Il mancato pagamento dello stipendio non giustifica sempre l’assenza dal lavoro. Ecco cosa prevede davvero la legge.
Il mancato pagamento dello stipendio è una delle cose peggiori che possa capitare a un lavoratore. Non soltanto c’è l’importante danno economico, ma anche il mancato riconoscimento del proprio lavoro che svilisce non poco. Sicuramente, quanto più si allunga il ritardo diminuisce la voglia di lavorare con dedizione, ma assentarsi dal lavoro non è sempre la strategia corretta. Anche se potrebbe sembrare paradossale, chi smette di lavorare perché non ha ricevuto lo stipendio potrebbe persino passare dalla parte del torto.
In Italia, però, la legge prevede delle tutele piuttosto rigorose per i lavoratori dipendenti, per quanto possano essere difficili da rivendicare in alcuni casi. Altri non sono altrettanto fortunati, come ci dimostra il clamore di una notizia spagnola. Prendendo spunto da un errore diffuso, gli esperti hanno ricordato ai lavoratori l’obbligo di andare al lavoro anche in mancanza dello stipendio. Una raccomandazione che ha subito suscitato forte indignazione sul web, soprattutto tra gli europei. Cerchiamo quindi di fare chiarezza.
Devi andare al lavoro anche se non ti pagano lo stipendio?
Per chiarire davvero la questione bisogna partire da ciò che ha dato inizio a tutto, ossia la notizia spagnola. A tal proposito, bisogna innanzitutto chiarire che lo Statuto dei lavoratori vigente in Spagna obbliga i datori di lavoro a corrispondere lo stipendio nei tempi, modi e importi pattuiti. La mancata retribuzione è una violazione molto grave, per la quale i lavoratori possono invocare vari rimedi legali. Nonostante ciò, non è un’automatica causa di cessazione del contratto di lavoro e pertanto non permette sempre di smettere di lavorare senza conseguenze.
Questo significa che un lavoratore spagnolo che non si reca al lavoro, anche se perché non ha ricevuto il pagamento, può essere citato in tribunale dal datore e subire un licenziamento disciplinare. La regola generale vuole che il disagio patito dal personale sia consistente, rappresentato da ritardi continui o svariati stipendi non pagati. Nel dettaglio, si ha la risoluzione del rapporto lavorativo quando non sono state pagate tre mensilità di stipendio, anche se non in modo consecutivo, ma anche se i ritardi si ripetono in un semestre dello stesso anno.
Ecco perché bisogna continuare a lavorare anche se lo stipendio non è stato pagato per 2 mesi, ma ciò non vuol dire che il personale spagnolo sia privo di tutela. È possibile comunque agire legalmente per ottenere il pagamento e l’applicazione delle sanzioni al datore di lavoro inadempiente, ma anche pretendere la cessazione del rapporto di lavoro. Vista la panoramica generale sugli stipendi non pagati in Spagna, vediamo più nello specifico cosa prevede la legge italiana.
Gli italiani possono non andare al lavoro se non hanno ricevuto lo stipendio
In Italia i dipendenti che non ricevono regolarmente il pagamento dello stipendio possono smettere di lavorare, ma non in maniera discrezionale. Innanzitutto, dovrebbe trattarsi di un disagio notevole e in qualche modo equiparato con la mancata prestazione lavorativa. Si tratta anche in questo caso di ritardi ripetuti o notevoli, ma la giurisprudenza italiana è più puntigliosa. Anche un ritardo di 15 giorni è considerato significativo, se l’insieme delle circostanze rende improseguibile l’attività lavorativa. Oltre a valutare la situazione nel suo complesso, comunque, i lavoratori dovrebbero:
- verificare con cura il contratto individuale e collettivo, che potrebbero prevedere regole specifiche;
- pretendere il pagamento prima con un tentativo bonario e poi con una diffida.
Se nonostante questo impegno non si trova una risoluzione il dipendente può smettere di andare al lavoro, ma anche rendere le proprie dimissioni per giusta causa. Il buonsenso è imperativo per evitare passi falsi, perciò bisogna evitare di lasciarsi prendere dallo sconforto. Pensiamo per esempio a uno stipendio in ritardo di una settimana, nonostante i precedenti pagamenti sempre puntuali.
Il lavoratore che in questo caso si rifiuta di svolgere le proprie mansioni rischia sanzioni disciplinari anche gravi, poiché non agisce in modo proporzionato, sebbene abbia patito un disagio. Si ricorda inoltre la disciplina delle dimissioni per fatti concludenti, per cui ripetute assenze ingiustificate rappresentano la cessazione del rapporto di lavoro.
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