A chi sostiene le spese per l’assistenza di anziani e disabili potrebbe spettare una importante detrazione nel 730/2026. Vediamo come si compila la dichiarazione dei redditi.
Nel 730/2026 è possibile portare in detrazione le spese per l’assistenza di anziani e disabili. Prendersi cura di un familiare non autosufficiente comporta non solo un impegno umano, ma anche un carico economico che va a pesare sul bilancio del nucleo.
Sostenere la spesa di una badante, di un addetto all’assistenza personale si somma, infatti, alle spese mediche specialistiche e i costi possono diventare facilmente insostenibili.
Fortunatamente lo Stato tutela le famiglie caregiver e mette a disposizione una serie di tutele fiscali che permettono di alleggerire il carico economico che si sostiene grazie alle detrazioni da indicare nella dichiarazione dei redditi. In piena stagione reddituale 2026 sapere come muoversi appare fondamentale per non perdere i benefici che si hanno a disposizione. Vediamo come compilare correttamente il 730 e recuperare parte delle spese sostenute.
Si tratta di una detrazione riconosciuta quando si sostiene l’onere per l’assistenza prestata a persone anziane non autosufficienti di cui può beneficiare sia lo stesso anziano, sia un familiare. Per avere diritto al beneficio fiscale, in ogni caso, sono previste regole ferree anche a livello di contratto di assunzione della persona che presta l’assistenza, così come sono previsti limiti reddituali e un tetto massimo entro cui la detrazione è riconosciuta.
Da sottolineare che se l’assistenza è rivolta a un anziano non autosufficiente, è possibile portare in detrazione i contributi assistenziali e previdenziali che si versano per la badante
È importante però seguire con scrupolo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per la compilazione del modello 730, in modo da ottenere il rimborso Irpef del 19%.
Detrazione spese assistenza anziani e disabili nel modello 730/2026: a chi spetta
Anche nella dichiarazione dei redditi 2026 è possibile portare in detrazione le spese sostenute per l’assistenza di anziani e disabili nei casi di non autosufficienza.
Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate stabiliscono che si ha diritto alla detrazione del 19% delle spese sostenute per gli anziani o i disabili non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana. Si tratta dei soggetti che, per esempio, non sono in grado di:
- assumere alimenti,
- espletare le funzioni fisiologiche;
- provvedere all’igiene personale;
- camminare;
- vestirsi in autonomia.
Lo stato di non autosufficienza è riconosciuto anche agli anziani per i quali è necessaria assistenza continuativa.
Lo stato deve essere certificato da un’apposita documentazione medica, da conservare ai fini della detrazione. L’importanza del certificato medico si rileva soprattutto nei casi dei soggetti più anziani: per anziani di età superiore agli 80 anni, è concessa la detrazione Irpef 19% per motivi di assistenza continuativa necessaria, sempre in presenza di certificazione del medico.
La detrazione delle spese di assistenza per anziani e disabili spetta anche per i familiari non a carico, ma il beneficio non spetta quando la non autosufficienza non si ricollega all’esistenza di patologie (quindi, ad esempio, nel caso di assistenza ai bambini).
Spese assistenza anziani: guida alla detrazione Irpef 19%. Beneficiari, costi e limiti
La spesa per l’assistenza agli anziani può essere portata in detrazione al 19% in alcuni casi specifici, ovvero quando il soggetto che richiede assistenza da parte di terzi non è autosufficiente, ovvero non può svolgere in autonomia le azioni della quotidianità.
A regolare l’agevolazione fiscale per le persone non autosufficienti è l’articolo 15 del Tuir, nel quale viene appunto riconosciuta la detrazione Irpef del 19% sulle spese sostenute per addetti all’assistenza personale.
La possibilità di portare in detrazione i costi sostenuti per l’assistenza da parte di colf, badanti, assistenti familiari può essere esercitata anche quando la spesa non è sostenuta per se stessi.
In pratica, la detrazione è riconosciuta anche se la spesa è sostenuta per un familiare non fiscalmente a carico del richiedente, sempre in sede di presentazione del modello 730/2026.
Per poter richiedere la detrazione Irpef al 19% è necessario rispettare alcune condizioni: si considera infatti detraibile soltanto il costo sostenuto per l’assistenza di persone non autosufficienti, con limiti per quel che riguarda i costi sostenuti e il reddito massimo annuo per l’agevolazione.
Ecco la guida completa a chi può richiedere la detrazione Irpef 19% sulle spese per l’assistenza degli anziani e quali sono i documenti da conservare.
Detrazione spese assistenza anziani e disabili: istruzioni e importi
Per poter usufruire della detrazione del 19% delle spese sostenute per l’assistenza ad anziani e disabili è necessario rientrare in determinati limiti di reddito.
Il contribuente può fruire della detrazione fino a un importo massimo di 2.100 euro, solo se il reddito complessivo non supera i 40.000 euro. Nel computo del reddito va calcolato anche il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni.
Il limite di 2.100 euro è riferito al singolo contribuente, a prescindere dal numero delle persone cui si riferisce l’assistenza. Quindi, anche se il contribuente ha sostenuto spese per la sua persona e per un familiare, l’importo da indicare non può comunque superare 2.100 euro.
Se invece sono più familiari che hanno sostenuto spese per assistere lo stesso familiare, allora il limite massimo di 2.100 euro deve essere ripartito tra coloro che si sono divisi i costi di assistenza.
L’importo deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 15, righi da E8 a E10.
È possibile anche portare in deduzione i contributi per gli addetti ai servizi domestici e familiari, ovvero colf, badanti, baby sitter, per la parte a carico del datore di lavoro, compilando il rigo E23 con il codice onere 3, per un massimo di 1.549,37 euro.
Detrazione spese assistenza anziani: documenti da conservare per il 730/2026
Per richiedere la detrazione Irpef del 19% è necessario comprovare la spesa sostenuta per l’assistenza. I costi devono risultare da idonea documentazione (ricevute, fatture, cedolini) che contenga il codice fiscale e i dati anagrafici di chi effettua il pagamento e di chi presta l’assistenza. Se la spesa è sostenuta per un familiare, ad esempio un genitore, nella ricevuta bisognerà indicare anche i dati anagrafici e il codice fiscale della persona anziana che riceve le cure.
Si ricorda che possono essere portate in detrazione anche le spese sostenute per i ricoveri in centri di assistenza e case di riposo.
La detrazione spetta anche se l’assistenza non è resa direttamente da una singola persona autonoma, ma tramite:
- una casa di cura o di riposo: in questo caso, la documentazione deve certificare distintamente i corrispettivi riferiti alla sola assistenza rispetto a quelli riferibili al vitto e all’alloggio (rette della struttura ricettiva);
- una cooperativa di servizi: in questo caso, la documentazione deve specificare la natura del servizio reso;
- un’agenzia interinale: in questo caso, la documentazione deve specificare la qualifica contrattuale del lavoratore messo a disposizione.