Di Maio contro Bankitalia: “Da tempo non azzecca previsioni”

Dura la replica del vicepremier al taglio delle stime sul Pil di Bankitalia: “Con gli altri governi le previsioni erano sempre al rialzo”

Di Maio contro Bankitalia: “Da tempo non azzecca previsioni”

Bankitalia? Fa previsioni errate da diversi anni.

Questo il pensiero del vicepremier Luigi Di Maio, intercettato dai giornalisti a margine di un incontro elettorale a Sulmona, in Abruzzo.

Interpellato sul più che mai rumoroso taglio alle stime del Pil arrivato da via Nazionale - 0,6% per il 2019 contro l’1% segnalato in precedenza e lo 0,9 e 1% per 2020 e 2021 - il ministro del Lavoro del governo gialloverde non ha risparmiato critiche per Bankitalia.

Per Di Maio infatti si tratterebbe solo di percentuali figlie di valutazioni errate. In più non mancherebbe un inquadramento politico della cosa secondo il leader dei 5 stelle, che cerca di far luce su una disparità di trattamenti rispetto ai passati governi:

“Non è la prima volta che le stime di Bankitalia finiscono per rilevarsi infondate. Sono diversi anni che non ci prende. Solo che è strano: quando c’erano quelli di prima le stime erano al rialzo, ora invece sono al ribasso”.

Di Maio contro Bankitalia: “Da tempo non azzecca previsioni”

È solo l’ultimo atto delle numerose esternazioni non proprio colme di fiducia da parte del vicepremier nei confronti di banche e agenzie di rating.

A commentare la nota di via Nazionale è stato anche Claudio Borghi, Presidente della commissione bilancio della Camera, che ha parlato di numeri da ricollegare a una fase precedente la manovra:

“I rischi di recessione evidenziati da Bankitalia nella nota di oggi si riferiscono al 2018 e al periodo precedente alla manovra; non fanno altro che confermare la necessità di una manovra espansiva”.

Proprio per questo il governo Lega-5 Stelle sta portando avanti una sfida fatta di scelte che - evidenzia - devono essere comprese e incoraggiate da via Nazionale.

Ospite solo fino a pochi minuti fa a Sky Tg24, Borghi ha affermato che le valutazioni di Bankitalia non devono affatto sorprendere vista la situazione generale dell’economia, ma - ha aggiunto - c’è da augurarsi al più presto cambiamenti:

“Non bastano i mea culpa di Juncker, occorre incentivare i consumi e non ripetere gli errori del passato”.

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