Il decreto del MUR di fine dicembre cambia i tetti di detrazione per le università private. Nella dichiarazione dei redditi 2026 che spesa massima di potrà scontae dalle tasse?
Detrazione spese università private 2026: il decreto MUR n. 1126 del 31 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 marzo 2026, ridefinisce i limiti di spesa detraibile al 19% per l’onere sostenuto per tasse e frequenza negli atenei privati.
I limiti in questione si riferiscono all’anno d’imposta 2025 e, quindi, vanno utilizzati nella dichiarazione dei redditi 2026 che sta per prendere il via dal 30 aprile 2026 con la messa a disposizione per sola visione del modello 730/2026 precompilato.
I massimali sono stati rimodulati con un aumento del tetto massimo per l’area sanitaria ma con limitazioni per l’area medica. Rimodulata anche l’area umanistico sociale, mentre resta invariata quella scientifico-tecnologica.
Ecco i limiti alle detrazioni delle spese universitarie 2026 per le varie aree scientifiche e geografiche.
Detrazioni spese università private nel 730/2026, cosa sono
Sia l’iscrizione sia la frequenza ai corsi di laurea e di formazione post laurea danno diritto a un rimborso IRPEF del 19% entro determinati limiti di spesa. Le detrazioni spettano anche per l’iscrizione ad atenei privati e ogni anno vengono fissati importi massimi di spesa dal Ministero dell’Università e della Ricerca per la frequenza di istituti privati riconosciuti.
Per le spese universitarie sostenute presso atenei privati è previsto un vincolo: tali spese non possono essere superiori a quelle stabilite per le tasse e i contributi per gli studi con un indirizzo uguale o affine svolti nelle università statali della stessa città o della stessa regione.
Se si configura un’eventuale eccedenza nelle tasse pagate, su quell’eccedenza non può essere calcolata alcuna detrazione.
Gli importi da portare in detrazione in dichiarazione dei redditi 2026 variano in base all’area disciplinare di studio e all’area geografica in cui è situato l’Ateneo.
I limiti sono determinati annualmente dal Ministero dell’Università e della Ricerca tenendo in considerazione gli importi medi delle somme e contributi dovuti per l’iscrizione e la frequenza di università statali.
Il decreto conferma la segmentazione territoriale per sede e corso e non si basa sulla residenza dell’alunno, bensì conta la sede dell’Ateneo. Si ricorda, infine, che ai tetti fissati dal ministero va aggiunta la tassa regionale per il diritto allo studio che può essere portata in detrazione anche oltre il limite tabellare.
Detrazione spese universitarie 2026, limiti e importi per gli atenei privati
La spese sostenute per tasse e contributi di iscrizione per la frequenza dei corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico delle università non statali, sono detraibili in dichiarazione dei redditi 2026 seguendo le regole dell’articolo 15, comma 1, lettera e), del TUIR.
Per queste spese si ha diritto a una detrazione del 19% su limiti ben precisi individuati ogni anno.
I limiti massimi di spesa detraibili sono suddivisi per quattro aree disciplinari, quella medica, quella sanitaria, quella scientifico-tecnologica e quella umanistico-sociale.
Ecco una semplice tabella con i limiti previsti per le varie aree geografiche.
| Area disciplinare corsi istruzione | Nord | Centro | Sud e isole |
|---|---|---|---|
| Medica | 3.600 euro | 2.900 euro | 2.650 euro |
| Sanitaria | 4.100 euro | 3.100 euro | 3.050 euro |
| Scientifico-tecnologica | 3.700 euro | 2.900 euro | 2.600 euro |
| Umanistico-sociale | 3.200 euro | 2.750 euro | 2.550 euro |
Specifica l’Agenzia delle Entrate nella circolare 7/E del 2018 che nel limite di spesa individuato dal Decreto Ministeriale è compresa anche l’imposta di bollo, la tassa regionale per il diritto allo studio è, invece, detraibile in aggiunta al limite.
Diventa importante a questo punto delineare quali Regioni appartengono alle varie aree geografiche:
Nord: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria ed Emilia Romagna;
Centro: Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio;
Sud e Isole: Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Quali spese possono essere portate in detrazione?
