Detrazione affitto studenti fuori sede: quali sono le zone disagiate?

Detrazione affitto studenti universitari fuori sede: per beneficiare dell’agevolazione fiscale prevista si deve tener conto dei requisiti stabiliti. Nel caso in cui l’abitazione si trovi in zone disagiate o montane la distanza minima richiesta si riduce.

Detrazione affitto studenti fuori sede: quali sono le zone disagiate?

Detrazione affitto per gli studenti fuori sede: se il Comune di residenza dello studente rientra tra le zone disagiate sono previsti requisiti più elastici riguardo la distanza dall’Università per poter beneficiare dell’agevolazione fiscale.

Per gli studenti universitari fuori sede è prevista un’agevolazione sui costi sostenuti per l’affitto pari a una detrazione Irpef del 19%.

Nel caso in cui il Comune di residenza del fuori sede rientri fra le zone disagiate si riduce il requisito della distanza minima necessaria alla fruizione della detrazione sui costi d’affitto, che dovrà essere pari almeno a 50 km.

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello n. 19 del 2 ottobre 2018, ha chiarito che la valutazione del disagio deve essere effettuata sulla base di criteri oggettivi riferibili al Comune di residenza e non facendo riferimento al luogo della sede dell’ateneo.

I requisiti per la detrazione sull’affitto degli studenti fuori sede sono stati modificati con il DL fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2018, consentendo l’accesso tramite la dichiarazione dei redditi.

Detrazione affitto studenti fuori sede: requisiti più elastici per le zone disagiate

Con la risposta n. 19 del 2 ottobre 2018 l’Agenzia delle Entrate ha precisato che gli studenti fuori sede che risiedono in zone disagiate o montane possono beneficiare della detrazione prevista sui costi d’affitto anche nel caso in cui il Comune di residenza rientri nella stessa provincia della sede universitaria.

L’Agenzia ricorda che la detrazione per gli affitti sostenuti da studenti universitari fuori sede prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera i-sexies del TUIR è pari al 19%, per un importo massimo di 2.633 euro.

Per poter beneficiare dell’agevolazione fiscale devono sussistere le seguenti condizioni:

  • gli studenti devono essere iscritti a un’università di un Comune diverso da quello di residenza;
  • il Comune dell’Università dev’essere distante da quello di residenza almeno 100 km e comunque in una provincia diversa.
  • se il Comune di residenza è situato in una zona montana o disagiata, il requisito della distanza si intende rispettato anche all’interno della stessa provincia ed è ridotto a 50 km.

Quest’ultima condizione è stata introdotta con il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2018 che ha modificato la disciplina della detrazione fiscale per gli anni 2017 e 2018.

Tale modifica consente quindi di beneficiare dell’agevolazione anche se il Comune di residenza dello studente è situato all’intero dello stessa provincia della sede universitaria, purché sia situato in una zona montana o disagiata.

L’Agenzia delle Entrate sottolinea che la norma in questione al fine della valutazione del disagio, non si riferisce al Comune in cui è situata la sede dell’Università ma esclusivamente al Comune di residenza dello studente.

Tale situazione disagiata infine deve essere valutata sulla base di criteri oggettivi.

Agenzia delle Entrate - risposta n. 19 del 2 ottobre 2018
La risposta n. 19 del 2 ottobre 2018 dove l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in materia di detrazione fiscale per canoni di locazione sostenuti da studenti universitari fuori sede.

Quali sono le zone disagiate per la detrazione sull’affitto dei fuori sede

Per una corretta qualificazione dei Comuni siti in zone disagiate ai fini della possibilità di beneficiare della detrazione sull’affitto prevista per gli studenti fuori sede l’Agenzia delle Entrate ha formulato un’apposita richiesta al MIT.

Al momento infatti non sono stati stabiliti specifici requisiti per individuare le zone disagiate e pertanto si attende la pubblicazione di istruzioni più dettagliate.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti effettuerà una valutazione di natura tecnica e sulla base di criteri oggettivi per verificare quali sono i comuni effettivamente situati in una zona disagiata.

In ogni caso, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per individuare le zone disagiate è necessario verificare che queste non siano percorribili da diverse vie di comunicazione, tramite ad esempio vie ferroviarie e stradali, che collegano il Comune di residenza dello studente fuori sede ad altri.

Per individuare le zone montane, invece, l’Agenzia delle Entrate precisa che:

“in assenza di una esplicita definizione contenuta nella normativa fiscale e in assenza di un rinvio espresso a specifiche disposizioni che ne consentano l’individuazione, per l’individuazione dei comuni montani occorre far riferimento all’elenco allegato alla Circolare n. 9 del 14 giugno 1993, concernente ’Imposta comunale sugli immobili (ICI). Decreto legislativo n. 504 del 30 dicembre 1992 – Esenzione di cui all’art. 7, lettera h) - Terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art. 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984’, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale, n. 141 del 18 giugno 1993 - Serie generale, n. 53.”

Tuttavia al fine di una corretta valutazione del disagio è necessario attendere il parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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