Detrazione spese d’istruzione, universitarie e scolastiche nel 730, novità 2026

Patrizia Del Pidio

7 Aprile 2026 - 08:49

Cambiamenti importanti per le detrazioni delle spese di istruzione e per quelle universitarie nel 730/2026. Vediamo cosa cambia e per chi.

Detrazione spese d’istruzione, universitarie e scolastiche nel 730, novità 2026

Le detrazioni delle spese di istruzione e universitarie subiscono ben due modifiche nel 730/2026. Le spese di istruzione sono tutti quegli oneri sostenuti per la scuola e l’università dei figli fiscalmente a carico.

L’agevolazione fiscale prevede uno sconto del 19% sull’Irpef da versare, che per dipendenti e pensionati, nella maggior parte dei casi, si traduce in un rimborso fiscale.

Nel 2026 sono previste importanti novità:

  • nuovo tetto massimo per la detrazione delle spese di istruzione;
  • nuovi limiti per la detrazione delle spese sostenute per le università private.

Il beneficio fiscale si può richiedere sia nel modello 730/2026, sia nel modello Redditi, ma è importante ricordare che il tetto massimo delle spese di istruzione è da considerare per ogni figlio e per ognuno degli studenti deve essere compilato un rigo diverso.

Vediamo come le spese scolastiche sostenute per tutta l’istruzione dei propri figli, dall’asilo fino all’università, possono concorrere ad abbassare l’Irpef, ricordando che per la dichiarazione dei redditi 2026 (anno di imposta 2025) il limite massimo che è possibile portare in detrazione per ogni studente cambia.

Anche per il 2026 permane l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti per poter fruire della maggior parte delle detrazioni, il rimborso sull’Irpef delle spese sostenute, infatti, spetta soltanto se queste ultime sono state pagate con un mezzo tracciabile come bonifico o carta di credito, assegno o bancomat (fanno eccezione alcune spese sanitarie).

Vediamo quali sono le spese di istruzione che è possibile portare in detrazione, quali documenti di pagamento è necessario avere a disposizione e come deve essere compilato il quadro E per fruire della detrazione delle spese scolastiche.

Detrazione spese universitarie nel modello 730/2026: per quali corsi?

Partiamo dalle spese universitarie, che si riferiscono agli importi sostenuti per la frequenza di corsi accademici come:

  • corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali;
  • corsi di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria;
  • tenuti presso università o istituti pubblici o privati, italiani o stranieri.

Le spese si possono riferire anche a più anni, compresa l’iscrizione fuori corso. Inoltre, si possono portare in detrazione anche le spese sostenute per:

  • tasse di immatricolazione e iscrizione (è valida anche per gli studenti fuori corso);
  • soprattasse per esami di profitto e laurea;
  • la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea, se previsti dalla facoltà, poiché la prova di preselezione è propedeutica per l’accesso ai corsi di istruzione universitaria;
  • la frequenza dei corsi per la formazione iniziale dei docenti.

Modello 730/2026: limiti per università private

Mentre per le spese effettuate nell’università pubblica la detrazione spetta senza limiti, per chi frequenta l’università privata sono previste delle soglie massima che variano a seconda dell’area geografica dove si trova l’università e dell’area disciplinare cui appartiene il corso d’istruzione. Per le spese sostenute nel corso del 2025 nelle università private, il decreto MUR n. 1126 del 31 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 marzo 2026, rimodula i tetti nel seguente modo:

Area disciplinare corsi istruzioneNord CentroSud e isole
Medica 3.600 euro 2.900 euro 2.650 euro
Sanitaria 4.100 euro 3.100 euro 3.050 euro
Scientifico-tecnologica 3.700 euro 2.900 euro 2.600 euro
Umanistico-sociale 3.200 euro 2.750 euro 2.550 euro

I righi da compilare nel modello 730/2026 vanno da E8 a E10 della dichiarazione dei redditi, utilizzando il codice 13. Queste indicazioni valgono per la detrazione delle spese sostenute per le università sia pubbliche che private.

Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2025 e che sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella sezione “rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – art. 51 tuir” della Certificazione Unica.

Detrazione spese scolastiche nel modello 730/2026

L’altro importante cambiamento per le detrazioni per le spese di istruzione riguarda il tetto massimo detraibile per ogni studente: fino al 2024 era pari a 800, dal 2025 è salito a 1.000 euro. Debutta per la prima volta nella dichiarazione dei redditi, quindi, il nuovo limite riconosciuto per ogni figlio il rimborso massimo effettivo passa da 152 euro (19% di 800 euro) a 190 euro (19% di 1.000 euro) per ogni figlio.

È possibile detrarre le spese di istruzione sostenute per la frequenza di:

  • scuole dell’infanzia;
  • del primo ciclo di istruzione, ovvero la scuola elementare;
  • della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione.

La detrazione spetta sia per le spese sostenute per i familiari a carico sia per il contribuente stesso.

Di seguito, l’elenco delle spese scolastiche detraibili:

  • tasse;
  • i contributi obbligatori;
  • l’importo sostenuto per l’ampliamento dell’offerta formativa;
  • il servizio di mensa scolastica;
  • servizio di pre e post scuola;
  • assicurazione della scuola;
  • corsi di teatro organizzati dalla scuola;
  • corsi di lingua organizzati dalla scuola;
  • assistenza al pasto;
  • le gite.

Se la spesa riguarda più di un alunno, occorre compilare più righi da E8 a E10 riportando in ognuno di essi il codice 12 e la spesa sostenuta con riferimento a ciascun ragazzo.

L’importo deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 12.

730/2026 e detrazioni spese istruzione: come pagare

Per la detrazione delle spese d’istruzione, così come per molte altre spese, dal 1° gennaio 2020 è diventato obbligatorio pagare con mezzi tracciabili.

Questo significa che se si vuole avere il rimborso Irpef del 19% delle spese d’istruzione (sia universitarie che scolastiche) indicate, bisogna aver pagato con bancomat e carte o, in alternativa, assegni o bonifici.

Detrazione spese universitarie e scolastiche: i documenti da conservare

Per poter provare che il pagamento è stato effettuato con metodi idonei e che legittimano la richiesta della detrazione, bisognerà inoltre aver cura di conservare i documenti che attestano l’utilizzo di strumenti tracciabili.

Il contribuente deve conservare tutte le ricevute relative a gite d’istruzione, mensa e altre spese. Per quanto riguarda le spese universitarie occorre conservare le fatture relative a:

  • tasse di immatricolazione e iscrizione (anche per gli studenti fuori corso);
  • soprattasse per esami di profitto e laurea;
  • la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea, eventualmente previsti dalla facoltà, in quanto lo svolgimento della prova di preselezione costituisce una condizione indispensabile per l’accesso ai corsi di istruzione universitaria;
  • la frequenza dei Tirocini Formativi Attivi (TFA) per la formazione iniziale dei docenti istituiti presso le facoltà universitarie o le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica.

Per tutte le spese sostenute nel 2025 si consiglia di conservare sia la copia della fattura o dello scontrino, sia la copia del pagamento pos o altro giustificativo di spesa.

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