I costi connessi alla vita universitaria sono numerosi, ma non tutti rientrano nella detrazione prevista dall’articolo 15, comma 1, lett. e) del Tuir. Rientrano in questa agevolazione:
- tasse di immatricolazione e iscrizione (anche fuori corso);
- tasse per esami di profitto e laurea;
- tasse di partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea in quanto lo svolgimento della prova di preselezione costituisce una condizione indispensabile per l’accesso ai corsi di istruzione universitaria;.
Deve, inoltre, essere ricordato che gli stessi limiti si applicano anche per la frequenza alle università telematiche naturalmente riconosciute dal Mur. Inoltre, sono parificati alle università:
- Conservatori musicali;
- ITS (Istituti Tecnici Superiori equiparati alle università).
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Detrazione spese universitarie 2026 per i corsi post laurea, master e specializzazioni
Si possono portare in detrazione anche le spese universitarie sostenute per l’iscrizione a corsi post laurea presso università private. I corsi post laurea che consentono di ottenere le detrazioni sono:
- master di I e II livello;
- corsi di dottorato;
- specializzazioni.
I limiti di spesa massima sono sintetizzati nella seguente tabella:
| spesa massima detraibile | nord | centro | sud e isole |
|---|---|---|---|
| corsi di dottorato di specializzazione e master universitari di I e di II livello | 4.100 euro | 3.100 euro | 3.050 euro |
Nel caso dei corsi post laurea gli importi non variano in base all’area disciplinare, ma solo per zona geografica.
Tra le spese per corsi post universitari rientrano anche quelle sostenute per i corsi di Tirocinio formativo attivo (TFA) per la formazione iniziale dei docenti, istituiti presso le facoltà universitarie o le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica.
Resta, infine, da ricordare che è possibile avvalersi anche della detrazione delle spese per gli alloggi universitari. Il limite su cui calcolare la detrazione fiscale del 19% è di 2.633 euro annui.
Come portare in detrazione le tasse universitarie
Per avvalersi delle detrazioni spese universitarie è necessario conservare le ricevute o quietanze di pagamento. Deve, inoltre, essere ricordato che anche per le spese universitarie vale l’obbligo di pagamento con strumenti tracciabili per poter ottenere la detrazione fiscale. Si può effettuare il pagamento con bancomat, carte di credito, carte prepagate, bonifici bancari o postali.
All’interno del modello 730/2026 le spese sostenute per l’iscrizione a università private devono essere inserite nel Quadro E, nei righi da E8 a E10.
L’importo deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” della Certificazione Unica con il codice onere 13.
Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2025 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella sezione “Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – art. 51 Tuir”.
Le spese universitarie sostenute per la frequentazione di atenei privati possono essere portate in detrazione non solo dallo studente, ma anche da familiari che hanno sostenuto le spese per soggetti fiscalmente a carico. Un soggetto è fiscalmente a carico nel caso in cui non abbia redditi superiori a:
- 4.000 euro se l’età è inferiore ai 24 anni;
- 2.840,52 euro se l’età è superiore ai 24 anni.
L’esempio classico è quello del genitore che sostiene le spese universitarie per il figlio fiscalmente a carico e le porta in detrazione.
Dottorati, specializzazioni e maste: che detrazione spetta?
Un capitolo a parte riguarda dottorati, specializzazioni, corsi di perfezionamento e master universitari di primo e secondo livello. Per le spese sostenute nel 2025 il plafond sale al Nord e al Sud, ma resta invariato per il Centro. Il decreto anche in questo ambito sembra voler allineare il beneficio ai reali costi medi effettivi.
Ricordiamo, infine, che il modello 730/2026 deve essere presentato entro il 30 settembre 2026, mentre con il modello Redditi Persone Fisiche deve essere inoltrato entro il 31 ottobre 2026.
Restano fermi due paletti, sul piano operativo:
- la spesa deve essere sostenuta con mezzi di pagamento tracciabili;
- dal 2025 le spese universitarie entrano nel nuovo perimetro del quoziente familiare: per redditi oltre i 75.000 euro sono previsti tetti massimi alla spesa detraibile che variano in base al numero di figli.
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