quel che riguarda la dichiarazione dei redditi, per i titolari di partita IVA sarà un altro anno di caos.

Complice l’introduzione degli ISA al posto degli studi di settore ed il ritardo ingiustificabile dell’Agenzia delle Entrate (che ha lanciato il software di calcolo solo nella giornata del 10 giugno) ancora oggi c’è molta confusione su uno degli adempimenti più importanti del mese, ovvero la scadenza per il versamento delle imposte sui redditi.

Scadenza dichiarazione dei redditi 2019, per le imposte proroga ancora solo annunciata

Ad oggi i titolari di partita IVA non possono ancora definire nel dettaglio il piano dei versamenti delle imposte sui redditi dovute per il 2019.

Sebbene la proroga venga data per certa, ad oggi non vi è traccia dell’atteso decreto che dovrà ufficializzare il rinvio dal 1° luglio al 22 luglio del termine per il versamento Irpef, Ires, Irap e delle altre imposte collegate alla dichiarazione dei redditi.

Sono molti i dubbi e le incertezze. La prima riguarda le scadenze per i contribuenti che sceglieranno di pagare a rate: anche l’attuale calendario per la rateizzazione delle imposte subirà verosimilmente una profonda modifica.

Non mancano le perplessità anche sui soggetti che beneficeranno della proroga del termine di pagamento delle imposte sui redditi 2019. A logica, il differimento al 22 luglio dovrebbe riguardare esclusivamente i contribuenti soggetti agli ISA, ma non sono mancate le voci contrastanti e le indiscrezioni circa una possibile proroga anche per minimi e forfettari.

Bisognerà attendere il decreto ufficiale per avere conferme. Al momento l’unica cosa certa è che se la semplificazione auspicata dal Governo è questa ci aspettano tempi davvero difficili.

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